PESCARA – Il project financing, ovvero la collaborazione tra ente pubblico e impresa privata come opportunità ma anche come rischio per il settore sanitario.
È stato questo l’argomento del convegno dal titolo “Investimenti sanitari 2020”, che si è svolto martedì a Milano, organizzata dall’Università Bocconi in collaborazione con il ministero della Salute. E significativa è stata la partecipazione del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, anche lui tra i relatori, che ha ribadito la bontà del project financing del nuovo ospedale di Chieti da 225 milioni di euro con 500 posti letto, proposto dalla Icm del gruppo Maltauro al posto del Santissima Annunziata, non sicuro dal punto di vista sismico.
Progetto che tante polemiche sta suscitando, fortemente osteggiato dall’opposizione di centrodestra e dal Movimento 5 stelle in Consiglio regionale, e di cui si attende la conclusione dell’iter di dichiarazione di pubblica utilità, da parte della commissione mista Regione-Asl.
A quel punto si darà il via libera alla gara europea in cui la proponente Icm avrà un diritto di prelazione. La formula del project sarà adottata anche per altri interventi sugli edifici sanitari: sull’Aquila, per esempio, già rifiutata e ora riproposta, è diventa oggetto di confronto elettorale tra i due candidati sindaco al ballottaggio.
In passato, questo il fulcro del ragionamento sviluppato nel workshop, la realizzazione di investimenti con capitali privati ha consentito di rinnovare la rete sanitaria di alcune regioni. Tuttavia, il modello adottato ha mostrato alcuni punti critici.
Nel workshop i relatori hanno fatto il punto sul contesto normativo relativo all’utilizzo dei capitali e delle competenze private nell’ambito dei contratti di Partnership pubblico privato (Ppp), riflettendo sulle esperienze passate, sulle modalità di utilizzo delle partnership per la nuova pipeline di investimenti edili e tecnologici nel settore sanitario e sulla necessità di una robusta policy nazionale e regionale per attirare i migliori operatori industriali e finanziari.
Sono intervenuti oltre a D’Alfonso, Bruno Pavesi, Rosanna Tarricone, Andrea Urbani, Veronica Vecchi, Velia Leone, Antonino Saitta, Giulio Gallera, Petropulacos Kyriakoula, e Domenico Mantoan.






