L’AQUILA – Cimoroni pimpante, Biondi arrembante, Di Benedetto concentrato, Pagliariccio genuina, Righetti compìto, Trifuoggi pacato, Silveri essenziale.
Questi gli stati d’animo con cui i sette candidati sindaco dell’Aquila alle elezioni ormai imminenti hanno affrontato il confronto aperto al pubblico organizzato da AbruzzoWeb nel centro storico del capoluogo, nel cortile di Palazzo Alessandri, messo a disposizione dalle famiglie Lopardi e Natellis, e condotto dal caporedattore Alberto Orsini e dal cronista Marco Signori.
Un testa a testa condotto a ritmi serrati, che ha portato le aspiranti fasce tricolori a rispondere alle domande dei cronisti, a interrogarsi l’un l’altro, e a sottoporsi anche all’esame del pubblico presente, che ha riempito la sala.
Presenti Americo Di Benedetto (centrosinistra), Pierluigi Biondi (centrodestra), Nicola Trifuoggi (L’Aquila polis), Carla Cimoroni (L’Aquila chiama), Fabrizio Righetti (Movimento 5 stelle), Claudia Pagliariccio (Casapound) e Giancarlo Silveri (Riscatto popolare), quest’ultimo giunto in ritardo.
Emergono rapporti personali positivi tra i sette, e un clima addirittura ormai affiatato, giunti a quello che è stato contato come il decimo confronto, praticamente l’ultimo a due giorni dalla fine della campagna: lontani, per ora, i duelli al calor bianco del 2012, anche se le relazioni giocoforza si guastano quando si rientra nell’inquadramento ideologico dovuto alla competizione.
Tra le note interessanti, l’assonanza personale tra gli esponenti del Cinque stelle e di Casapound, la totale diversità di vedute sui rischi della sanità tra i due candidati di centrodestra e centrosinistra, il mancato appoggio tra civici Trifuoggi-Cimoroni, di cui si era ventilato in precedenti interviste.
Si comincia chiedendo il primo provvedimento concreto una volta eletti sindaco. In Giunta la riorganizzazione degli uffici, dicono Biondi, Righetti e Trifuoggi.
Per Biondi in Consiglio bisognerà portare “il superamento dell’attuale cronoprogramma della ricostruzione specialmente nelle frazioni”. La Cimoroni parla invece di “annullamento del provvedimento che delibera la costruzione fuori le mura della sede unica comunale”, tema che verrà ripreso.
Righetti promette “innanzitutto provvedimenti sulla trasparenza: pubbliche l’agenda del sindaco e degli assessori, le nomine nelle partecipate con audizioni pubbliche”. La Pagliariccio propone “la revisione delle assegnazioni delle case popolari e degli asili nido, inserendo la postilla che va data precedenza agli italiani”.
Di Benedetto annuncia “atti di indirizzo per risolvere i problemi delle scuole, settembre è vicino, e la scansione del piano regolatore”. Trifuoggi, infine, in Consiglio porterebbe “la riscrittura del regolamento dei Consigli territoriali di partecipazione, così non hanno senso”.
Scatta l’ora delle domande dall’uno all’altro. A Biondi arrivano due richieste: di Trifuoggi, sul piano anticorruzione, e di Di Benedetto, sulla “sòla” del sottosegretario Federica Chiavaroli.
Per Di Benedetto, invece, i quattro quesiti della Pagliariccio, sullo sport cittadino, di Righetti, più “cattivo”, sul conflitto d’interessi da presidente della società idrica Gran Sasso Acqua che ha fatto tanto parlare, della Cimoroni, ancora sulla sede unica del Comune, e di Biondi, altrettanto pungente, sulla polemica sanitaria.
Si passa all’economia e lo sviluppo della città. Righetti punta sul 4% “ma non solo, i fondi sarebbero troppo pochi”, si concentra sulle piccole e medie imprese come d’altronde la Pagliariccio, per la Cimoroni è invece importante istituire “un ufficio tecnico di riferimento”.
Di Benedetto ricorda a tutti “il limite del de minimis, l’unico settore che vi può derogare è la ricerca” mentre per Biondi “bisogna ricalibrare il progetto Restart”. La chiosa è di Trifuoggi: “Troppi cani attorno a quest’osso del 4%, serve un progetto complessivo”.
Movimentata la fase delle domande degli spettatori, alcuni dei quali candidati consigliere, invitati, in tal caso, a presentarsi.
Il meccanismo coinvolge molto il pubblico, che vorrebbe rispondessero ai quesiti tutti e sette, e non uno soltanto a turno. A Biondi tocca l’università e la ricerca, la Cimoroni deve quantificare quanto conti per lei da 1 a 10 valorizzare gli immobili comunali, a Righetti spetta il caso del liceo “Cotugno” con sede a rischio sismico, come anche alla Pagliariccio, per Di Benedetto l’atteggiamento con le proposte dell’opposizione, per Trifuoggi, infine, la pista ciclabile, “operazione pre-elettorale neanche riuscita bene”.
Si passa alla sanità, tema di strettissima attualità che vede uno scontro questo sì incandescente tra i due poli principali.
Di Benedetto, esponente del centrosinistra al governo della Regione, contesta la notizia di un solo ospedale di secondo livello previsto, riportata da AbruzzoWeb, ricordando che si punta a due con l’approvazione di una seconda delibera che, però, gli viene fatto notare, è successiva all’articolo.
Al sindaco come presidente del Comitato ristretto dei sindaci fanno riferimento Trifuoggi, che parla di “stimolo e protesta”, ma fa notare che “Teramo farà un nuovo ospedale a Mosciano del tutto autonomo”, e chiede “toni forti” come anche la Pagliariccio, Righetti e Biondi.
Quest’ultimo contesta il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, “nella Giunta che ha deliberato sull’Aquila era assente”, e il sindaco uscente, Massimo Cialente, “grintoso solo quando ha fatto nominare il manager”, con lui è d’accordo la Cimoroni, “il nuovo sindaco dovrebbe fare quello che non ha fatto fin qua”.
La domanda più gustosa e meno tecnica è quella finale, su chi voterebbero gli altri candidati se loro non partecipassero alla competizione, che viene interpretata in senso estensivo un po’ da tutti come se si chiedesse chi voterebbero in un ipotetico ballottaggio.
“Voterei Righetti, l’ho conosciuto ed è una brava persona che ci mette impegno e la faccia, potrei fidarmi”, dice la Pagliariccio, che poi lo avverte prima di consegnargli il microfono: occhio a quello che dici tu. E il grillino, escludendo “a priori alcune coalizioni come centrosinistra e centrodestra”, “non solo per cortesia” sposa Casapound, appoggiando la Pagliariccio.
La Cimoroni incassa l’appoggio di Di Benedetto “per galanteria, ma non solo”, non aggiungendo altro “per delicatezza che appartiene alla discrezione nel corteggiamento”. Lei avvampa ma non rende la cortesia, “cerco di essere più seria, non diamo indicazioni per il ballottaggio”.
“La simpatia di Claudia merita un apprezzamento personale, oltre quello no”, dice Trifuoggi rivolto alla Pagliariccio, smentendo, quindi, l’appoggio da lui stesso ipotizzato alla Cimoroni, mentre per Biondi vanno bene “tutti tranne il centrosinistra”.
Chiude Silveri, appena arrivato, “qualcuno che non ha nessuno interessato dalle precedenti amministrazioni”.
Proprio il candidato di Riscatto popolare viene sottoposto, per dargli modo di recuperare, a una secca intervista finale sulle domande rivolte ai suoi colleghi: primo provvedimento, “una ricognizione seria di come stanno le cose”, ripresa economica, “serve un progetto generale sull’economia di cui vivere”, ospedale di secondo livello, “una situazione troppo grave, parlerò solo dopo il voto”.



