L’AQUILA – Una sorta di “piano regolatore” delle attività commerciali nel cuore dell’Aquila per studiare una distribuzione organica e non a chiazze, sfruttando la chance di ripartire da zero con l’occupazione degli spazi, ricreando il Consorzio dei commercianti del centro storico.
La proposta illustrata in un incontro con la stampa è di Roberto Grillo, fotografo che da oltre un anno è tornato a lavorare lungo il corso stretto, candidato consigliere comunale con il centrosinistra nella lista Il passo possibile che sostiene la candidatura a sindaco di Americo Di Benedetto.
“La mia proposta è di riproporre, questa volta con il Comune come socio, il Consorzio che operava qualche anno fa, che possa interagire con l’amministrazione per poter pianificare la distribuzione delle attività produttive in una maniera organica”.
“Non va bene creare un’area solo di ristoranti o solo birrerie, ma dato che ripartiamo da zero possiamo studiare e distribuire meglio le attività”, esorta Grillo che, però, chiarisce: “Non ci sarebbero imposizioni, quello che propongo è un patto etico, perché non esistono vincoli”.
Allo stesso modo, “non esiste l’equo canone se parliamo di affitti. Avrebbe dovuto pensarci l’allora ministro Fabrizio Barca quando, con la sua legge, ha annullato tutti i contratti in essere al 6 aprile 2009. Oggi gli affitti proposti dal documento approvato in Giunta sono giusti, ma rischiano di essere inutili – è il suo allarme – perché chi chiede di più e trova chi paga può fare quello che vuole”.
Per Grillo, comunque, “la prima cosa a cui pensare sono gli uffici pubblico, altrimenti saremo solo un centro commerciale naturale e questo è un errore”.
Bisogna pensarci in anticipo, conclude, anche perché “ci sono 220 milioni di euro derivanti dal 4% dei fondi della ricostruzione destinati allo sviluppo del centro e delle frazioni, una somma enorme, per questo, come macro-idea, ritengo che la nuova amministrazione dovrà sedersi, riunire gli assessorati competenti e gestirla. Il salto di qualità sarà trovare obiettivi comuni e non sprecare denari in maniera non organizzata”. Alberto Orsini




