L’AQUILA – “So che mister Giovanni Pagliari ha parlato ai ragazzi, gli ha detto quanto è importante e ‘diversa’ una partita che si gioca il 6 aprile. Faranno una grande gara, davanti a un grande, grandissimo pubblico rossoblù. È per L’Aquila e per chi non c’è più che si deve vincere”.
Le parole in occasione di ogni anniversario del sisma del 6 aprile 2009, che provocò 309 vittime e distrusse un territorio enorme, sono più o meno sempre le stesse. Ma a tenere a freno la retorica, a far cioè la differenza fra un intervento banale e uno ‘sentito’, è l’emozione nella voce di chi parla o scrive.
Il presidente dell’Aquila Calcio, Corrado Chiodi, è uno che appartiene al secondo ‘filone’.
A Gubbio, domani, domenica 6 aprile, saranno oltre 400 gli aquilani sugli spalti. Coreografia speciale, con dedica a chi non c’è più da quella notte tremenda di cinque anni fa. E stanotte, notte di veglia, di preghiera, di memoria che non inganna mai, per le strade del centro storico del capoluogo d’Abruzzo, gli aquilani e i non aquilani saranno migliaia.
“Domani sarò a Gubbio, stanotte alla fiaccolata in memoria dei nostri martiri – dice Chiodi ad AbruzzoWeb – purtroppo sono giorni difficili per tutti noi, lo sappiamo, è inutile nasconderlo. Io sto anche soffrendo per la morte di Manolo (Manolo Riddei, il 40enne originario di Roio, frazione dell’Aquilano, che pochi giorni fa si è tolto la vita dandosi fuoco, ndr), che lavorava con noi”.
“I nostri tifosi sono straordinari, domani spero potranno godersi, insieme a tutti noi, una bella vittoria, che sarebbe importantissima anche in chiave play off. Però il primo pensiero deve andare a chi è morto il 6 aprile 2009. In Umbria – conclude Chiodi – ce la metteremo tutta soprattutto per loro. E per chi sta ancora lottando e resistendo all’Aquila”.






