ABRUZZO. Domani 5 gennaio, fino al 5 marzo per 60 giorni, a Pescara prenderanno il via i tanto attesi saldi invernali 2010.

La Confcommercio dopo aver effettuato un sondaggio tra i propri associati fa il punto della situazione. I dati emersi non lasciano presagire nulla di buono per queste vendite di fine stagione. I commercianti sono pronti a questo importante appuntamento, pronti a mettere tutto il loro impegno come fanno durante tutto l’anno, pero’ tra di loro aleggia un persistente malumore. Hanno dovuto registrare un andamento negativo nelle vendite natalizie, e sono in molti che prevedono che potrebbe continuare anche durante i saldi invernali.

Le motivazioni sono le stesse: i soliti problemi che attanagliano la citta’ di Pescara. La preoccupazione riguardo alla crisi finanziaria che sta attraversando tutto il Paese, e la poca disponibilita’ economica da parte dei consumatori. Le famose ‘vendite selvagge’, sono ancora tanti i commercianti che effettuano vendite promozionali prima dei saldi, anche prima di Natale.

Questo – osserva la Confcommercio – e’ un atteggiamento che non va bene, non offre una bella immagine al nostro settore, disorienta il consumatore, ci vuole un regolamento ben preciso, uniforme per tutto il settore e che vada rispettato da tutti. Il traffico ormai divenuto insostenibile e la scarsita’ di parcheggi, problemi storici. Tutti i commercianti chiedono una soluzione rapida ed efficiente di questi due problemi.

 Un’altra associazione, Arco Consumatori, invece ricorda che anche quest’anno, come per gli anni scorsi,  occorre fare molta attenzione nell’acquisto di prodotti da parte dei consumatori perché in realtà i saldi «sono gia finiti prima di cominciare nelle consuete modalità: rapporti diretti con la clientela avvisata prima del periodo di legge; anticipazione delle vendita in saldo prima di natale; finti prezzi originari aumentati gia degli sconti apparsi in pubblicità; prodotti fatti fare apposta per l’occasione, in genere di qualità piu scadente»

.«Poiché i negozianti possono fare i prezzi come credono, bassi o alti per tutto l’anno», sosiene Arco, «il prezzo in saldo è solo uno spot pubblicitario per tentare d’imbonire i consumatori con la storia di una vendita eccezionale di resti di magazzino, quando, per tutto l’anno, siamo subissati da vendite “straordinarie” “per cessazione attività” “per fine serie” “per sotto costo” “ con sconti selvaggi” “in liquidazione” e cosi via favoleggiando».

Tra le regole che andrebbero rispettate ci sono quelle relative ai cartellini dei prezzi che devono essere sempre esposti per ogni prodotto visibile dall’esterno con l’indicazione del prezzo iniziale, della percentuale di sconto e del prezzo finale; la vendita in saldo non comporta esoneri di diritti da parte dei consumatori ma solo qualche obbligo in più per i commercianti, quindi i prodotti si possono scegliere e provare come in una normale vendita.

I prodotti difettosi, inoltre,  devono essere sostituiti o restituita integralmente la somma pagata. Qualora, una volta usciti dal negozio, si ritenga che il prodotto non piaccia o non sia della taglia giusta, non è un diritto del consumatore pretendere sostituzioni o restituzioni se non per accordo bonario con il commerciante

 

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