PORTOFINO – “Dopo il crollo del ponte Morandi i controlli sui concessionari autostradali sono diventati un freno agli investimenti dei privati”.

Lo ha detto Mauro Fabris, vicepresidente di Strada dei Parchi Spa, del gruppo Abruzzese Toto e che gestisce le austrade abruzzesi e laziali A24 e A25, ai Portofino Talks 2026 organizzati da Philia Associates.

“Improvvisamente, come è capitato dopo la tragedia di Genova, i controlli sono diventati questioni che continuano a limitare la capacità di investimento”, ha spiegato, parlando di una “legge del pendolo” che porta il Paese da un eccesso all’altro.

Per Fabris mancano “la programmazione, la continuità degli investimenti, la capacità di controllo da parte dello Stato”.

Il caso è proprio quello delle autostrade A24 Roma-L’Aquila-Teramo e A25 Torano-Pescara, considerata strategica per la protezione civile dopo il terremoto dell’Aquila.

“Una legge del 2012, siamo nel 2026 e non siamo riusciti a mettere a terra nemmeno il 30% delle opere, peraltro già appaltate”, per problemi di finanziamenti e autorizzazioni. La richiesta al governo è di programmare “al di là delle emergenze”, dare continuità ai fondi e poi controllare. I concessionari, ha ricordato, anticipano per ospedali, strade e impianti sportivi risorse che lo Stato non ha: “Lo Stato deve vigilare, ma non si può dare la colpa al concessionario se il sistema non funziona”.