L’AQUILA – Vertice incandescente oggi a Bruxelles sulla Zona franca urbana per L’Aquila.

Dalle 10 si sono seduti al tavolo i rappresentanti della Commissione europea, quelli del ministero per lo Sviluppo economico del governo italiano e quelli della Regione Abruzzo.

Dopo il primo vertice positivo dello scorso 22 settembre, c’è aria di svolta, anche se non si può dire se già oggi ci saranno passi formali o se invece arriveranno “le solite rassicurazioni”, come le definisce il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, che alla zona franca non crede più.

Chi ci crede molto, invece, è il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, inviato per la seconda volta dal governatore, Gianni Chiodi, come rappresentante della Regione Abruzzo.

“Al vertice – spiega – ci sarà la parte tecnica della Commissione, la parte tecnica del ministero e noi”.

“Spiegheremo – aggiunge De Matteis – le motivazioni per le quali questo territorio ha bisogno della Zfu. Meglio farlo de visu, un incontro come questo ha tutto un altro valore rispetto al solo invio delle carte”.

Quelle carte che, con i dati socioeconomici dell’area colpita dal sisma del 6 aprile 2009, avevano suscitato i dubbi della direzione generale Aiuti di stato della Commissionesu tre aspetti: la necessità, l’appropriatezza e la proporzionalità della misura.

Dubbi in parte fugati dal primo vertice, e oggi si cercherà di assestare un altro colpo per convincere la Ue.

“Non è un problema di convinzione – avvisa De Matteis – ragionano in termini di burocrazia: la sensazione è che l’altra volta abbiano compreso quali sono le esigenze del territorio”.

I dati non sono tutti, insomma. “Se Bankitalia dice che nel cratere aumentano i depositi bancari è paradossale – chiude De Matteis – perché a questa realtà va aggiunto che i cittadini devono restituire le tasse, le bollette e i mutui sospesi: insomma, è una cosa diversa e glielo diremo”.

I PROTAGONISTI

Affollatissimo il tavolo.

Padroni di casa, i vertici della direzione Aiuti di stato della Commissione europea. Per conto del commissario Joaquìn Almunia, responsabile degli Aiuti di Stato, il direttore generale Humbert Drabbe e il capo unità, Blanca Rodriguez Galindo, che segue il dossier Abruzzo e che ha scritto la famosa lettera del 17 settembre con cui dava all’Italia 20 giorni di tempo per chiarire la situazione di dubbio.

Per il governo italiano, il capo dipartimento del ministero per lo Sviluppo economico, Aldo Mancurti. Prevista anche la presenza della Rappresentanza permanente italiana a Bruxelles, in particolare con il ministro plenipotenziario degli Esteri, Fabio Cassese (un agente diplomatico) e l’esperto delle Regioni presso la Ue Giorgio Perini.

Per la Regione Abruzzo, infine, ci sarà anche la dirigente delle Attività internazionali, Giovanna Andreola, oltre allo stesso De Matteis.