PESCARA – Per la Pescara Calcio è solo questione di ritmo: quando esso è preciso, secondo la direzione del maestro Zeman, il risultato è spettacolare e la squadra propone calcio di buon livello e il risultato non può essere che positivo.
Il guaio, però, sta nel fatto che i biancazzurri sono in grado di tenere il ritmo per un tempo inferiore ai 90 minuti canonici e corrono il rischio di vanificare ciò che di buono fanno in precedenza.
Necessità vuole, quindi, che i ragazzi di Zdenek Zeman, lavorando sodo sul piano fisico, riescano ad aumentare il tempo in cui riescono a rispettare il “ritmo” della musica calcistica scritta dal Maestro.
Zeman vuole verticalizzazioni, pochi passaggi per arrivare in zona tiro… Personalmente aggiungerei anche la necessità per i nostri ragazzi,di imparare a tirare da quella fascia, che sembra ormai dimenticata da tutti, anche in serie A, dei venticinque metri.
Tutti vogliono arrivare in porta con il pallone producendo una serie di fitti passaggi dai venti ai sedici metri con il rischio, quasi sempre subito, di farsi rubare palla dai difensori.
Con allenamenti serrati e continui mi piacerebbe che gli attaccanti, ma anche i centrocampisti, imparassero a tirare da lontano e sicuramente riuscirebbero a sorprendere molte difese abituate come sono ad aspettare gli avversari in “fascia di copertura”.
Ritmo per 90 minuti e tiri da lontano a sorpresa, potrebbero essere le giuste alternative al gioco molto articolato posto in essere nelle nostre partite che favoriscono, quasi sempre, i difensori.
L’esempio del Barcellona sta coinvolgendo molte squadre, anche quelle che non hanno giocatori dai piedi buoni per far possesso di palla. Inutile scimmiottare gli altri: ognuno utilizzi le “competenze” tecniche di cui dispone.
Il Pescara, ormai, lo abbiamo capito, può vincere con qualsiasi squadra del torneo, ma può anche perdere se il ritmo viene abbassato “colpevolmente”. Allora l’unica risposta è il lavoro, il lavoro e altro lavoro ancora.






