AVEZZANO – Alessio Cesareo furibondo con i big del centrodestra che, a suo avviso, avrebbero “consigliato” il voto disgiunto, cioè la preferenza al consigliere della coalizione amica e la preferenza al sindaco avversario, il civico bipartisan Gianni Di Pangrazio.

Il candidato a sindaco del centrodestra, che alle elezioni amministrative di Avezzano del 24 a e 25 maggio scorsi ha rimediato una sonora sconfitta contro il primo cittadino uscente, ha puntato il dito in particolare contro due pezzi da novanta di Fratelli d’Italia, l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri, della vicina Trasacco, recordman di voti con quasi 12mila alle regionali del marzo del 2024, e contro il sindaco del’Aquila, Pierluigi Biondi, responsabile nazionale degli enti locali, uomo forte del partito che può vantare una amicizia di vecchia data con il premier, Giorgia Meloni, che non a caso alle politiche del 2022 è stata eletta deputato nel collegio L’Aquila-Teramo.

Cesareo, ex questore ed ex commissario, originario della Valle Subequana, nell’Aquilano, e residente a Celano, si sarebbe sentito tradito tanto che avrebbe intenzione di farsi sentire con determinazione con la dirigenza romana, fino ad arrivare al presidente del Consiglio dei ministri per denunciare questo nefasto fenomeno che secondo lui, sarebbe stato uno dei motivi della dura sconfitta.

Prime analisi, in un clima infuocato, ad Avezzano sulla sconfitta del centrodestra, orfano della Lega che ha confermato l’appoggio a Di Pangrazio.

Cesareo, apparso veramente molto arrabbiato e deciso ad interessare i vertici dei meloniani, ha vuotato il sacco in una cena post elezioni promossa dalla dirigenza locale di Forza Italia che si è svolta nei giorni scorsi ad Avezzano alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura e al Sociale, l’aquilano Roberto Santangelo, che alle elezioni del capoluogo marsicano ha appoggiato l’unico eletto tra gli azzurri, l’avvocato Mario Babbo, nel 2020 sceso in campo con il Pd.

Cesareo non ha risparmiato neppure questo ultimo al quale ha contestato la stessa pratica pro Di Pangrazio. Un’accusa rispedita al mittente dai due esponenti, con il candidato a sindaco perdente che ha replicato confermando il pesante rilievo.

L’ex alto dirigente dello Stato si sarebbe lamentato anche del risultato deludente di Forza Italia, guidata dal segretario provinciale, l’avezzanese Gabriele De Angelis – molto vicino al riconfermato segretario regionale in vista del congresso abruzzese del 13 giugno, il deputato pescarese Nazario Pagano – e presidente della società pubblica di trasporto Tua, del quale il gruppo che fa capo a Santangelo ha chiesto le dimissioni dalla guida del partito nella provincia.

Ma le parole più dure Cesareo le avrebbe riservate a Quaglieri e Biondi, nemici politici e della corrente avversa in FdI di Massimo Verrecchia, avezzanese capogruppo in Consiglio regionale, il più votato in assoluto ad Avezzano con oltre 700 preferenze: i due sono stati accusati chiaramente anche di non essersi impegnati in campagna elettorale quando, secondo Cesareo, “non si sono mai visti”.

In realtà, Quaglieri è salito “timidamente” sul palco nel comizio di chiusura della campagna elettorale, intervenendo molto brevemente e senza nessuna indicazione di voto sottolineando solo “dobbiamo fare del nostro meglio, dobbiamo lavorare al massimo”.

Ricordiamo che Quaglieri negli anni scorsi ha ingaggiato una vera e propria battaglia personale con Verrecchia, proprio per l’appoggio a Di Pangrazio che l’ex sindaco di Trasacco avrebbe voluto a capo della coalizione di centrodestra.

Cesareo ha anche rincarato la dose: avrebbe infatti manifestato la volontà di dimettersi ma a trattenerlo sarebbe il fatto che al suo posto entrerebbe in Consiglio comunale come primo dei non eletti, l’uomo di Quaglieri, Nello Simonelli.

Cesareo se ne andrebbe se nel riconteggio dei voti scattasse il secondo seggio per gli azzurri. Insomma, chiusura netta verso i “traditori” politici ai quali ha attribuito larga parte della sconfitta.

E conoscendo la determinazione dell’ex questore, sicuramente sul tema si vivranno altre puntate molto calde. Certamente, avrà rafforzato le sue certezze di boicottaggio vedendo le immagini di Quaglieri e Biondi sorridenti accanto a Di Pangrazio alla festa per il trionfo al primo turno con oltre il 62% alla consultazione del 24 e 25 maggio scorsi. (b.s.)