CHIETI – “D’Amico è affidabile e competente, radicato nel territorio, la sua vittoria confermerà che c’è un vento nuovo nel Paese. Colantonio deve invece spiegare se voterà, nel caso vada in parlamento, l’autonomia differenziata, cavallo di battaglia della lega, che toglierà centinaia di milioni di euro all’Abruzzo”.

Intervistato da Abruzzoweb il segretario regionale del Partito democratico, Daniele Marinelli, suona la carica in vista delle elezioni suppletive per la camera dei deputati nel collegio uninominale di Chieti del 15 e 16 novembre, dove il campo largo sostiene

il consigliere regionale Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo, ed ex presidente della società dei trasporti Tua, candidato presidente della Regione per il campo largo nel 2024, che se la deve vedere con il capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Chieti, candidato sindaco a giugno scorso, Mario Colantonio, e ancora con  Massimo Pasqualone, il candidato di Dimensione Bandecchi e Danilo Ranieri, vicesindaco di Lanciano che corre con Italia Domani.

Nel collegio uninominale di Chieti, si torna al voto in quanto il leghista  toscano Alberto Bagnai, a settembre è stato nominato nel Collegio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, e ha dovuto lasciare libero lo scranno parlamentare.

Il 42enne Marinelli, nato a Campobasso ma sempre vissuto a Castel di Sangro, dove è stato anche consigliere comunali, è diventato segretario regionale nel 2023, come successore dell’ora senatore Michele Fina.

Attacchi anche a Bagnai, “assente, non è abruzzese e da deputato non ha dato risposte ai cittadini del suo collegio”

Allora, segretario Daniele Marinelli, che clima si respira in campagna elettorale a Chieti? n

Va premesso che si tratta  di un appuntamento elettorale particolare, anche perché molti cittadini non sono ancora a conoscenza del fatto che il 15 e 16 novembre si tornerà alle urne in provincia di Chieti per eleggere il rappresentante del collegio alla Camera.

Da parte nostra, tuttavia, registriamo un’attenzione crescente e una certa fiducia. Le iniziative organizzate a sostegno della candidatura di Luciano D’Amico, che è una candidatura molto forte, sono partecipate. Riscontriamo entusiasmo, voglia di cambiamento e fiducia nei confronti del candidato che abbiamo messo in campo.

Possiamo quindi dire che c’è ottimismo sulla possibilità di conquistare questo collegio alla destra e, con questo risultato, lanciare anche un messaggio importante al Paese, considerando che si tratta dell’ultima consultazione elettorale prima delle prossime elezioni politiche del 2027.

Perché gli elettori dovrebbero scegliere Luciano D’Amico?

Partirei da una considerazione: la destra ha modificato la legge elettorale, con un intervento a maggioranza alla Camera, nel tentativo di garantirsi la permanenza al potere. Tra gli aspetti più discutibili della nuova legge c’è quello che riguarda il Senato, dove viene di fatto sottratta ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente il proprio parlamentare attraverso il collegio uninominale. Proprio perché questa rappresenta l’ultima occasione in cui i cittadini della provincia di Chieti potranno scegliere il proprio parlamentare con il sistema del collegio uninominale, e abbiamo voluto mettere in campo la candidatura più forte e unitaria possibile, capace di rappresentare un’ampia coalizione: quella di Luciano D’Amico. Il primo motivo per votarlo è dunque la persona: Luciano D’Amico offre affidabilità, competenza e capacità. Inoltre, intorno alla sua candidatura si è raccolto un ampio campo di forze progressiste e di centrosinistra, che in Abruzzo collaborano ormai da tempo e che stanno costruendo, anche a livello nazionale, le condizioni per un’alternativa alla destra.

Il voto avrà un signficato politico che va oltre l’assegnazione di un seggio a Chieti?

Siamo convinti che sia necessario lanciare un segnale forte al governo nazionale, un esecutivo che non si occupa dei problemi reali delle persone: dal caro vita alle difficoltà della sanità pubblica, fino al profondo disagio che attraversa le nuove generazioni. Sono tante le questioni sulle quali questo governo non sta offrendo risposte adeguate.

Per queste ragioni, dall’Abruzzo deve partire un grande segnale, premiando il candidato delle forze progressiste e di centrosinistra».

Si torna al voto dopo le dimissioni di Alberto Bagnai, che ha lasciato il Parlamento per assumere un incarico all’Antitrust. Secondo lei, ha rappresentato adeguatamente la provincia di Chieti durante il suo mandato parlamentare?

Questo saranno naturalmente i cittadini a giudicarlo. Certamente, rispetto a una candidatura profondamente radicata sul territorio come quella di Luciano D’Amico, quella di Bagnai, che abruzzese non è, presentava caratteristiche di maggiore distanza rispetto alle esigenze locali. Più in generale, ritengo che gli anni di governo e il mandato parlamentare di Bagnai non si siano tradotti, per i territori della nostra regione e più complessivamente per il Paese, nella capacità di offrire risposte concrete ai cittadini.

Come dicevo, stiamo attraversando un periodo di profondo malessere sociale, rispetto al quale questo governo e la larga maggioranza parlamentare che lo sostiene, di cui Bagnai faceva parte, non hanno offerto soluzioni concrete. Anche per questa ragione è necessario lanciare un messaggio completamente alternativo. Questa consultazione, dal mio punto di vista, deve rappresentare un primo passo verso la vera sfida, quella delle prossime elezioni politiche.

Un’ultima domanda sul suo giudizio sul principale avversario di Luciano D’Amico, il capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Chieti, Colantonio.

Non voglio naturalmente esprimere giudizi sulla persona. Qualche ora fa però Matteo Salvini è stato in Abruzzo proprio per sostenere la candidatura del capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Chieti. Mi verrebbe però da chiedere a Colantonio che cosa ne pensi, per esempio, dell’autonomia differenziata: una delle riforme approvate dal governo e fortemente volute dalla Lega di Salvini, che avrebbe un impatto economico pesantissimo sui territori più deboli del Paese e anche sull’Abruzzo. Se diventasse pienamente operativa, infatti, l’autonomia differenziata comporterebbe per la nostra regione una perdita di centinaia di milioni di euro di trasferimenti statali. Un esponente della Lega che si candida in Abruzzo dovrebbe innanzitutto rendere conto di ciò che il governo fa, o non fa, per la nostra regione. La Lega, in particolare, è stata la principale sostenitrice di una norma sull’autonomia differenziata che fortunatamente è stata in parte ridimensionata dalla Corte costituzionale, ma sulla quale continua a insistere. Mi piacerebbe sapere, ad esempio, come voterebbe Colantonio in Parlamento se arrivassero nuove disposizioni sull’autonomia differenziata. In generale, rispetto naturalmente tutti gli altri candidati che partecipano a questa competizione elettorale, ma ritengo che Luciano D’Amico abbia le caratteristiche, le capacità, le competenze e il profilo umano e professionale per prevalere. Inoltre, rappresenta una parte politica in grado di offrire ai cittadini un’opzione di governo completamente alternativa rispetto a quella delle destre che oggi amministrano la Regione e governano il Paese.