L’AQUILA – “La scelta del candidato sindaco dell’Aquila è un tema che dovrà essere approfondito anche a livello nazionale, perché L’Aquila è una questione che va sul tavolo romano. Non possiamo limitarci a delineare il profilo del candidato all’interno del perimetro del nostro Comune. Il confronto noi vogliamo che sia aperto, con il più ampio coinvolgimento, non in alcune stanze”.
Forse l’ha fatta troppo facile il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: alle sue dichiarazioni secondo le quali il candidato sindaco alle comunali dell’Aquila di primavera dovrà essere di Fdi, e scelto tra l’attuale classe dirigente in giunta e consiglio, a replicare, con decisione, nell’intervista ad Abruzzoweb è l’assessore regionale alla cultura e Sociale Roberto Santangelo, presidente del consiglio comunale dell’Aquila e vice segretario regionale di Forza Italia.
Il 45enne politico aquilano, eletto per la prima volta in consiglio nel 2019 con A zione politica dell’imprenditore Gianluca Zelli, nel 2019, passato a Forza Italia da vicepresidente del consiglio regionale nel 2023 e rieletto, primo tra i forzisti con 9.587 voti nel marzo 2024. Ancor prima, nel giugno 20022 ed è stato rieletto al Comune dell’Aquila con la civica L’Aquila Futura con 1.196 preferenze, primo assoluto, diventando presidente del coniglio comunale.
Nonostante i dieci anni trascorsi al financo del sindaco Biondi ora tra i due non corre buon sangue, e la rivalità interna al centrodestra è cresciuta. Punto di rottura è stato anche l’addio a Forza Italia ad aprile 2025 de consiglieri Guglielmo Santella e Laura Cococcetta che sono passati nella civica di Biondi, L’Aquila protagonista, per la quale è ora in quota anche l’assessore Manuela Tursini, ex fedelissima di Santangelo.
L’assessore forzista in soldoni dice ora che non sarà Biondi a decidere, ma il tavolo nazionale, considerando non scontato che L’Aquila sia da considerarsi un feudo intoccabile di Fdi. E il dibattito politico è stato innescato dall’uomo forte e dirigente nazionale dei meloniani con alcune interviste “muscolari”, a Laqtv e al quotidiano Il Centro. Destinato ad infiammarsi anche perché Biondi, spesso in disaccordo con gli alleati in questi nove anni, non è più ricandidabile nella poltrona più importante e in quanto candidato in pectore alle elezioni politiche del prossimo anno e dovrà gestire due febbrili campagne elettorali.
Non a caso, per perorare il suo pensiero controcorrente rispetto a Biondi Santangelo ricorda anche un numero oer lui drimente: “alle ultime elezioni regionali, Fratelli d’Italia ha ottenuto il 18% e Forza Italia ha espresso un risultato del 16%”, numeri ben diversi da quelli nazionali, dove Fdi è intorno al 27% e Fi al 7%.
È chiaro dunque che “entrambi i partiti possano avere l’ambizione di mettere a disposizione dell’intera coalizione la propria classe dirigente”. dall’altra parte Santangelo lascia al centrosinistra, “attraversato da uno scontro interno molto forte”, la scelta di un candidato civico – nome più insistente il dottor Alessandro Grimaldi – perché “sono attraversati da uno scontro interno molto forte. Per questo cercano di individuare una figura esterna. Il centrodestra invece dispone di una classe dirigente autorevole”.
Alla domanda, “Sarà lei nel caso il candidato sindaco?”, Santangelo ripiega sul politichese, “servire la propria comunità rappresenti la più alta espressione del ruolo politico a cui una persona possa aspirare”.
Assessore Roberto Santangelo, partiamo da un tema che comincia a diventare sempre più attuale: le prossime elezioni comunali dell’Aquila. Avete organizzato una manifestazione pubblica nella Sala Baiocco, che ha rappresentato, in qualche modo, la vostra discesa in campo in vista dell’appuntamento elettorale. Qual è il bilancio dell’iniziativa?
Abbiamo voluto organizzare questa manifestazione l’8 ottobre perché si sta già discutendo del programma politico della futura amministrazione della città dell’Aquila. All’interno del centrodestra, però, il confronto si stava svolgendo prevalentemente in alcune stanze, mentre noi vogliamo che sia un dibattito aperto, con il più ampio coinvolgimento non soltanto dei cittadini, ma anche di tutte le forze politiche che compongono la nostra coalizione. La partecipazione è andata oltre ogni rosea aspettativa: più di 500 persone hanno preso parte all’iniziativa. Abbiamo chiesto ai nostri alleati di sedersi attorno a un tavolo e ragionare su come immaginiamo la città dei prossimi dieci anni e, soprattutto, su cosa vogliamo realizzare. Soltanto partendo da questo confronto sarà possibile delineare anche il profilo di chi potrà guidare l’intera coalizione.
In realtà un profilo lo ha chiaramente già tratteggiato il sindaco Biondi: di Fratelli d’Italia, e espressione della classe degente in giunta e in consiglio, facendo i nomi dell’assessore Ersilia Lancia e del vicesindaco Raffaele Daniele.
Dico che la discussione sulla scelta del candidato sindaco non può essere limitata esclusivamente al nostro territorio: è una questione che merita una riflessione più ampia. Questo tema dovrà essere approfondito anche a livello nazionale, perché L’Aquila è una questione nazionale. Non possiamo limitarci a delineare il profilo del candidato all’interno del perimetro del nostro Comune: dobbiamo portare la discussione all’attenzione dei tavoli nazionali.
Quindi, in sostanza, lei ritiene che la decisione non spetti soltanto ai livelli locali, da Biondi, ma che debba essere assunta anche dal tavolo nazionale?
Sicuramente. Questo è chiarissimo.
E non scontato dunque che il candidato sindaco sia di Fdi…
È bene ricordare che, alle ultime elezioni regionali, Fratelli d’Italia ha ottenuto il 18% e Forza Italia ha espresso un risultato del 16%. È chiaro che entrambi i partiti possano avere l’ambizione di mettere a disposizione dell’intera coalizione la propria classe dirigente e non credo affatto che la partita sia già chiusa sulla nostra città. Sono convinto poi che la coalizione vince soltanto se resta unita. Le percentuali registrate nella città dell’Aquila dimostrano che il centrodestra può continuare a vincere soltanto se rimane compatto.
Si parla di Roberto Santangelo come possibile candidato alla guida della città. Come risponde a queste indiscrezioni?
Penso sinceramente, e lo dico con il cuore, che servire la propria comunità rappresenti la più alta espressione del ruolo politico a cui una persona possa aspirare. Siamo a disposizione, naturalmente, ma come lo sono tante altre persone autorevoli del centrodestra. Essere disponibili a dare il proprio contributo, però, non significa autocandidarsi a fare il sindaco.
Anche voi come il centrosinistra dite dunque “prima il programma”?
Ritengo che dobbiamo prima definire la strategia e capire che cosa vogliamo per L’Aquila nei prossimi dieci anni. Soltanto dopo potremo ragionare su chi possa essere il federatore del centrodestra, la persona in grado di guidare la coalizione verso una nuova vittoria nella città dell’Aquila. Dobbiamo guardare anche a prospettive più ampie: la possibilità di giocarci un’ulteriore partita per la conquista del governo nazionale e persino quella di riconquistare un terzo mandato alla guida della Regione. Se in passato nessuno credeva nella possibilità di un secondo mandato, oggi possiamo ragionare anche su scenari ulteriori. Tutti questi passaggi strategici coinvolgono L’Aquila. È proprio per questo che la centralità della città merita una riflessione su un tavolo più alto, quello nazionale, meno condizionato dalle logiche territoriali, dove ciascuno tende a tirare la coperta dalla propria parte politica. Guardando invece a un obiettivo più ampio, sarà possibile individuare il miglior profilo disponibile per rappresentare l’intera coalizione.
Anche un profilo civico, come potrebbe accadere nel campo largo dove si fa sempre più assiduamente il nome del dottor Alessandro Grimaldi?
Nel centrosinistra, oggi, sono costretti a guardare anche fuori dal tradizionale perimetro dei partiti perché sono attraversati da uno scontro interno molto forte. Per questo cercano di individuare una figura esterna. Il centrodestra, invece, nei suoi tre principali partiti – Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega – dispone di una classe dirigente autorevole, presente a tutti i livelli istituzionali del Paese, in grado di esprimere un candidato sindaco. Naturalmente, deve trattarsi di una figura capace di diventare un candidato di sintesi, che sappia rappresentare tutte le anime della coalizione che, insieme, hanno contribuito a rendere grande la nostra città.
Che bilancio si sente di tratteggiare di questa legislatura comunale di centrodestra?
Il primo risultato concreto della nostra manifestazione è stato proprio quello di favorire una riunione dei partiti del centrodestra, che hanno iniziato a confrontarsi sulle linee programmatiche. Un primo obiettivo, dunque, lo abbiamo raggiunto. A noi annoia il dibattito sui possibili nomi dei candidati sindaci se prima non conosciamo la proposta politica. Dobbiamo partire da tutto ciò che di buono le forze del centrodestra hanno realizzato insieme per L’Aquila, facendo diventare la nostra città un modello nazionale. Basti pensare che nel 2017, quando abbiamo vinto a sorpresa le elezioni comunali, abbiamo costruito quotidianamente un consenso sempre più solido sul territorio, attraverso fatti e risultati concreti. Quest’anno L’Aquila è Capitale italiana della Cultura. Abbiamo vinto nuovamente le elezioni regionali nel 2019 con Marco Marsilio, le elezioni politiche nel 2022 e, nel 2024, abbiamo ottenuto la riconferma di un governatore di centrodestra alla guida della Regione. Abbiamo inoltre rivinto al primo turno le elezioni comunali dell’Aquila. Oggi esprimiamo una classe dirigente che ricopre incarichi apicali a diversi livelli: abbiamo due sottosegretari di Stato, un senatore, un vicepresidente della Giunta regionale, un assessore regionale e un consigliere regionale. Nessuna città italiana delle nostre dimensioni può vantare una classe dirigente di questa portata.






