L’AQUILA – Il candidato sindaco dell’Aquila per il centrodestra sarà, con “un buon margine di approssimazione alla realtà” – tradotto, “sicuramente” – un esponente di Fratelli d’Italia. E il nome andrà scelto tra chi da anni lavora a pancia a terra in Consiglio e in Giunta comunale, all’interno di una classe dirigente cittadina che si è consolidata nel tempo. Due su tutti: il 50enne vicesindaco Raffaele Daniele e la 50enne assessore al Turismo Ersilia Lancia, “nomi non soltanto spendibili ma anche vincenti”. Con buona pace delle eventuali ambizioni del deputato 47enne Guido Liris e della 58enne sottosegretaria di Stato Fausta Bergamotto, che hanno scelto altre strade a Roma.

In un momento in cui cresce l’attesa per sapere quali saranno i candidati sindaci alle amministrative di primavera all’Aquila, irrompe con un intervento muscolare il l 51enne sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, pronto a candidarsi alle prossime Politiche una volta terminati i due mandati da primo cittadino, impugnando il bastone del comando e indossando i panni del dominus del partito in città e non solo.

Di ritorno da Philadelphia, dove ha ripercorso la scena cult di Rocky Balboa, correndo sui 57 gradini di granito del Museum of Art, e prima di partire per l’Ungheria, il sindaco, nel corso di una lunga intervista alla trasmissione Polis di LaQtv, incalzato dal giornalista Giustino Masciocco. ha ribadito agli alleati di Forza Italia e Lega che, anche al prossimo giro, non ci sarà trippa per gatti: il tavolo nazionale non potrà che confermare che il suo successore a Palazzo Margherita sarà ancora un esponente di FdI.

Il partito, insomma, si terrà stretta la propria roccaforte, da cui nel 2017 è partita la cavalcata che lo ha portato a diventare il primo partito in Italia, dal 5% a punte del 30%.

E ha indicato come criterio di scelta quella di previlegiare per la scelta del candidato sindaco chi già amministra la città, chi è stato al suo fianco in questi anni,  dunque Daniele, il secondo più votato nel 2022, ed anche Lancia, in una città che non ha mai avuto una sindaca donna scelta nelle urne, moglie del segretario regionale e senatore Etel Sigismondi. O anche altri.

L’uscita di biondi ha creato polemiche e imbarazzi negli ambienti del centrodestra che non hanno apprezzato molto quella che è stata considerata una fuga in avanti.

Ma questo significa che ad essere tagliato fuori dalle ipotesi di candidatura a sindaco è il suo nemico interno, il deputato, ex assessore regionale ed ex vicesindaco Liris, così come Bergamotto, sottosegretaria al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sono loro i nomi che, con maggiore insistenza, erano circolati negli ultimi mesi. Per inciso Daniele, soprattutto, e anche Lancia, vicini a Biondi hanno un buon rapporto anche con Liris.

Liris e Bergamotto vorrebbero sì restare a Roma, obiettivo però non facile. Le proiezioni elaborate sulla base della nuova legge elettorale indicano infatti che in Abruzzo, per FdI, sarebbero certi dell’elezione soltanto i due capilista blindati, uno alla Camera e uno al Senato. Tutti gli altri dovrebbero giocarsela con le preferenze. Con tanti big in campo, e senza superare il 42% necessario per ottenere il conseguente premio di maggioranza, il partito potrebbe ambire al massimo ad un altro deputato e a un secondo senatore.

Biondi, che è anche vicepresidente nazionale e presidente regionale dell’Anci, e responsabile nazionale enti locali del partito ha esordito di fioretto: “In realtà, da semplice cittadino, nulla mi impedisce di fare la campagna elettorale per il candidato sindaco di Fratelli d’Italia. A volte si dice che gli ultras siano il dodicesimo uomo in campo, ma talvolta il tifoso è più importante del giocatore. Avevo auspicato che già entro ottobre uscisse fuori il nome, ma non dipende da me. Credo però che dei passi in avanti siano stati fatti”.

Il primo punto fermo, ha detto chiaramente Biondi, è che “il candidato sindaco sarà di Fratelli d’Italia, diciamo con una buona percentuale di approssimazione alla realtà. Perché, nella logica dei fatti, credo che quando si siederanno al tavolo Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Lorenzo Cesa, Antonio De Poli e Maurizio Lupi, non potranno che riconoscere a buon diritto la legittimità della rivendicazione della scelta da parte di un partito che sta al 27-28%, nell’unico capoluogo di regione amministrato da Fratelli d’Italia, con una classe dirigente qualificata”.

Niente da fare, insomma, per le altre ipotesi: da una candidatura di Forza Italia, magari con il suo uomo di punta, il 45enne Roberto Santangelo, assessore regionale alla Cultura e presidente del Consiglio comunale, a quella della Lega, con il vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura, il 51enne Emanuele Imprudente.

“Credo che sia legittimo da parte delle forze politiche rimarcare la propria presenza sulla città, anche in vista della campagna elettorale, quindi assolutamente sì. Così come ritengo che i nomi di Santangelo, per Forza Italia, o quelli di Emanuele Imprudente, per la Lega, del sottosegretario Luigi D’Eramo e della consigliera regionale Carla Mannetti siano autorevolissimi e vincenti. Dopodiché esiste una logica: nessuno ha messo in discussione il fatto che in Calabria si ricandidasse Roberto Occhiuto, perché è una regione in cui Forza Italia è particolarmente forte, così come nessuno ha contestato alla Lega la possibilità di indicare in Veneto il successore di Luca Zaia, nonostante Fratelli d’Italia alle Europee abbia preso quasi il 40%”.

Chiarito questo, Biondi ha fissato un altro importante paletto: se la scelta del candidato sindaco di FdI dovesse ricadere su una figura esterna al Consiglio comunale, “significa che c’è un’anomalia”.

Ovvero: “Ognuno ha scelto una strada. Io ho scelto la strada di fare il sindaco e sono dieci anni che faccio il sindaco. Qualcuno ha scelto di andare in Regione, qualcuno ha scelto di andare in Parlamento”.

E ancora con un chiaro riferimento a Liris e Bergamotto, ha aggiunto: “Chi ha scelto di rimanere dentro il Consiglio comunale, senza avanzare candidature in Regione o in Parlamento, a buon diritto ha ora il titolo di dire: ‘scusate, tu fai il parlamentare, tu fai il sottosegretario, tu fai il consigliere regionale, tu fai l’assessore regionale. Io ho fatto il vicesindaco, l’assessore, il consigliere comunale all’Aquila. Adesso, se permetti, ci siamo noi’. Del resto, Liris sta facendo il parlamentare e mi sembra che abbia dichiarato a più riprese di voler proseguire. Bergamotto idem”.

Ed ecco l’investitura dei due fedelissimi: “Raffaele Daniele ed Ersilia Lancia secondo me sono due nomi non soltanto spendibili ma anche vincenti, perché sono persone che hanno pratica amministrativa, esperienza politica, capacità dialettica e sono benvolute, oltre che preparate e serie”.

Una scelta in linea con la tradizione aquilana: “Anche Biagio Tempesta, prima di diventare sindaco di centrodestra, si era formato all’interno del Consiglio comunale del Movimento Sociale, non so per quanti anni”.