CHIETI – Dal dissesto finanziario del Comune “frutto di un accumulo di debiti che risale già l’epoca della Giunta Ricci”, al giudizio impietoso sull’Amministrazione uscente guidata dal sindaco Diego Ferrara, “commissariato” e “messo da parte” dal suo centrosinistra.

Sono solo alcuni dei passaggi dell’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb da Cristiano Sicari, candidato a sindaco del centrodestra a Chieti, alla vigilia del ballottaggio di 7 e 8 giugno, che, dopo l’apparentamento con Mario Colantonio e Alessandro Carbone, è sostenuto dai partiti Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Azione Politica, Udc, Noi Moderati, e dalle civiche Chieti progetto, Chieti Sceglie, Chieti Scalo Noi, Liberali per Chieti e Chieti al Centro.

Sfiderà il candidato della coalizione progressista Giovanni Legnini, sostenuto da sette liste – Partito Democratico, Sindaco Legnini, Movimento 5 stelle, Avs, Chieti Viva, Polo civico De Cesare, Chieti per Chieti.

Proprio rispondendo agli attacchi del centrosinistra in merito al dissesto finanziario del Comune, e alle responsabilità della Giunta guidata dall’allora sindaco del centrodestra Umberto Di Primio, Sicari chiarisce: “In realtà è frutto di un accumulo di debiti che risale già l’epoca della Giunta Ricci, c’è scritto chiaramente anche nella sentenza. Non bisogna essere così partigiani perché ci sono segnalazioni chiare nella sentenza che dicono che sin dal 2009 la Corte dei Conti aveva fatto plurimi richiami all’Amministrazione, dopodiché il dissesto è stato dichiarato sotto il governo della Giunta guidata da Diego Ferrara e anche qui la sentenza ci dice che è frutto di una formula presentata da quell’Amministrazione che non era sufficiente”.

E aggiunge: “poi ognuno in politica dice quello che vuole, uno dice non potevamo fare diversamente, io potrei dire l’hanno presentata male perché non sono capaci e hanno determinato il dissesto perché il debito era controllabile, ma questo non lo sapremo mai, sapremo per certo quello che però la Giunta Ferrara non ha fatto, non lo dico io, lo dicono i cittadini che tutti i giorni si incontrano con noi”.

Rispetto alla frase “non vogliamo essere commissariati”, citando Legnini nel corso di un comizio, e ad un possibile riferimento al suo ruolo di commissario Sisma 2016 e poi a Ischia, Sicari puntualizza: “Per la verità è un riferimento al fatto che sembra sia stato commissariato Diego Ferrara, non ai precedenti incarichi di Legnini. Sembra proprio che la sua coalizione abbia messo da parte Ferrara per riproporre l’intera amministrazione uscente, questo è il risultato che viene fuori anche dalle urne con chiarezza. Tutta l’amministrazione uscente è risultata eletta con voti assolutamente di primo piano e l’unico che non ha riportato questo voto è stato il sindaco Ferrara, che guarda caso era addirittura il capolista del Pd, e stranamente non ha riportato un consenso pari a quello che meritava verosimilmente un sindaco che è stato descritto come il salvatore della patria, come colui quale ha risanato il bilancio. Insomma, fosse stato vero avrebbe dovuto prendere non solo la guida della città ma certamente il furor di popolo, questo noi non lo abbiamo visto”.

Sul tema della sanità, per quanto riguarda il piano dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr) sul riordino della rete ospedaliera, che prevede due ospedali di secondo livello, il top della gamma con tutte le specializzazioni, all’Aquila e Pescara, con Chieti come funzione di supporto, Sicari commenta: “È stato chiarito dal presidente della Regione che c’è una volontà di rideterminare i parametri della legge Lorenzin che hanno una rigidità tale da dover creare uno squilibrio su territori come l’Abruzzo, a favore di uno o di un altro ospedale, quindi a favore dell’Aquila, di Chieti, di Pescara. Ribadisco però quello che ho detto durante la campagna elettorale, che c’è la possibilità per Chieti di avere l’azienda ospedaliera universitaria, costruendo un rapporto sinergico tra Università e Asl territoriale, in modo da salvaguardare tanto l’università quanto l’eccellenza del servizio che verrebbe offerto da una struttura del genere”.

Tra i problemi strutturali della città, Sicari poi individua diverse criticità, “dai parcheggi allo spopolamento del centro storico, il nuovo ruolo fondamentale che deve assumere Chieti scalo, così come bisogna lavorare con intensità per tenere l’università e la sanità salde e forti all’interno del tessuto cittadino. Poi naturalmente ci sono le emergenze che si sono manifestate in maniera prepotente come il dissesto idrogeologico che richiedono attenzione. Grazie al governo i fondi e le modalità per il ristoro sono stati individuati, ora però bisogna che questa procedura vada avanti con sollecitudine”.

“Come fare per ripopolare il centro di abitanti, ma anche di attività commerciali, di prossimità?”, a questa domanda risponde Sicari: “Questo è un fenomeno che riguarda non solo Chieti, ma tantissime città italiane. Si deve lavorare invertendo la tendenza che si è verificata soprattutto nell’ultimo quinquennio, cioè di un abbandono di abitanti del centro per altre zone. Mentre, ad esempio, a Chieti scalo cresce il numero di abitanti, il centro tende a decrescere, questo è un fenomeno che ovviamente incide anche sulla capacità di aprire esercizi commerciali. Quindi, intanto si lavora per un centro curato, con i servizi, con i parcheggi che possano servire a chi ci vive e lavora, per creare un movimento che probabilmente sarà animato anche da studenti che potranno venire a vivere in centro con l’apertura di studentati, ma anche lavorando fortemente con l’università affinché incentivi qui le attività di formazione”.

“Ho sempre immaginato – aggiunge – che l’università possa lavorare per corsi attrattivi di alta formazione, che possa rappresentare una leva turistica e culturale insieme. Chieti è dotata di un centro monumentale molto bello e ha una qualità di vita estremamente elevata se sono presenti i servizi, se la mobilità è calibrata, se si supportano le giovani coppie con incentivi fiscali. Solo così possiamo avviare un percorso virtuoso per riportare i cittadini a vivere a Chieti”.

Prime azioni in caso di elezione: “Tra le cose importanti che farò ci sarà la verifica della cassa reale, perché i governi pubblici non lavorano un giorno dopo l’altro ma lavorano per programmazioni triennali, biennali e così via, e guarderò a quello che troverò sul tavolo. Il primo atto è certamente quello di programmare la manutenzione delle scuole, quindi la sicurezza, oltre a garantire i servizi essenziali, come bus e mense. Poi naturalmente c’è il decoro urbano, che è stato totalmente dimenticato, e la cura dei territori che altrettanto sono stati dimenticati. Queste le prime urgenze, anche in funzione di quello che troveremo in cassa”.

“In questi giorni stiamo parlando con tutti gli elettori, stiamo spiegando cosa abbiamo in mente di fare, stiamo proponendo una squadra che si è palesata con chiarezza nel campo del centrodestra, sicuramente troveremo consenso”, conclude.