L’AQUILA – In seguito alla recente vicenda che ha visto le Associazioni di Protezione Civile sottoposte ad indagine da parte del Corpo Forestale, atta a verificare in particolare l’identità dei propri soci e l’eventuale presenza di precedenti penali pendenti su quest’ultimi, il Centro di Servizio per il Volontariato della provincia dell’Aquila intende esprimere tutto il suo disappunto nei confronti di questa “strategia del sospetto” che va ad investire un’intera categoria.

“Appare totalmente superfluo – scrive Gianvito Pappalepore, presidente del Centro servizi volontariato dell’Aquila – ricordare ancora una volta l’operosità e la dedizione dimostrata dai volontari di queste associazioni nella lunga fase emergenziale successiva al sisma del 6 aprile 2009; così come l’importanza dell’esistenza sul territorio di una solida realtà quale la rete di organizzazioni di Protezione Civile”.

“Criminalizzare per singoli ed isolati eventi un’intera categoria di associazioni che, oltre tutto, occupandosi quotidianamente di emergenze sociali, è anche in grado di favorire percorsi di reinserimento nella società anche di persone con precedenti penali, appare totalmente fuorviante ed estremamente irrispettoso; soprattutto in considerazione del fatto che trattasi di persone che hanno pagato il loro debito con la giustizia o in attesa di giudizio definitivo (pertanto da considerarsi cittadini come gli altri)”.

“Sono le stesse associazioni di Protezione Civile a vigilare affinché al loro interno non si verifichino violazioni e reati di alcun tipo: episodi che ledono e danneggiano in primo luogo le associazioni stesse e l’intero mondo del volontariato. Ciò non significa che i Presidenti di queste organizzazioni debbano essere trattati dalla Regione come una sorta di vigilanti dai quali attingere informazioni personali sui propri iscritti che vanno al di là delle annuali liste e che andrebbero a transitare presso mani diverse da quelle dei funzionari delle P.A. debitamente preposti”.

“La Regione Abruzzo che riveste un ruolo centrale nel rapporto con le organizzazioni di volontariato di Protezione civile dovrebbe conoscere bene tale realtà associativa, le loro capacità e le eventuali criticità; inoltre, tra le altre funzioni, dovrebbe curare la formazione, il coordinamento e quanto necessario a garantire un sistema che funzioni nel rispetto delle regole e che sia efficiente ed efficace in caso di necessità”.

“Vista la ricorrente difficoltà della Regione a svolgere tale ruolo, il Centro di Servizio per il Volontariato della Protezione civile della provincia dell’Aquila intende cogliere l’occasione per invitare la Regione Abruzzo a rispettare i propri obblighi statuari, occupandosi unicamente delle attività di programmazione e delegando alle Province il coordinamento del volontariato di Protezione Civile, nel rispetto del principio di sussidiarietà e per una maggiore efficienza nell’espletamento delle funzioni”.

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