L’AQUILA – I vitalizi degli ex consiglieri regionali abruzzesi sono in termini di spesa assoluta tra i più bassi d’Italia. Ma se si considera la dimensione della regione e il numero dei suoi abitanti, la spesa è invece tra le più alte, ben al di sopra della media italiana.
Il dato contrastante emerge dal rapporto 2017 “Il bilancio del sistema previdenziale italiano” a cura del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali, che mette a confronto la spesa di ciascuna regione italiana per pagare gli assegni vitalizi ai consiglieri, facendo riferimento ai dati aggiornati al 2015.
Un privilegio che indigna come pochi i cittadini impoveriti dalla crisi. Molto di più, per dirne una, delle decine di miliardi di euro che l’Italia sta pagando e dovrà pagare nei prossimi anni per aver sottoscritto, da una ventina d’anni a questa parte, titoli “tossici” e ad altissimo rischio dalle banche d’affari di mezzo mondo.
Va detto che comunque seppure i vitalizi regionali, eliminati anche in Abruzzo nel 2011 a partire da questa legislatura, rimangono un trattamento di favore, per usare un eufemismo. Perché ha consentito e consentirà ancora per anni a generazioni di politici regionali di godere di una lauta pensione, in Abruzzo fino a 5 mila euro al mese, per aver fatto una sola legislatura, 5 anni al massimo, ma anche molto meno, in Consiglio regionale.
Un assegno per di più cumulabile con altre pensioni private, ed altri vitalizi, se il fortunato è stato anche deputato ed europarlamentare. Un altro pianeta, rispetto ai trattamenti pensionistici dei comuni mortali, che per una pensione da mille euro, devono faticare anche 40 anni. Per non parlare della generazione dei lavoratori precari, intermittenti che potranno ambire solo alla pensione sociale.
Veniamo dunque ai numeri del Rapporto.
Complessivamente le Regioni analizzate erogano 3.538 vitalizi, per una spesa totale pari a circa 151 milioni di euro l’anno lordi. Per la precisione, 116 milioni e 870 mila euro a 2.583 ex consiglieri, e 34 milioni e 110 mila euro per pagare 945 assegni di reversibilità a parenti stretti del consigliere passato a miglior vita.
E a guidare la classifica è la Sardegna, con una spesa annua 13,7 milioni di euro, per 236 ex consiglieri seguita dalla Puglia con 12,2 milioni di euro (159 consiglieri), dalla Sicilia, 11,2 milioni (186), dal Lazio, 9,2 milioni (146) e dalla Calabria con 8,1 milioni (145).
Al capo opposto della classifica troviamo invece il Molise che per i suoi 57 ex consiglieri spende appena 2,1 milioni di euro e la Basilicata 2,8 milioni per 81 consiglieri.
In terza posizione come detto c’è proprio l’Abruzzo, che per 111 ex consiglieri nel 2015 ha speso 3,4 milioni di euro.
A seguire le Marche, 3,4 milioni (106 ex consiglieri) e la Toscana con 3,7 milioni (139)
L’Abruzzo è particolarmente parco anche per quanto riguarda gli assegni di reversibilità: per 41 assegni spende infatti 808 mila euro. Meglio fanno solo Basilicata (397 mila euro), Emilia Romagna (662 mila), e Marche (687 mila). La spesa per gli assegni di reversibilità più consistente è nella spendacciona Sicilia, 6,7 milioni l’anno, per 126 beneficiari.
Passiamo all’importo medio dei singoli assegni: i più pesanti ancora una volta in Puglia, 77.088 euro lordi l’anno, a seguire il Lazio 63.287 euro e l’immancabile Sicilia con 60.293 euro.
In Abruzzo invece l’assegno è molto più povero, in media 30 mila euro, ben al di sotto della media italiana di 45.245 euro. Meglio (o peggio, a seconda dei punti di vista…) fanno solo la Toscana, 26.660 euro, e Veneto 28.994 euro.
Le cose cambiano, ed anzi si ribaltano se si tiene conto, come opportunamente fa la classifica, al numero di abitanti di ciascuna Regione.
Si ricorda a tal proposito che il numero di consiglieri dai quali poi derivano i pensionati, è stabilito dal singolo statuto della Regione in base agli scaglioni definiti dal decreto legge del 2011 che dipendono dalla popolazione e definiscono il numero massimo di consiglieri. E dunque inevitabilmente più alta è la spesa storica per i vitalizi.
E in questo caso l’Abruzzo non è affatto virtuoso: visto che eroga un vitalizio ogni 8.722 abitanti. Quando la media italiana è di un vitalizio ogni 17.195 abitanti.
In questo caso chi va di gran lunga meglio è la Lombardia, 1 vitalizio ogni 44.880 abitanti, seguito dal Lazio, 26.055, e l’Emilia Romagna 25.131.
Peggio dell’Abruzzo fanno solo il Friuli Venezia Giulia (un vitalizio ogni 5.815 abitanti), il Trentino Alto Adige (5.624), la Basilicata (5.624), la Sardegna (5332) e infine il Molise (3.852).
Va fatta però una precisazione. Il rapporto prende in considerazione i dati del 2015. Come riportato da AbruzzoWeb, i dati del 2016, appena pubblicati sul pagina Amministrazione trasparente del Consiglio regionale, rivelano che il numero degli ex consiglieri si è ridotto a 108 ex consiglieri e la spesa si attesta 3 milioni e 78 mila euro, ovvero inferiore di 354 mila euro circa.
Lo stesso però si suppone sia avvenuto anche in altre Regioni. E dunque per aggiornare la classifica complessivamente bisognerà attendere il nuovo rapporto.





