L’AQUILA – Governance politica e governance scientifica e tecnica, insieme in un asse insolito visti i ruoli diversi, per ribaltare le tesi accusatorie delle opposizioni cavalcando argomenti praticamente uguali: dopo aver subito per giorni attacchi e critiche sulla gestione della emergenza coronavirus, ieri l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, e il capo della task force regionale delle maxi emergenze, Alberto Albani, nominato nel 2017 dall’ex governatore di centrosinistra, Luciano D’Alfonso, come referente regionale al posto di Gino Bianchi, primario del 118 L’Aquila, hanno reagito controbattendo con due comunicati, piuttosto clamorosi perché dai toni e dai contenuti molto simili, senza dati e riscontri.
Insomma, attenuata la curva dei contagi e alleggerita la pressione sugli ospedali, la governance dell’emergenza coronavirus passa al contrattacco, respingendo con forza le critiche e rilanciando l’idea di un Abruzzo che ha reagito alla pandemia “prontamente e con efficienza”.
Nella doppia nota arrivata nelle redazioni a distanza di pochi minuti c’è una reazione forte e decisa, che alimenta l’idea di un asse forte tra le due figure (oggetto anche di qualche attacco politico) alle critiche piovute in questi giorni, in particolare dal centrosinistra, che ha attaccato sulla presunta confusione e sulla mancanza di una governance che ha prodotto decine di contagi nella prima fase dell’epidemia, soprattutto negli ospedali. Governance capitanata dal centrodestra che, sempre a detta delle opposizioni di centrosinistra, in accordo con il capo del 118 di Pescara, nei confronti del quale qualche leghista storce il naso, avrebbe aumentato da 3 a 4, il massimo, l’allerta per procedere alla firma dei contatti con le cliniche private.
“Abbiamo messo a punto una governance del sistema – ha attaccato Albani – partendo praticamente da zero, perché nessuno di noi aveva mai dovuto affrontare una pandemia come questa. E non esistevano, di fatto, procedure già codificate che poteva essere applicate tout-court. Oggi, però, a quasi 2 mesi dall’inizio dell’emergenza credo sia importante tracciare un piccolo bilancio delle attività svolte in queste settimane”.
“Capisco che la situazione contingente possa portare ad avere una certa percezione della realtà, che si concentra solo sugli aspetti negativi dell’emergenza – spiega Albani – ma è opportuno ricordare che la Regione è intervenuta tempestivamente, con specifiche ordinanze, su molteplici fronti che si sono aperti in queste settimane: a partire dalla sospensione delle attività ambulatoriali e di tutte le prestazioni sanitarie non urgenti, che hanno permesso di razionalizzare gli accessi esterni a tutte le strutture. Si è poi passati ad implementare le attività di telemedicina, per garantire la continuità assistenziale a quei pazienti le cui terapie non potevano essere sospese. E si è lavorato anche sulle misure di contenimento dei contagi sia nelle strutture per anziani, che nei penitenziari, con l’introduzione di precisi protocolli di monitoraggio e controllo”.
Il coordinatore della task force ribadisce come l’Abruzzo abbia scelto di attivare ogni procedura precauzionale per non farsi trovare impreparato di fronte a un improvviso evolversi negativo dell’epidemia.
“In quest’ottica – continua – va inserito non solo il potenziamento dei posti letto dedicati al Covid 19, ma anche e soprattutto l’individuazione e l’allestimento di presidi ospedalieri dedicati alla gestione dei pazienti contagiati, come raccomandato anche oggi dalle istituzioni scientifiche nazionali e internazionali. Voglio dire, insomma, che la nostra regione, nonostante i limiti oggettivi legati a un numero limitato di abitanti, che comporta anche una dotazione strutturale di partenza altrettanto limitata, è riuscita ad adeguarsi agli standard necessari e a garantire assistenza indistintamente a tutti i pazienti. Non dimentichiamolo, perché spesso siamo portato a guardare altrove, criticando quanto di buono esiste accanto a noi”.
Albani elenca anche una serie di dati, legati alla distribuzione di dispositivi di protezione individuale e altro materiale, che la Protezione civile regionale ha provveduto a distribuire alle Asl.
Dall’inizio dell’emergenza ad oggi, le aziende sanitarie hanno ricevuto 16520 mascherine ffp3, 214380 ffp2, 261017 mascherine chirurgiche, 111400 guanti, 46700 cuffie, 7340 tute, 127700 calzari, 6643 occhiali, 4086 camici, 1250 termometri, 2050 visiere, 144mila litri di gel igienizzante. E poi ancora 44 ventilatori e 323 monitor.
“Questo per ribadire – conclude il referente per le maxi emergenze sanitarie – che il sistema Abruzzo c’è ed è efficiente e ne fanno parte tanti validi professionisti, in campo per combattere il Covid 19. Io sono un medico con delle grandi responsabilità non un politico, e ho il dovere di lanciare un appello a tutti coloro che hanno ruoli istituzionali, al di là dei simboli di partito, affinché si stringano intorno a noi e non ci facciano solo bersaglio di critiche e attacchi. Siamo pronti a valutare qualunque proposta, da chiunque provenga, purchè utile alla battaglia in corso e finalizzata a sostenere senza riserve tutti i medici, infermieri e operatori sanitari”.
Ancora più ferma la Verì: “Il governo regionale, con la collaborazione dei Dipartimenti, dei Servizi, delle Asl e di tutto il personale, sta lavorando da mesi senza sosta nell’affrontare una battaglia che non ha precedenti nella storia recente di questo Paese. Qualche errore sarà stato anche commesso, non lo neghiamo, perché si tratta di una situazione mai vissuta prima, ma accusare tutti di incompetenza è ingiustificato e offensivo, soprattutto se proviene da chi non ha fornito alcun tipo di collaborazione in queste settimane, ma si è solo preoccupato di demolire e criticare”.
“Fortunatamente le critiche strumentali – continua l’assessore – non hanno il potere di modificare i risultati concreti che ogni giorno raggiungiamo nella gestione di questa pandemia, che stiamo affrontando da soli e senza il sostegno concreto del Governo nazionale, formato dai partiti di cui fanno parte i nostri detrattori”.
La Verì non nega che ci siano state delle falle, ma non si può certo accusare la giunta regionale se in alcuni ospedali, soprattutto nella fase acuta dell’aumento dei positivi, si sono registrati contagi in diversi reparti.
“È un attacco odioso – prosegue – perché tutti ormai sanno che non c’è alcuna certezza che un ricoverato senza sintomi, che arriva in ospedale in urgenza, sia negativo al virus. Giocano un ruolo importante le informazioni fornite dallo stesso o dai suoi accompagnatori al momento dell’accettazione. Se non c’è alcun elemento sospetto, il paziente non viene isolato. Forse chi ci critica non si è accorto che gli ospedali abruzzesi non sono chiusi e che continuano a ricoverare centinaia di persone ogni giorno per patologie diverse al Covid. E lo stesso vale per le strutture residenziali assistenziali e socio-sanitarie, per le quali sono state rafforzate le misure di sicurezza sanitaria e i relativi controlli”.
L’assessore rimarca anche le difficoltà incontrate dalla Regione nel reperimento dei dispositivi di protezione individuale e di altri materiali, che arrivano in Abruzzo con il contagocce dal Governo nazionale.
“Nonostante questo – rimarca – non ci siamo arresi e ci siamo messi alla ricerca di fornitori in tutto il mondo per far fronte alle nostre esigenze. Qualche volta è andata bene, qualche volta no, ma ogni volta ci siamo tutelati contro il rischio di non veder recapitata la merce, evitando pagamenti azzardati. Ogni giorno abbiamo spiegato il perché non tutti i tamponi vengono processati con la stessa tempistica, abbiamo chiarito perché si è scelto di individuare alcuni ospedali Covid e non altri, le ragioni della realizzazione di nuovi Covid hospital per la fase 2 dell’emergenza, stiamo cercando di risolvere la questione delle indennità aggiuntive del personale sanitario. Ce la stiamo mettendo tutta e se abbiamo sbagliato in qualcosa ce ne assumiamo la responsabilità e ci mettiamo la faccia. Chi critica comodamente da casa, continuerà a farlo. Ma almeno da queste confortevoli postazioni alzi un telefono, faccia una videochiamata ai propri rappresentanti che siedono al Governo e lavori per l’Abruzzo, con i fatti. Come stiamo provando a fare noi”.



