L’AQUILA – Avrebbe invitato nel suo alloggio un’allieva finanziera di 24 anni, della provincia di Taranto, per esaminare alcuni test e poi l’avrebbe violentata: con le contestazioni di violenza sessuale e lesioni, suffragate anche da alcuni commenti su una chat di WhatsApp, a carico di A.P. di Caltanissetta, 32enne capitano istruttore della scuola ispettori e sovrintendenti della guardia di Finanza dell’Aquila, la Procura della Repubblica dell’Aquila ha chiuso le indagini su un caso che ha creato sconcerto ed imbarazzo in quello considerato il fiore all’occhiello delle fiamme gialle a livello nazionale, nonché uno dei simboli del capoluogo abruzzese dopo il tragico terremoto del 6 aprile 2009.
Oltre al capitano, trasferito al nord Italia che ora rischia il processo, sono stati coinvolti in questa brutta vicenda atri tre pari grado, anche loro trasferiti, accusati di maltrattamenti e di aver tentato di insabbiare la storia per coprire il loro collega sospettato della violenza sessuale.
Il pm titolare dell’ inchiesta, Ugo Timpano, ha stralciato la posizione dei tre, che avevano una chat con l’indagato principale nella quale avrebbero commentato il grave episodio, per i quali è stata presentata istanza di archiviazione.
A denunciare la violenza era stata la stessa allieva, che si era confidata con alcune colleghe e con i famigliari, con un racconto choc alla polizia che dopo la visita in ospedale ha fatto scattare la inchiesta della procura dell’Aquila e di quella militare. Insieme a sequestri, tra cui i cellulari dei quattro e perquisizioni nella stessa scuola di formazione di ispettori che ogni anno forma centinaia di finanzieri.
Come riporta “La Repubblica”, la giovane allieva 24 anni avrebbe tentato senza riuscirci, di divincolarsi. “Non sai cosa ti perdi, questo è solo un assaggio. Se sabato non ti fai punire passeremo tutta la giornata insieme a fare sesso”, le avrebbe detto il capitano. Una vicenda che l’allieva ha raccontato il 28 maggio dello scorso anno.
Nella sua ricostruzione, era seduta accanto al capitano nell’alloggio all’interno della grande struttura sede della scuola, perché voleva conoscere l’esito di alcuni test: invece, sarebbe stata abbracciata e baciata contro il suo volere e poi palpeggiata. Le indagini, portate avanti dal Gruppo Codici della Procura dell’Aquila cui fa parte un’aliquota carabinieri e della Polizia, di dimostrerebbero che l’ufficiale sarebbe andato oltre, toccandole le parti intime, e nonostante i “no” della giovane, l’ufficiale avrebbe proseguito.
Sempre stando alla ricostruzione della 24enne, durante l’incontro ci sarebbe stata qualche chiacchiera e poi dei baci consenzienti. Quando l’uomo ha deciso di andare oltre, però, avrebbe ricevuto il netto rifiuto della giovane. Ma il capitano non si sarebbe fermato e si sarebbe consumata la violenza.
Nel corso delle indagini era emerso il sospetto di un gruppo di finanzieri che organizzavano vere e proprie “cacce” alle allieve. Ma poi questa accusa molto grave sarebbe caduta in seguito all’esame de messaggi che sono stati acquisiti dalla Procura dell’Aquila e da quella militare di Roma, con l’obiettivo anche di chiarire quante altre persone fossero a conoscenza dei fatti e non hanno mai denunciato. Di qui la richiesta di proscioglimento dei tre ufficiali amici del capitano sul quale il Gup deve decidere il rinvio a giudizio.
Sulle presunte violenze nei confronti dell’allieva finanziera, che ha frequentato corsi dell’anno accademico insieme a tanti altri colleghi (sono oltre 5mila quelli in formazione), è stato mantenuto il più stretto riserbo da parte degli inquirenti.





