MILANO – Si chiuderà nel pomeriggio la seconda e ultima giornata di Nova 2026, la kermesse del Movimento 5 Stelle dedicata alla costruzione partecipata del programma da proporre agli alleati di centrosinistra.

“No alle armi e al riarmo”, ha rivendicato ieri Giuseppe Conte appena salito sul palco della kermesse a cui partecipano oltre mille persone, e avverte gli alleati ricevendo gli applausi della sua base.

“Mi sembra che emerga un mandato chiaro e ben preciso – dice non aspettando l’esito delle urne -. Dobbiamo costruire percorsi di pace, con la guerra non andiamo da nessuna parte. Le armi allontanano la pace. C’è la necessità di investire dove davvero ci sono i bisogni dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, no a una economia di guerra, no al riarmo”.

E poi ribadisce che sull’Ucraina serve una svolta negoziale e che l’Italia può fare da apripista su questo senza rimanere isolata in Europa. Il primo punto toccato dall’ex premier è proprio quello che più divide il M5S dal suo alleato principale, il Pd.

E il messaggio che arriva dalle due giorni di Milano è che questo mandato netto, che arriva dalla base, non verrà annacquato per esigenze di sopravvivenza politica. Del resto Conte arriva a Nova forte di un dato, quello del sondaggio Ipsos-Doxa, che lo vede in vantaggio sulla segretaria del Pd Elly Schlein a eventuali primarie.

“I sondaggi li guardo, ma non sono determinanti per l’azione politica che stiamo conducendo”, dice in serata a Rete4 precisando però subito che “ora il quesito che mi pongo è come confrontarci e definire il programma, perché quello è la base di tutto”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Elly Schlein che arrivando alla Festa dell’Unità di Foligno spiga che sulla leadership del campo largo il Pd la pensa “sempre allo stesso modo: prima il programma comune perché è quello che si aspetta la nostra gente”.

Conte, però, sembra coltivare l’idea di sedersi al tavolo del programma da un punto di forza: “Il mandato – forte e chiaro – che arriva da Nova mi onora e mi responsabilizza e cercherò di assolverlo con la massima determinazione, fermezza e chiarezza, non pensate che sia disponibile a diluirlo – chiarisce -. Non pensate che sia disposto a diluirlo perché tutto diventi un galleggiare e vivacchiare della politica”. Conte non parla di primarie ma è la deputata Chiara Appendino a sollecitare e un po’ provocare gli alleati su questo : “Se c’è qualcuno che ha paura a fare le primarie – ed è chi le ha inventate, cioè il Partito Democratico – ce lo dica. Noi ci siamo, il nostro presidente è pronto, noi vogliamo il nostro presidente leader della coalizione”.

Al momento però è il tema del No alle armi all’Ucraina a dividere il campo largo ed è anche quello che accompagna tutta la prima giornata di lavori, lo ripetono come un mantra quando salgono sul palco gli esponenti, i parlamentari, gli europarlamentari, gli ospiti.

“Il no alle armi è netto e continua ad esserlo – ribadisce Chiara Appendino -. Io penso che chi debba cambiare idea è qualcun altro”, e questo qualcun altro è il Pd. Mentre la vicepresidente del partito Vittoria Baldino è convinta che “troveremo un punto di incontro anche sulle armi” visto che con Pd e Avs gli “obiettivi sono comuni” cioè “fermare il conflitto e restituire all’Europa un ruolo da protagonista”.

Ma gli alleati sono freddi, soprattutto i Riformisti del Pd, con il senatore Filippo Sensi che commenta: “in queste ore ci sono decine di morti e quasi cento feriti per i bombardamenti russi sull’Ucraina. E noi stiamo lì appesi oggi a chi predica di smettere di aiutare gli ucraini. Cinismo, ipocrisia. Altro che Nova: stravecchie come l’indifferenza. Se ne dovranno fare una ragione”.

Nel primo giorno di lavori il leader del M5S ha voluto salutare con un abbraccio e un applauso Alessandro Di Battista, che è tornato da poco a casa dopo i gravi problemi di salute a Cuba. “Siamo con te Ale! Torna con noi, abbiamo ancora da fare tante battaglie che ci accomunano, fai presto”, scandisce l’ex premier dal palco.

A chiudere i lavori oggi sarà il leader Giuseppe Conte. Alle 14 si concluderà il voto degli iscritti sulla bozza programmatica, articolata in 20 paragrafi, con i risultati attesi entro le 15.

La giornata al World Join Center di Milano si è aperta con il Nova Youth Forum, dedicato ai giovani. Alle 11.40 è previsto l’intervento dell’economista ed ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis.

Spazio poi alla lotta alla mafia, con Federico Cafiero de Raho, Luca Tescaroli e Giuseppe Antoci, e all’intervento del senatore Roberto Scarpinato. Prima della chiusura di Conte è previsto un confronto tra Marco Travaglio e Mario Giordano.