L’AQUILA – “Il vino rappresenta molto più di una semplice bevanda: è cultura, identità, tradizione, è parte viva della storia dei nostri territori e della nostra economia rurale. Nell’Abruzzo vitivinicolo, ogni bottiglia racconta un paesaggio, una comunità, un sapere antico tramandato da generazioni. È un elemento autentico della nostra cultura alimentare mediterranea, riconosciuta in tutto il mondo come modello di equilibrio e qualità”.

Lo dichiara, in una nota, il vicepresidente della Regione Abruzzo, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, in merito al caso esploso a seguito dell’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb da Adelmo Di Salvatore, noto psichiatra di Avezzano, esperto in alcologia, fondatore già nel lontano 1985 dell’Arcat Abruzzo, l’associazione regionale dei Club alcologici territoriali, che tra le altre cose ha dichiarato che il vino “è un veleno che provoca gravi danni alla salute fisica e mentale, anche se assunto in piccole quantità. E di questo i cittadini dovrebbero essere almeno informati, a cominciare con apposite etichette sulle bottiglie, come avviene sui pacchetti di sigarette”. (Qui il link)

Da qui la posizione di “netta contrarietà” del vicepresidente e del comparto agricolo abruzzese rispetto all’ipotesi di introdurre etichette allarmistiche, giudicate fuorvianti e dannose per una filiera che costituisce una delle eccellenze dell’Abruzzo.

“È fondamentale – sottolinea Imprudente – adottare un approccio basato sulla responsabilità e sulla moderazione, distinguendo in modo chiaro tra il consumo consapevole, che fa parte delle nostre abitudini alimentari, e l’abuso, che è ovviamente dannoso e unanimemente riconosciuto come tale”.

Il vino, ricorda l’assessore, è anche una matrice naturale complessa ricca di polifenoli e molecole bioattive, come il resveratrolo, alle quali la letteratura scientifica attribuisce potenziali effetti positivi se inseriti in un corretto stile di vita e in un consumo moderato.

“È quindi scorretto – afferma – ridurre un prodotto identitario a slogan semplicistici, ignorandone la complessità, la storia e il valore culturale e sociale”.

Imprudente ribadisce infine il ruolo strategico del settore vitivinicolo per la Regione Abruzzo, oggi protagonista di una crescita qualitativa riconosciuta anche a livello nazionale e internazionale.

“Non possiamo accettare che un’ondata di neoproibizionismo metta a rischio una filiera che genera lavoro, tutela il territorio, promuove il nostro nome nel mondo e rappresenta un autentico patrimonio culturale. Occorre impegnarsi – conclude – a veicolare e promuovere il bere responsabile, che garantisca la tutela dei consumatori e difenda il valore identitario, economico e culturale del vino”.