PESCARA – “Danni economici e di immagine vengono prodotti a un intero comparto da chi pur di sollevare polveroni non esita a tirare fuori questione annose”.

È il commento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Mauro Febbo, a proposito della mozione sulla riclassificazione dei vini da parte della Ue presentata dai gruppi di centr sinistra alla Provincia di Chieti.

“È grazie alla netta opposizione e alla battaglia condotta in questi mesi a testa bassa dalla Regione Abruzzo – dice Febbo – se un nuovo Regolamento comunitario, datato 7 maggio 2010, ha sostituito due precedenti Regolamenti, risalenti al 2008 e al 2009, e ha finalmente salvaguardato il vitigno Montepulciano, facendo in modo che tale denominazione possa essere utilizzata solo dall’Italia”.

“Un regolamento – aggiunge – che blinda il Montepulciano e che ci mette al riparo dalla concorrenza che altrimenti avremmo potuto subire da Paesi come Cile, Australia e Sud Africa. Oggi, grazie a quel Regolamento, invece, il vitigno Montepulciano si può impiantare solo in Italia”.

“Altra cosa – sottolinea Febbo – la questione relativa alla denominazione di Montepulciano che l’Unione Europea vorrebbe attribuire alla Toscana. Una questione, giova ricordarlo, che si trascina ormai da anni, che probabilmente non si definirà prima del 2020 ma sulla quale la Regione Abruzzo e il mio assessorato in particolare sono ben attenti e vigili”.

“Un lavoro – conclude l’assessore – che si svolge in silenzio: sia gli imprenditori del settore vitivinicolo sia il sottoscritto al riguardo hanno scelto la strada del silenzio, perché nell’attesa che la questione venga definita a livello comunitario, avanzare ipotesi diverse e lanciare allarmi che in questo momento sono ingiustificati, non fa altro che danneggiare il nostro Montepulciano”.