VILLAVALLELONGA – Il Consiglio comunale di Villavallelonga, poco meno di 900 abitanti in provincia dell’Aquila, vota domani sull’uscita dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

E intanto sono 500 le firme raccolte a sostegno della petizione che chiede di escludere il territorio comunale dall’area protetta.

“Un freno alla crescita del territorio. Qui, come hanno dimostrato i nostri antenati, ben conosciamo l’importanza della tutela dell’ambiente. Non è un caso se custodiamo da oltre cinque secoli la faggeta più antica d’Europa. Segno di una grande sensibilità al tema della conservazione che però va coniugata con efficaci politiche di sviluppo del territorio”, dice al Centro il sindaco Leonardo Lippa.

“Non è possibile andare avanti così, con le solite lungaggini e i ritardi che penalizzano le aspettative dei cittadini: centro faunistico vuoto, strutture turistiche chiuse, finanziamenti che non si materializzano hanno minato alle fondamenta il rapporto con il Parco facendo cadere a picco la fiducia dei cittadini: la petizione con le centinaia di firme che chiedono di uscire dall’area protetta testimoniano il livello di esasperazione”

“Il centro faunistico è desolatamente vuoto”, conclude Lippa, “la struttura di accoglienza ristrutturata dal Comune che attende la riapertura, i ritardi nel concretizzare gli interventi finanziati da Regione e Stato. L’unica strada possibile per uscire dall’immobilismo, anche se la decisione finale spetta al Consiglio comunale, ci sembra l’uscita dal Parco, per percorrere altre strade all’insegna della tutela ambientale, anche per onorare la memoria di un precursore, il botanico Loreto Grande, che già negli anni 50, sui banchi del consiglio comunale, si batteva per la tutela della faggeta vetusta, ora patrimonio mondiale dell’Unesco”.