L’AQUILA – Verrà restituita ai cittadini di Villa Sant’Angelo al massimo entro una settimana la piazza centrale del paese, dove da ieri sono iniziati i lavori di rimozione e selezione delle macerie legate al crollo della storica chiesa.

Sui luoghi dei crolli sta operando una ditta specializzata, incaricata dalla struttura del vice commissario ai Beni culturali, Luciano Marchetti, che sta separando in maniera certosina le pietre, i coppi e le parti in legno riutilizzabili, dai materiali che invece verranno scartati e portati negli impianti di trattamento delle macerie.

“Attraverso questi processi– spiega il sindaco del Comune, Pierluigi Biondi – tutti i materiali pregiati e quelli di minor pregio vengono raccolti e catalogati e verranno riutilizzati nel processo di ricostruzione. In questo modo risparmiamo oggi sui costi di trasporto e smaltimento, visto che solo una percentuale minima, che si aggira al 20%, finirà negli impianti di trattamento, risparmiamo per il domani nel processo di ricostruzione e conserviamo la memoria e l’identità dei nostri luoghi”.

A diciannove mesi il primo spazio pubblico verrà restituito ai cittadini: “Mi rendo conto che può sembrare una goccia nel mare, ma sono convinto che dal punto di vista simbolico rappresenti molto di più. Consentire ai  miei compaesani di riappropriarsi di uno spazio pubblico a un anno e mezzo del sisma rappresenta una forte spinta emotiva a non fermarsi e ad agire perché altri luoghi tornino accessibili”.

Biondi già dallo scorso mese di agosto lanciò l’idea di lavorare e trattare le macerie ‘in loco’: una proposta lanciata grazie alla consulenza di un gruppo di lavoro composto da tecnici ed esperti in campo ambientale (con particolare specializzazione nel settore rifiuti), urbanistica, sicurezza nei cantieri e altro messo in piedi proprio per affrontare la delicatissima materia dello spostamento delle macerie alla luce della normativa vigente.

“Il gruppo di lavoro – scrisse il sindaco nell’estate scrosa – ha ipotizzato che la procedura di rimozione delle macerie che si sono originate dai crolli conseguenti al sisma e dalle attività di demolizione debba essere preceduta da un’attività di massima selezione delle varie tipologie di rifiuti presenti sul posto”.

Il 2 dicembre prossimo i sindaci e il coordinatore della Struttura tecnica di missione, l’architetto Gaetano Fontana, si incontreranno nuovamente per valutare strategie condivise e procedure da attuare in materia di smaltimento, trattamento e selezione delle macerie:

“È importante definire una strategia comune, avere delle procedure standard da poter replicare in tutti gli altri comuni colpiti dal sisma del 2009. Io cercherò di dare un umilissimo contributo portando all’attenzione di tutti quella che è stata l’esperienza nel mio territorio. Può essere un punto di partenza per cercare di arrivare ad un’ipotesi di lavoro che consenta ai sindaci di occuparsi di quello che, a mio avviso, rimane uno dei problemi più grandi legati al processo di ricostruzione, quello delle macerie”. (g.a.)

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