VASTO – L’hanno convinta a fumare marijuana e poi l’hanno violentata, filmando gli abusi con i telefonini. Quei video sono finiti presto nella chat di classe e su Instagram, facendo piombare una 14enne nel baratro più profondo.

Ieri le immagini sono state proiettate nell’aula del tribunale per i minorenni dell’Aquila, durante l’udienza del processo che vede imputati due ragazzi, oggi di 16 e 17 anni, per violenza sessuale di gruppo aggravata e per riproduzione e diffusione di materiale pedopornografico.

Un altro caso inquietante dopo quello drammatico della dodicenne abusata a Sulmona e ripresa durante le violenze dai suoi giovanissimi aguzzini.

La vicenda viene riportata dal Centro e dal Messaggero che ripercorrono i fatti di una vicenda che risale a due anni fa nella città di Vasto, sul litorale abruzzese.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, un’amichetta della vittima, all’epoca 13enne, convinse la giovane a fumare uno spinello e poi a seguirla a casa di due ragazzi, poco più che coetanei. Lì sarebbero avvenuti gli abusi da parte di uno dei due ragazzi mentre l’altro riprendeva la scena con il telefonino.

La vittima era in uno stato di incoscienza, tanto da scoprire delle violenze dal video che nel frattempo era stato fatto circolare prima nella chat di classe e poi sui social.

Ieri, mentre veniva mostrato al processo, la mamma della vittima ha lasciato l’aula in lacrime. La giovane, invece, non era presente. Dopo gli abusi, infatti, ha deciso di cambiare scuola e città.

Il giudice ha ascoltato altre testimonianze di quanto avvenuto e ha aggiornato l’udienza al prossimo 22 ottobre per la discussione.

“La ragazza è completamente distrutta. Non ricorda nulla dell’accaduto, delle violenze subite. L’ha scoperto a scuola, il giorno successivo, quando le hanno detto di alcuni video che stavano iniziando a circolare nelle chat di classe e cosa contenevano. Oggi, a distanza di 2 anni, è ancora profondamente provata sia a livello psicologico che fisico”, dice all’Ansa Antonio Boschetti, l’avvocato che difende la ragazzina.

“Nella prima udienza del processo – aggiunge il legale – sono stati formalmente acquisiti dal Tribunale collegiale di L’Aquila i due video degli abusi sessuali a carico della ragazzina e si è discusso delle indagini condotte dal Commissariato di Vasto. È stato ascoltato, in qualità di teste, l’ispettore di Polizia che ha effettuato tutti gli accertamenti. Nei confronti dei due imputati c’è stato un aggravamento della loro posizione: una modifica del capo di imputazione da parte della Procura minorile dell’Aquila che ha portato all’imputazione della violenza sessuale di gruppo aggravata dalle circostanze dell’uso delle sostanze stupefacenti ai danni di una minorenne, l’esecuzione materiale dei video e la loro divulgazione nei social e nelle chat scolastiche”.

A denunciare l’accaduto, la stessa ragazzina dopo aver visto i video nelle chat che le avevano mostrato in classe, accompagnata dalla madre.

“L’amica che l’ha convinta e condotta dai due ragazzi – prosegue l’avvocato – essendo minore di 14 anni è stata esclusa dal processo in quanto, all’epoca dei fatti, non imputabile”.

Per la famiglia della vittima, l’accaduto rappresenta un incubo senza fine.

“È stata un’esperienza drammatica sia per i genitori che per la ragazzina. La madre, davanti ai video mostrati in aula, non ha retto e si è allontanata in lacrime. La vittima, che nel frattempo ha cambiato scuola, è attualmente in cura, seguita da un pool di professionisti ma l’accaduto ha segnato profondamente la sua vita”.