L’AQUILA – Spunta una nuova variante all’Aquila, una strada che aggira l’ospedale San Salvatore e che, correndo quasi parallela alla statale 80, collegherebbe via Paolo Borsellino a via dei Medici, in parte adeguando via Capitignano.
Il progetto, presentato dall’Anas e all’esame della Regione Abruzzo per la valutazione di impatto ambientale, riceve la prima “bocciatura” della Stazione ornitologica abruzzese Onlus, che ha depositato delle osservazioni e invita altre associazioni a fare altrettanto entro il 20 febbraio prossimo.
“Dopo il fiume Aterno con la variante Sud una nuova strada mette nel mirino l’ospedale San Salvatore e le sorgenti del Vetoio – si legge in una nota -. Una colata di cemento e asfalto con contorno di inquinamento acustico e smog a pochi metri da un nosocomio. Una follia”.
“Il Vetoio dovrebbe diventare il parco naturale dell’ospedale a favore dei degenti, la mobilità non si risolve con nuove strade”, sostengono gli ambientalisti.
“In qualsiasi paese civile del pianeta un’oasi come il laghetto delle meravigliose sorgenti del Vetoio posta a fianco di un ospedale con pochissimo verde come il San Salvatore a L’Aquila verrebbe trasformata nel parco del nosocomio a beneficio di malati, parenti e operatori. All’Anas, invece, viene in mente di proporre una colata di cemento e asfalto per far passare il traffico inquinante proprio in mezzo, facendo sfrecciare le auto a pochi metri da un ospedale e a 40 metri dalle preziosissime sorgenti”.
La Stazione ornitologica abruzzese ha inviato stamattina al direttore generale della Regione, Cristina Gerardis, una dettagliata nota per contestare duramente una scelta che considera “arretrata, illogica e fuori dal tempo”.
In premessa l’associazione ha portato, con tanto di immagini inequivocabili, esempi di ospedali che nel mondo hanno puntato sul verde per garantire il benessere dei fruitori, per coadiuvare le cure e offrire relax in un luogo di sofferenza.
“Addirittura gli stessi proponenti ammettono che ci saranno criticità sull’ospedale per quanto riguarda l’inquinamento acustico sia in fase di cantiere che in fase di esercizio dell’arteria – informa l’associazione -. Intanto propongono di mettere le barriere acustiche durante i lavori, poi si vedrà!”.
La Stazione ornitologica ha poi evidenziato l’invasione della strada nell’area sottoposta a vincolo attorno al laghetto del Vetoio, che teoricamente godrebbe della massima tutela dal punto di vista paesaggistico e archeologico.
L’Anas negli elaborati segnala di aver riscontrato diffusi superamenti dei limiti di legge per lo Zinco nel suolo nei punti campionati, fa sapere sempre l’associazione, ma la questione non viene approfondita come si dovrebbe in base alle norme sulle bonifiche. Qual è la fonte di tali superamenti?
“In generale ormai dovrebbe essere assodato che la questione della mobilità non si può affrontare puntando sempre su nuove e costosissime colate di cemento pagate dalla collettività – continua la nota – . Bisogna togliere le auto dalle strade con investimenti sull’organizzazione (quante strutture a L’Aquila sono dotate di mobility manager? cosa si sta facendo per il car sharing?), sul trasporto collettivo (ferrovia da usare come metropolitana cittadina, corsie riservate per i mezzi pubblici ecc.), sulla mobilità dolce (piste ciclabili; incentivi per le biciclette elettriche; marciapiedi decenti per la mobilità pedonale ecc.)”.
“Le strade proposte dall’Anas a L’Aquila, dalla variante sud a quest’ultimo progetto, senza uno straccio di visione generale (è troppo chiedere una Valutazione ambientale strategica) tolgono risorse per scelte oculate impedendo per decenni a città come L’Aquila di porsi al passo dei centri più avanzati, dalla Germania dove si realizzano autostrade per biciclette di 60 km, a Trento, dove ci sono i bicigrill tanto è sviluppata la mobilità ciclistica anche dei lavoratori pendolari!”.
La Stazione ornitologica denuncia poi di aver rilevato un copia-incolla nei documenti depositati dall’Anas con altri documenti di altri autori disponibili nel web, usati senza esplicitarlo ed auspica che la Gerardis, presidente del Comitato Via regionale, intervenga in maniera netta e auspica che la stessa Asl e il Comune si schierino per la tutela dei malati e della natura cittadina.






