L’AQUILA – Sul salvataggio era calato il sipario, ma c’è la svolta per la società svizzera Aura Materialis, con sede nel Tecnopolo dell’Aquila, azienda in crisi che si occupa del riciclo dei rifiuti di apparecchiature e cavi elettrici, subentrata ad Accord Phoenix, ereditando una attività che aveva ottenuto un finanziamento di 11 milioni di euro di fondi pubblici, per un progetto industriale della durata di dieci anni scaduto a marzo.
Ma soprattutto ereditando una cinquantina di dipendenti per i quali di recente il Ministero del Lavoro ha autorizzato la cassa integrazione, dopo tanti ritardi e le manifestazioni di protesta di sindacati e lavoratori. E che ora sperano di rientrare al lavoro.
Sono due le imprese che hanno presentato proposte vincolanti di acquisto al Tribunale civile dell’Aquila, giudice Maura Manzi, nell’ambito della specifica procedura che consente alle aziende in crisi di beneficiare di una sorta di “scudo” che congela il debito e le varie istanze dei creditori, per tentare il salvataggio.
Diversamente ci sarebbe stato il sicuro fallimento: si tratta del gruppo industriale italiano Fecs di Bergamo attraverso la controllata Stemin Spa, colosso nel settore del recupero, trattamento e commercializzazione di rottami metallici ferrosi e non ferrosi a norma Uni, leader europeo nel recupero del metallo alluminio, con 430 milioni di fatturato, oltre 400 dipendenti e 50 paesi di esportazione.
E della Luxe Coat, già presente con un insediamento per la produzione di alluminio nel capoluogo regionale, nel nucleo industriale di Bazzano, che fa parte dell’importante gruppo spagnolo, con casa madre a Valencia, Luxe Perfil, specializzata nella progettazione, sviluppo e produzione di tutti i tipi di componenti in alluminio, con capacità produttiva è di 50.000 tonnellate di coils in alluminio verniciato, presente in Italia dal 2017 con 75 lavoratori.
Secondo quanto si è appreso, il player nazionale ed internazionale italiano sarebbe in netto vantaggio: anche se non è escluso che a decretare l’aggiudicazione potrebbe essere necessaria una udienza di comparazione delle offerte.
A questa data si è arrivati dopo che il giudice Manzi ha prorogato i termini per la presentazione di proposte scaduta il 28 febbraio scorso quando era stata presentata una sola proposta, quella del Gruppo Circi, ritenuta troppo bassa: in effetti, la procedura, dopo un primo momento di stasi, ha registrato una netta accelerazione proprio dopo la prima istanza vincolante d’acquisto da parte dell’azienda di costruzioni aquilana in forte ascesa in campo nazionale con 150 dipendenti e impegnata in una efficace diversificazione del business. La società è guidata dai fratelli Valerio e Palmantino Circi e fu fondata dal padre Donato Circi, scomparso nel maggio del 2021 a 71 anni, già sindaco del comune di Cagnano Amiterno.
Era stato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fdi, il 24 aprile scorso a comunicare, senza fare i nomi, che erano pervenute due istanze.
Si è interessata costantemente alla vertenza l’assessore regionale alle attività produttive Tiziana Magnacca.
Sempre stando a quanto emerso, ha tentato di partecipare all’azione per il salvataggio il gruppo aquilano Iannini, guidato da alcuni anni dopo il passaggio generazionale dal giovane Davide, figlio di Eliseo, patron che ha portato la compagine ad un rango nazionale: ma sempre stando a quanto emerso da fonti dirette, il Gruppo dopo la manifestazione di interesse ed avere approfondito la materia con uno studio legale di grande livello, non ha presentato un progetto industriale vincolante.
Le proposte sono state consegnate ufficialmente entro lo scorso 24 aprile ed entro domani dovrà esserci l’autorizzazione alla cessione aziendale. Quindi sono momenti di febbrile azione per chiudere documentalmente la annosa questione.
Ci sarà come detto una procedura competitiva, meccanismo di scelta del contraente, applicato sia negli appalti pubblici che nelle procedure concorsuali fallimenti, finalizzato a ottenere la migliore offerta attraverso un confronto concorrenziale e con negoziazione per migliorare le proposte.
Quindi tempi strettissimi per una vicenda che riguarda complessivamente una settantina di lavoratori, ma in tal senso, prima ancora della decisione del Tribunale civile, l’avvocato cassazionista del Foro di Pescara, Sergio Della Rocca, nella qualità di esperto nominato dalla Camera di Commercio per questa procedura, nell’audizione del 24 marzo nella prima commissione Programmazione e Bilancio del Comune dell’Aquila presieduta da Livio Vittorini, di Fratelli d’Italia, aveva assicurato che c’erano già delle offerte interessanti, in particolare da parte di una impresa locale, con un interessamento anche da parte di realtà del Nord Italia. Con la condizione sine qua non di salvaguardare i posti di lavoro, e di ricevere un piano industriale credibile.
Della Rocca, ricordando nell’audizione i contenuti delle comunicazioni a sindacati e parti interessate prodotte nell’esercizio del suo mandato, aveva evidenziato che “sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 19 marzo 2026 nel procedimento di volontaria giurisdizione, il giudice ha accolto la richiesta di proroga delle misure protettive avanzata da Aura srl con ricorso depositato il 3 marzo”.
E il provvedimento, “esclusa la possibilità di una continuità diretta, ha valutato positivamente le attività finora svolte, reputando che la proroga possa essere funzionale per il buon esito delle trattative, anche nell’ottica del perseguimento dell’obiettivo della salvaguardia del complesso aziendale e del mantenimento della forza lavoro. Sicché, appare sussistere in concreto la possibilità di una prospettiva del risanamento mediante la continuità indiretta, che può essere perseguita attraverso la cessione del compendio aziendale in tutte le sue componenti”, aveva spiegato ancora.
“Sulla base delle argomentazioni della proroga accordata dal Tribunale diventa imprescindibile calendarizzare i termini per il deposito di offerte irrevocabili per l’acquisizione dell’azienda e le conseguenti attività per l’attivazione del procedimento di autorizzazione”.
Considerato quanto emerso nell’udienza del 19 marzo, l’interesse manifestato da alcune aziende che hanno in corso le due diligence, nonché stimati i tempi per la attuazione della procedura, l’esperto aveva ritenuto congruo stabilire i seguenti termini: deposito dell’offerta irrevocabile per l’acquisizione di Aura Srl entro e non oltre il 24 aprile, deposito da parte di Aura srl della istanza di autorizzazione alla cessione di azienda, entro e non oltre il 30 aprile.
Rispondendo alle richieste di aggiornamento della situazione da parte del presidente Vittorini e dei consigliere di opposizione Stefania Pezzopane, Paolo Romano ed Enrico Verini, Della Rocca aveva poi sottolineato che da subito “aveva ritenuto da escludersi la soluzione della continuità diretta, con un salvataggio finanziario e una ristrutturazione”, perché “ho trovato l’azienda sostanzialmente ferma, non presente, con i dipendenti che non percepivano lo stipendio”.
Schierandosi a favore della continuità indiretta, che si realizza attraverso la cessione della stessa attività ad altro soggetto.
Aveva poi rivelato che già è pervenuta in tal senso una proposta “al momento non soddisfacente”, mentre un imprenditore locale ha fatto “un’offerta molto interessante”, parlando anche di “un interesse di alcuni imprenditori del Nord che diciamo, almeno astrattamente, avrebbero il vantaggio di essere di questo settore”.
Fondamentale è stato anche l’aver ottenuto la proroga delle autorizzazioni per l’attività aziendale svolta, che erano a rischio revoca, da parte del settore Ambiente della Regione Abruzzo: ed è anche per questo che c’è una corsa contro il tempo.
Concludendo, – aveva spiegato Della Rocca, “se ci saranno offerte, e ve ne sono molto vicine a questa possibilità, sicuramente andremo a fare una procedura competitiva, dalla quale poi si dovrà procedere alla cessione dell’azienda. Vi dico che sui numeri non è neanche necessaria un’offerta che sia impossibile da sostenere. Perché c’è una componente dei dipendenti che può essere sistemata, c’è una componente di smaltimento dei rifiuti che non è eccessiva, c’è una componente di creditori che può essere in qualche modo governata, non dico sistemata, ma governata”.
Tra questo ultimi il Tecnopolo d’Abruzzo che per i servizi assicurati vanta un credito rilevante.






