L’AQUILA – Dopo lunghe e sofferte giornate di riunioni infuocate e scontri in seno al centrodestra è stata in tarda serata approvato allegato alla norma della leale collaborazione, l’emendamento del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio di Fdi, presentata come la pace fatta e la sintesi trovata sulla vicenda che ha spaccato in due la maggioranza di centrodestra, quella della introduzione o meno dei sub-ambiti rispetto a quelli unici provinciali per la gestione dei rifiuti nella legge vigente del 2013.
In realtà una palla calciata in avanti, in cui si stabilisce che l’Agir, l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani, dovrà approvare il piano d’Ambito (Pda) entro il 31 dicembre 2027 e in caso di caso di mancata approvazione entro quella data, “è fatta salva la possibilità di delimitare, nello stesso Pda, “subambiti territoriali di dimensione sub-provinciale dove le condizioni territoriali, amministrative ed economiche lo consentano”.
Con questa exit strategy trovata all’ultimo momento, è rimasto nel cassetto l’emendamento del dissidio, promosso in primis dal capogruppo di FdI, Massimo Verrecchia, e della vicepresidente del Consiglio Marianna Scoccia, di Noi Moderati, che intendeva introdurre nella legge di settore del 2013, la parola ambiti “sub-provinciali”, con secondo firmatario anche dall’assessore regionale di Fdi al Bilancio, Mario Quaglieri.
E con loro schierati anche la maggior parte dei sindaci, di tutti gli schieramenti della Marsica e della Valle Peligna a cominciare da quello civico di Avezzano, Gianni Di Pangrazio e di Sulmona, Luca Tirabassi, di Fdi, gelosi dell’autonomia delle società di gestione Aciam, Segen e Cogesa.
Dunque la sintesi politica è che il partito del sub-ambito ha retto allo scontro, e ha ottenuto la reintroduzione del fatidico termine “subambito” che era stato cancellato a novembre 2025, con un emendamento alla stessa norma, ironia della sorte, a firma degli stessi Verrecchia e Scoccia.
Seppure la istituzione dei subambiti è vincolata alla eventuale non approvazione, tra un anno e tre mesi, dei piano d’ambito che in base alla legge del 2013 e come confermato nell’emendamento di Marsilio, ha come obiettivo quello di istituire ambiti unici provinciali o interprovinciali.
La palla passa dunque all’Agir, della cui assemblea è presidente il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fdi, presidente regionale e vicepresidente nazionale dell’Anci che potrebbe dimettersi anche prima del dicembre 2027, se sarà eletto parlamentare.
Un dato di fatto è che Marsilio e con lui lo stesso Biondi, erano e restano contrari al sub-ambito, a favore di una maggiore semplificazione del sistema di gestione, con economie di scale e maggiore forza imprenditoriale, e avevano cercato di convincere Verrecchia in una infuocata riunione a palazzo Silone a ritirare l’emendamento.
A firmare l’emendamento pro sub-ambiti erano stati il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, il capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco, il capogruppo di Forza Italia Emiliano Di Matteo, dal capogruppo di Marsilio Presidente Luciano Marinucci, l’assessore ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, il sottosegretario di giunta di Forza Italia, con delega al Turismo, Daniele D’Amario, che vota in Consiglio, e il consigliere di FdI Leonardo D’Addazio.
Dall’altra parte contrari ai sub-ambiti, al fianco di Marsilio, c’erano Nicola Campitelli, che ha la delega ai rifiuti, Paolo Gatti, Luca De Renzis, Maria Assunta Rossi, per FdI, Giampaolo Lugini, di Marsilio Presidente, Carla Mannetti, della Lega, e Antonietta La Porta, di Forza Italia. I consiglieri di FdI Francesco Prospero e Marilena Rossi.
Spiega ancora nella nota Marsilio: “Confido nel fatto che i sindaci, che sono e rimangono i veri attori protagonisti di questo processo, sapranno trovare il giusto equilibrio per procedere lungo la strada maestra indicata dalla normativa nazionale di riferimento, che prevede ambiti di norma di livello minimo provinciale per garantire economie di scala, efficienza del servizio e tariffe contenute. Un confronto che avverrà negli organi di AGIR, dove siedono appunto i sindaci, che potranno serenamente affrontare i problemi e le difficoltà oggettive di questo ambizioso traguardo, sapendo che in mancanza di accordi soddisfacenti, basati sul rispetto reciproco e sulla leale collaborazione in vista del bene dei cittadini rappresentati, viene data la possibilità di organizzare il servizio su porzioni di territorio più ristrette ma comunque sufficientemente ampie e infrastrutturate per consentire un’adeguata gestione del servizio”.
“Resta da aggiungere, per fugare ulteriori dubbi e perplessità emersi nel dibattito che si è sviluppato in queste ultime settimane, che sono e restano i sindaci a discutere ed approvare il Piano d’Ambito e le sue linee-guida in Assemblee regolate dal voto ponderato, dove ogni territorio conserva ed esercita la sua autonoma e sovrana facoltà decisionale; una volta delimitato l’ambito territoriale, saranno e resteranno i sindaci a scegliere le modalità di affidamento del servizio, che la legge individua nella gara aperta al mercato, o nella gara a doppio oggetto o ancora, qualora ne ricorrano le condizioni, nell’affidamento diretto ‘in house’. Nel secondo e terzo caso, il soggetto pubblico viene costituito dai Comuni attraverso una società consortile, secondo le modalità di legge, della quale sono i Comuni stessi a stabilire il percorso più virtuoso a garanzia del comune interesse e le regole di governo nel rispetto della pari dignità”.
“La maggioranza di centrodestra va avanti nella riforma del ciclo dei rifiuti, e il termine del 31 dicembre 2027 sarà di stimolo a concluderla positivamente dopo anni di confronti sui territori, confronti che continueranno nell’ascolto nel rispetto di tutti i Sindaci di una Regione così complessa come l’Abruzzo. Ringrazio tutti gli assessori e tutti i consiglieri che hanno nuovamente dato prova di unità e di coesione, e che hanno con fiducia e lealtà accolto e sottoscritto il testo dell’emendamento”, conclude Marsilio.
In una nota congiunta Verrecchia, Scoccia, Marinucci e Quaglieri scrivono quanto segue: “l’ascolto, il confronto e soprattutto la concretezza dimostrati dal Presidente e dalla maggioranza consentono oggi di proseguire il percorso di riforma con maggiore serenità, nel pieno rispetto delle norme e tenendo conto delle specificità dei diversi territori abruzzesi. Un ringraziamento particolare va ai sindaci che, al di là delle appartenenze politiche, hanno dimostrato senso di responsabilità e capacità di fare squadra, rappresentando con unità e determinazione le esigenze delle proprie comunità”.
E ancora: “la previsione contenuta nell’emendamento rappresenta un punto di equilibrio importante: si procederà nel rispetto della normativa nazionale e attraverso il confronto all’interno degli organismi di AGIR, lasciando aperta la possibilità, laddove ne ricorrano le condizioni territoriali, amministrative ed economiche, di organizzare il servizio attraverso ambiti territoriali più ristretti. È un passaggio che riconosce il ruolo centrale dei Comuni e dei sindaci e che consente di guardare al futuro con l’obiettivo di garantire un’organizzazione del servizio efficiente, sostenibile e adeguata alle caratteristiche dei diversi territori”.






