Alta tensione nel Pd dopo il via libera della Direzione alle liste dei candidati. Ma anche in forza Italia liste in alto mare, visto i pochi posti rispetto ai tanti pretendenti. Nel M5s  ieri alle parlamentarie a  hanno partecipato 50.014 persone, su un totale di 133.664 aventi diritto e gli iscritti hanno dato l’ok al listino di candidati scelti direttamente da Giuseppe Conte.

Intanto Nella prima valutazione il ministero dell’Interno ha ammesso 70 dei 101 contrassegni depositati. Sono 14 quelli che non hanno passato il vaglio mentre 17 hanno 48 ore per presentare integrazioni in quanto “non consentono la presentazione di liste”. ll prossimo passaggio formale è rappresentato dalle presentazioni delle liste: il 21 e 22 agosto presso le cancellerie delle Corti di appello (dalle ore 8 alle 20 entrambi i giorni), il 35esimo e il 34esimo giorno antecedente il voto.

Nel Pd dopo l’approvazione delle liste dei candidati per le prossime elezioni del 25 settembre, crescono i malumori degli esclusi. “Escluso per scelta politica, no a scuse vigliacche”, il commento di Luca Lotti, mentre Monica Cirinnà accetta in extremis la candidatura: “Farò la mia battaglia”. E da Matteo Renzi arriva l’affondo: “Le scelte di Letta dettate dal rancore”. Concluse le parlamentarie M5S.

Tra i nomi scelti dal Pd, il segretario dem Enrico Letta sarà capolista alla Camera in Lombardia e Veneto. Carlo Cottarelli sarà invece candidato capolista per il Senato a Milano, Dario Fanceschini al Senato a Napoli, Pierferdinando Casini e l’ex sindaco Virginio Merola a Bologna, l’ex segretaria della Cisl  Annamaria Furlan in Sicilia, Nicola Zingaretti nel Lazio. Il microbiologo Andrea Crisanti sarà capolista in Europa. Nuovamente in corsa con il Pd Alessandro Zan, relatore della proposta di legge contro l’omotransfobia: sarà candidato alla Camera sempre nel collegio di Padova. Tra tante conferme, infine, da segnalare la scelta anche della linea verde, con la decisione di Letta di indicare gli under 35 Rachele Scarpa, Caterina Cerroni, Raffaele La Regina e Marco Sarracino come capilista in Veneto, Molise, Basilicata e Campania.

In Abruzzo capilista al proporzionale al Senato il segretario regionale Michele Fina,  e alla Camera il senatore uscente Luciano D’Alfonso.

Fuori dalle liste Dem Luca Lotti: “Il segretario del mio partito ha deciso di escludermi dalle liste per le prossime elezioni politiche – ha scritto su Fb l’ex ministro Luca Lotti -. Mi ha comunicato la sua scelta spiegando che ci sono nomi di calibro superiore al mio. Confesso di non avere ben capito se si riferiva a quelli che fino a pochi mesi fa sputavano veleno contro il Pd e che oggi si ritrovano quasi per magia un posto sicuro nelle nostre liste. Non lo so. Ma così è”. “La scelta è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche”, aggiunge.

“Oggi il mondo della politica commenta le scelte sui candidati del Pd – dice nella sua E-news, Matteo Renzi, leader di Italia Viva -. A me pare che – dalla scelta di come costruire la coalizione ai nomi delle liste – la guida di Enrico Letta si sia caratterizzata più dal rancore personale che dalla volontà di vincere. Vedremo i frutti il 26 settembre”.

“Cirinnà va su un collegio dato perdente, senza paracadute e senza che glielo diciamo…”. Così la senatrice uscente Monica Cirinnà, paladina dei diritti Lgbt, sintetizza la scelta del Pd sulla sua candidatura. “L’uninominale Roma 4 contiene dei territori per cui io non sono adatta”, spiega Cirinnà riferendo dei molti messaggi di supporto ricevuti. “Letta chiacchiera di occhi di tigre, io li tiro fuori, ma lo faccio solo per loro, per una comunità. Combattere come ultimo dei gladiatori è l’unico modo per non sottrarmi alla battaglia. Non è un ripensamento dettato da interesse, ma da amore e rispetto”.

“I territori sono stati usati in modo strumentale per portare avanti un disegno rancoroso che non fa certo onore al Pd e che mi porta a riflettere seriamente sulla mia appartenenza ad un partito che ha dimostrato di aver così poca cura di quella dimensione plurale e progressista che aveva costruito negli ultimi anni”. Lo ha dichiarato l’on. Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera dei Deputati, esclusa dalle candidature alle prossime elezioni. “Anche per questo non ho votato la proposta di liste presentata ieri in direzione dal segretario Letta”, ha spiegato.

Passiamo al M5s: via libera degli iscitti al cosiddetto “listino Conte”, la lista di 15 nomi proposta del Presidente M5s Giuseppe Conte  da inserire, con criterio di priorità, nelle liste di candidati 5 stelle.

Hanno risposto Sì in 43.282 iscritti, pari all’86,54% dei voti espressi Hanno risposto No in 6.732 pari all’13,46% dei voti espressi

Dato record per le parlamentarie M5s per le elezioni politiche del prossimo 25 settembre: alla consultazione hanno partecipato 50.014 persone, su un totale di 133.664 aventi diritto: è il dato più alto di sempre.

Alle parlamentarie del 2018 ad esempio, parteciparono 39mila persone ma si votò per due giorni, da martedì 16 a mercoledì 17 gennaio, dalle 10 alle 21. Nel 2012 la stessa votazione ebbe ancora meno partecipanti.

In Forza Italia resteranno col fiato sospeso fino all’ultimo momento utile  non solo i peones ma anche tanti big, quelli della vecchia guardia e non.

Come scrive Adnkronos, tutti sono in attesa di sapere se a loro sarà assegnato un seggio certo, di prima fascia, border line o perdente. ”Siamo ancora in alto mare, tutto è nelle mani del presidente”, dice un big forzista che sta seguendo da vicino lo scottante dossier, smentendo i boatos di ‘esclusi eccellenti’. Da quel poco che trapela, però, l’unica certezza è che Silvio Berlusconi sarà capolista al Senato nel proporzionale (in cinque circoscrizioni) e correrà all’uninominale a Monza, nel suo ‘feudo brianzolo’ in Lombardia. Non si sa se anche il numero due del partito, Antonio Tajani, guiderà il listino in più circoscrizioni, a cominciare dal Lazio.

In tanti si chiedono dove si presenterà la ‘non moglie’ del Cav, la deputata Marta Fascina, classe ’90, da Melito di Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria, cresciuta a Portici, in provincia di Napoli, che fu una delle sorprese alle politiche del 2018, quando venne candidata alla Camera ed eletta nella circoscrizione Campania 1 in quota proporzionale, un seggio blindato.

Anche stavolta, ‘lady B’ potrebbe correre sempre nel proporzionale subito dietro (in ordine di presentazione) al primo della lista (Cav o Tajani), in Campania, secondo alcune voci nei quattro collegi di Montecitorio. In un primo momento, infatti, raccontano, veniva data in corsa in Brianza. Si parla di vertici di Fi riuniti in seduta permanente, sia via zoom che in presenza. Oggi, riferiscono, si starebbe lavorando alle liste tra piazza San Lorenzo in Lucia e gli uffici di Montecitorio e nei prossimi giorni ci dovrebbe essere un summit in Sardegna con Berlusconi per tirare le somme.