L’AQUILA, 1° GIUGNO – “I 47 milioni dell’assicurazione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila sono in cassa e sono stati usati nel bilancio 2009 per contenere il passivo. Per la ristrutturazione, invece, sono stati dati 35 milioni in più, perciò non c’è nessuno scippo”. Questa l’assicurazione data dall’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, e dal manager della Asl aquilana, Giancarlo Silveri, sullo stato della struttura sanitaria del capoluogo.
“Abbiamo chiesto alla Asl – ha ricordato Venturoni – quanto occorresse in aggiunta ai primi 5 milioni spesi per 100 posti letto, ai 7 milioni per il ripristino e alla spesa per le apparecchiature, per un totale di circa 20 milioni spesi immediatamente dopo il sisma. Dopo una valutazione, ci è stato detto che servivano altri 35 milioni. I soldi stanziati per altre Asl in base all’articolo 20 della legge 67/1998 sull’edilizia sanitaria sono stati portati all’Aquila, non toccando quanto già programmato per gli altri ospedali maggiori ma prendendo i soldi dai distretti che non esisteranno più e da interventi straordinari su ospedali medio-piccoli”.
Quanto ai soldi dell’assicurazione, Venturoni ha spiegato che “abbiamo deciso di incassare subito 47 milioni piuttosto che 50 in due anni. Sono stati versati in cassa – ha aggiunto – e sono rimasti lì. Non sono stati utilizzati per gli ospedali di Chieti, Teramo e Pescara, tanto per parlare chiaro. Nonostante questa somma, la Asl aquilana ha chiuso in rosso di 5,5 milioni, altrimenti sarebbe stato di 50”.
Lo spostamento di fondi verso il San Salvatore non danneggerà più di tanto l’edilizia sanitaria regionale: “Per legge – ha aggiunto Venturoni – l’Abruzzo avrà la priorità nazionale sull’attribuzione di somme ex articolo 20. C’è un pregresso di 260 milioni deliberati dal Cipe e non ancora finanziati, altri 40 ne arriveranno per l’annualità 2010. Un totale di 300 milioni da utilizzare per le altre Asl”.
UN BILANCIO DIFFICILE
Il manager Silveri ha aggiunto che “se il nostro bilancio si fosse chiuso in attivo, la somma dell’assicurazione sarebbe rientrata a ripianare il deficit regionale della sanità, ma non è stato così. Abbiamo chiuso in passivo – ha aggiunto – perciò i 47 milioni serviranno a coprire una parte del nostro bilancio. Un esercizio su cui ha pesato anche la perdita di mobilità attiva per 20 milioni, e la grande mobilità passiva che ce ne è costati altri 29. Inoltre, su questo bilancio ho voluto fossero previsti anche i rischi incombenti affinché non possano ripercuotersi sul bilancio 2010 della Asl unificata aquilana, marsicana e peligna”.
PIANO OPERATIVO
Venturoni ha tracciato lo scenario anche riguardo al prossimo piano operativo del settore. “Il piano di rientro – ha premesso – si è concluso il 31 dicembre 2009 e l’Abruzzo è stata l’unica regione in pareggio alla fine. Ora stiamo preparando il piano operativo di un anno, perché il 31 dicembre 2010 prevediamo di chiudere il commissariamento e tornare alla normalità. Nel frattempo il governo vuol sapere cosa facciamo per ridurre il deficit strutturale, e noi stiamo preparando una serie d’interventi sul privato e sul pubblico”.
Ciò detto, l’assessore ha risposto agli strali del Partito democratico che ieri lo ha invitato anche a dimettersi. “Non aspettano altro – ha risposto – ma avranno una brutta sorpresa, perché qui c’è uno che i problemi li risolve”. “Nel piano operativo – ha aggiunto – non sono elencati posti letto da tagliare né ospedali da riconvertire. Non si chiude niente, solo le strutture ospedaliere diventeranno territoriali: più ambulatori e meno ricoveri, in sostanza. La nuova rete ospedaliera andrà presentata entro il 30 giugno, ma non conosco ancora io i numeri, figuriamoci se li sa il Pd. Prima si informino, altrimenti davvero li denuncio. Volendo posso fare pure qualche corso di formazione, gratis”.




