L’AQUILA – Una processione per pochi intimi, quella del Venerdì Santo dell’Aquila di ieri, per una volta senza gente e senza sindaco, visto che Massimo Cialente è a riposo assoluto per un fastidioso colpo della strega e ha delegato con la fascia il suo assessore Lelio De Santis.
Eppure non era freddo, eppure non pioveva, come “vuole” la tradizione. Clima un po’ meno rigido e vento freddo che ha dato tregua non sono bastati a sorpresa a convincere gli aquilani a seguire in massa l’evento, che era sentitissimo prima del terremoto del 6 aprile 2009 e che comunque, anche dopo, aveva visto un buon riscontro di pubblico. Stavolta no.
Qualche inedito organizzativo, come i grandi simulacri usciti, per la prima volta, non dalla Basilica di San Bernardino, sempre più affollata di strumenti dei lavori per tornare bella com’era, ma alla sua destra, dalla porta carraia del vecchio comando regionale dell’Esercito, su tutti, ovviamente, quello del Cristo Morto, portato dalla Gran Sasso Acqua.
Qualche intoppo nel distinguere tra i numerosi presuli del capoluogo, quando, vedendo l’ex arcivescovo ora “emerito”, monsignor Giuseppe Molinari, lo speaker si è impicciato, riportandolo per un istante al ruolo che ha lasciato a gennaio 2013, prima di correggersi, “l’arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Molinari… Giuseppe Petrocchi”. Capita.
Il corteo, con pochi aquilani e meno fiaccole, ha percorso via San Bernardino, corso Vittorio Emanuele, corso Federico II, piazza San Marco, via Indipendenza, piazza Duomo e ritorno. Prima di congedare tutti, sempre davanti a San Bernardino, il saluto, con qualche accenno polemico, dell’ormai ex vescovo ausiliare monsignor Giovanni D’Ercole, titolare della diocesi di Ascoli Piceno.
Frammenti in una serata in cui, comunque, per chi c’era e ci ha creduto l’ha fatta sempre da padrona l’atmosfera di raccoglimento e commozione creata dal Miserere del Settecento del compositore teatino Saverio Selecchy e dei simulacri progettati e realizzati dagli artisti figlio e padre Remo e Fedele Brindisi.
Un’atmosfera che AbruzzoWeb ha voluto sintetizzare in un video con i momenti clou della processione (alb.or.)






