VASTO – Si è svolta stamani in municipio a Vasto la seduta del comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, tenutasi a poche ore di distanza dall’incendio che ha semidistrutto l’automobile del presidente del Consiglio Comunale di Vasto, Giuseppe Forte.

Un incendio, è stato ribadito, di natura dolosa, anche se di matrice ancora incerta. Con il prefetto e il questore di Chieti, Vincenzo Greco e Alfonso Terribile, c’erano, tra gli altri, il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, i sindaci di Chieti e Vasto, Umberto Di Primo e Luciano Lapenna, il procuratore della repubblica di Vasto, Francesco Prete, i comandanti provinciali dei Carabinieri, il colonnello Giuseppe Cavallari, della Guardia di Finanza, Paolo D’Amata, del Corpo Forestale dello Stato, Nevio Savini, il comandante della polizia municipale di Vasto, Sergio Petrongolo. Molti gli interventi legati alla disamina della situazione locale.

Il procuratore della Repubblica, Francesco Prete, riferendosi all’incendio della vettura del segretario locale del Pd ha detto tra l’altro: “Se è un fatto di natura politica lo scopriremo, ma se così fosse sarebbe un gesto insulso, di bassa lega. In realtà è forse ancora presto per capire se è riconducibile alla politica”.

Concetto sottolineato da Forte, che ha detto: “Voglio augurarmi che la politica non c’entri per niente in quanto mi è accaduto l’altra sera”.

Il prefetto, Vincenzo Greco, ha poi messo l’accento sulla situazione generale: “Quando si parla di criminalità, voglio precisare che, in questa provincia, non c’è attualmente nemmeno un processo per criminalità organizzata. Anche le operazioni Histonium 1 e 2 degli anni scorsi sono relative ad associazioni a delinquere di tipo semplice. E l’ultimo omicidio nel Vastese, il delitto Cava a San Salvo (Chieti), risale al 2007”.

Nel corso della riunione sono intervenuti, tra gli altri, anche due consiglieri comunali di Vasto, Guido Giangiacomo, del Pdl e il vice presidente della civica assemblea, Riccardo Alinovi.

Quest’ultimo, nel polemizzare con il sindaco di Chieti, Di Primio, che aveva parlato di episodi a volte ingigantiti dalla stampa, ha rimarcato: “Fino ad oggi ero ritenuto un eretico (trovò negli anni scorsi l’ogiva di una pallottola nella cassetta della posta dei consiglieri, ndr), ma l’episodio capitato a Forte vuol dire che avevo ragione. A Vasto qualcuno ha sottovalutato la situazione e la politica, quando non connivente con personaggi e imprenditori discutibili, non ha vigilato come si deve sugli affari legati soprattutto al cemento”.