CHIETI – Il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, è intervenuto con un lungo post su Facebook sulle polemiche che stanno accompagnando la presentazione dei libri ‘Il mondo al contrario’ e ‘Il coraggio vince’ del generale Roberto Vannacci – candidato con la Lega alle elezioni europee dell’8 e 9 giugno –  in programma domani pomeriggio a Chieti alle 17 nella sala del Consiglio provinciale.

“Non ho letto il libro di Vannacci né sinceramente, avrei mai pensato di leggerlo. Sono stato costretto a farlo a fronte di una presentazione che, mio malgrado, mi ha coinvolto in un dibattito pubblico sull’opportunità di ospitare a Chieti un evento con Vannacci protagonista – scrive Ferrara. Il quale, dicendosi certo che gli sarà ricordato che la libertà di pensiero è sacra (articolo 21 della Costituzione e art. 18 dei diritti umani), anticipa “che il principio costituzionale e la carta dei diritti umani non coincidono né sono assimilabili alla libertà di predicare odio”.

Secondo il sindaco di Chieti “la deprecabile enunciazione di posizioni omofobe, razziste, contrarie a qualunque principio etico, morale e religioso di solidarietà e sussidiarietà, sono pronunciate dal generale con compiaciuta autoreferenzialità e semplicistica raffigurazione della realtà. Sono posizioni talmente ‘rozze’ – aggiunge Ferrara – da mettere in imbarazzo persino quei personaggi della destra italiana che non mostrano certo, nei loro discorsi, erudizione, empatia, condivisione, giustizia sociale, libertà individuale, pacifismo”.

Per Ferrara “ci sono intellettuali di destra che si rifanno alla filosofia astrattamente ottimistica dell’idealismo hegeliano che pur inneggiava alla guerra come fuoco rigeneratore, incendio che distrugge e purifica, e fa raggiungere una maggiore libertà; altri sono invece cultori delle posizioni di Giovanni Gentile che glorificava il fascismo come movimento politico che, opponendosi allo stato giolittiano senza idealità, avrebbe creato uno stato totalitario in cui il cittadino potesse identificarsi per l’aspetto morale. Posizioni discutibilissime, ma rispettabili”.

“Quelle di Vannacci – conclude Ferrara- non sono rispettabili e quindi etimologicamente non-discutibili, nel senso letterale della parola. Un uomo che rivendica a gran voce il diritto all’odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente, che disprezza e odia la diversità, che ragiona con i dogmi, non otterrà mai da me nessuna considerazione umana, politica, mediatica. Questa è la mia opinione. Ritengo utile sottolinearla, perché io, da sindaco e da cittadino, sto convintamente con tutti quelli che fanno parte del mondo che Vannacci disprezza, persone che esistono con le proprie storie e le proprie fatiche e che sono parte della comunità teatina che io ho l’onore di rappresentare”.