AVEZZANO – Svolta nell’inchiesta della procura di Avezzano sul presunto uso illegittimo per fini personali della sim telefonica, secondo l’accusa, con costi a carico del Comune di Trasacco: è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini agli imputati che restano l’assessore regionale al Bilancio e al Personale, Mario Quaglieri, di Fratelli d’Italia, recordman di preferenze con circa 12mila voti alle regionali del marzo dello scorso anno, Cesidio Lobene, sindaco di Trasacco, e il funzionario comunale Riccardo Tomassetti. Per tutti, a vario titolo, gli addebitati sono di peculato, falso ideologico e depistaggio, come riporta il quotidiano Il Centro.
Il provvedimento, firmato dal pubblico ministero Marianna Proietti, segna un passaggio cruciale dell’indagine, che era ripartita da zero dopo il trasferimento del fascicolo dal tribunale dell’Aquila a quello di Avezzano, in seguito all’accoglimento dell’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalle difese.
Ora il pm dovrà formulare al gip la richiesta di rinvio a giudizio o proscioglimento: l’inchiesta era stata avviata all’Aquila e poi trasferita ad Avezzano, per competenza territoriale, trasferimento chiesto ed ottenuto, dopo una prima bocciatura, dai legali dei tre imputati.
La vicenda ha avuto una larga eco oltre ad essere stato oggetto di un duro scontro politico.
Il caso sulla sim telefonica è nato come sviluppo di un’indagine più ampia che coinvolge lo stesso Quaglieri in relazione a un presunto conflitto di interessi tra la sua attività di medico chirurgo con contratto di consulenza nella clinica privata Di Lorenzo di Avezzano, e quella di amministratore pubblico.
L’inchiesta è venuta a galla con fragore in seguito ad un blitz di guardia di finanza e carabinieri andato in scena il 19 giugno dello scorso anno con perquisizioni e sequestri in uffici e sedi di Quaglieri e nella stessa casa di cura il cui proprietario, Lucia Di Lorenzo, è finita sotto indagine.
Una contestazione che è diventata inchiesta partita dopo le elezioni del marzo del 2024 da una azione del consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci che ha tra le altre cose inviato un esposto all’Autorità anti corruzione che in una nota non vincolante ha invitato la Regione e i suoi organi di controllo ad approfondire la questione.
In quel procedimento, tuttora nella fase delle indagini preliminari, l’assessore regionale è indagato per falso e abuso d’ufficio, insieme all’imprenditrice Lucia Lorenzo, come detto proprietaria della clinica privata di Avezzano dove Quaglieri lavora con un contratto a prestazione.
L’inchiesta del secondo filone ruota invece intorno all’utilizzo di una scheda telefonica intestata al Comune di Trasacco e in uso, secondo l’accusa, a Quaglieri, anche dopo la cessazione del suo mandato di sindaco, dal 2019. L’assessore negli interrogatori si è difeso sottolineando di aver rinunciato alla liquidazione da amministratore, una cifra ben superiore al dovuto. A rappresentare gli indagati sono gli avvocati Mario Flammini, Carlo Polce e Franco Colucci.
L’assessore regionale, esponente di punta di Fratelli d’Italia e recordman di preferenze alle ultime elezioni regionali con quasi 12mila voti, è accusato di peculato per l’utilizzo, tra il 2013 e il 2024, di quella sim comunale per un importo complessivo di 6.621,65 euro, somma che sarebbe stata sostenuta dalle casse del Comune.
Il sindaco in carica, Cesidio Lobene, e il funzionario comunale Riccardo Tomassetti devono invece rispondere di falso ideologico e depistaggio.
Secondo l’ipotesi della procura, avrebbero tentato di alterare o indirizzare in modo improprio la documentazione relativa all’utenza telefonica per coprire o giustificare l’utilizzo contestato. Il procedimento era inizialmente incardinato al tribunale dell’Aquila, ma i difensori avevano eccepito l’incompetenza territoriale, sostenendo che tutti gli atti istruttori e le condotte contestate si riferissero a Trasacco.
Nel dicembre 2024 il collegio aquilano aveva accolto l’eccezione e disposto il trasferimento del fascicolo ad Avezzano, dove la procura, dopo aver riavviato gli atti, è ora giunta alla conclusione delle indagini preliminari.
Con l’avviso di conclusione delle indagini, la procura di Avezzano ritiene completata la fase istruttoria e apre ora ai difensori la possibilità di presentare memorie, richieste di interrogatorio o documenti integrativi prima della eventuale richiesta di rinvio a giudizio.




