L’AQUILA – “Dopo il terremoto si sono rimbecilliti tutti!”.
Da quasi quattro anni a questa parte all’Aquila si dice spesso, per esempio dopo che l’ennesima macchina che percorre una rotatoria inchioda per farne passare una in attesa smentendo la sua precedenza e rischiando un disastro stradale, o quando si vede qualche sbronzone che si inerpica su per i puntellamenti o in mille tante circostanze.
Adesso si è scoperto che è vero. “Cambiamenti permanenti” nel cervello dei giapponesi sopravvissuti al terribile terremoto del marzo 2011 sono stati infatti scoperti da uno studio uscito di recente sulla rivista Molecular Psychiatry, come reso noto da un articolo di Daily su Wired.it.
“Gli autori, della Tohoku University di Sendai (una delle città più colpite dal terremoto) hanno analizzato il cervello di 42 studenti dell’università sopravvissuti al cataclisma – si legge – Questi studenti avevano già partecipato ad altri studi di risonanza magnetica prima del terremoto: in questo modo, avendo fotografie del loro cervello prima dell’evento, e ri-fotografandolo dopo, è stato possibile capire quali sono stati i cambiamenti”.
Wired continua spiegando che “negli studenti, pochi mesi dopo il sisma, si è ridotta una zona del cervello nota come corteccia orbitofrontale (Ofc) sinistra. La funzione precisa dell’Ofc non è ancora chiara, ma è noto che ha a che fare con il modo con cui reagiamo alla paura. Quando l’Ofc si lesiona, i pazienti fanno fatica a smettere di avere paura”.
E poi si arriva al cuore del problema. “È interessante notare come, in generale, danni all’Ofc sono stati correlati anche a comportamenti disinibiti come dipendenza dal gioco d’azzardo, ipersessualità o dipendenza da droghe: guarda caso, un aumento di questi comportamenti viene riportato regolarmente dopo i terremoti: anche in Abruzzo”, scrive il cronista Massimo Sandal, citando tra l’altro un articolo di AbruzzoWeb. (alb.or.)



