L’AQUILA – A L’Aquila affitti medi per una stanza singola anche fino a 400 euro al mese, a Pescara 300 euro se va bene, Teramo idem, mentre a Chieti, la più economica, si è intorno ai 250 euro.
Questo il costo che si devono sobbarcare gli studenti fuori sede delle università abruzzesi. Meno certo di situazioni paradossali, dove studiare diventa sempre più un lusso per pochi, come a Milano, oltre i 7oo euro, Bologna e Firenze, oltre 600 euro, Roma, oltre i 55o euro, e Trento e Brescia sopra i 500 euro mensili.
Come già riferito da Abruzzoweb, già si è alzata la protesta indignata dei interessati, gli studenti, secondo i quali quest’anno, a fronte di una domanda stabile, i prezzi delle camere singole sono passati da una media di 461euro a 613euro: +152 euro al mese, “frutto – dicono i ragazzi – di pura e vergognosa speculazione resa possibile anche dall’assenza di politiche abitative”.
“La media di 613 euro per una stanza singola mette in evidenza un tema: l’esigenza di un reale investimento in politiche abitative che mettano al centro la residenzialità pubblica anziché incentivare quella privata, che necessariamente specula sui bisogni concreti di studenti e studentesse. L’abitare è un diritto, non un lusso. E studiare sta diventando un lusso, il Governo non può continuare a ignorare un problema così ingombrante”, sostiene Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale dell’Udu, l’Unione degli universitari, interpellato dall’Ansa.
Secondo un’indagine condotta da Cgil, Sunia e della stessa Udu a livello nazionale, il 46% degli studenti ha trovato annunci truffaldini durante la ricerca casa. E almeno il 40% ha accettato una stanza in affitto in nero, spesso per evitare costi aggiuntivi o per paura di restare senza alloggio.
Significativo è però anche uno studio di Immobiliare,it, secondo il quale in alcune città italiane la domanda di stanze singole sta iniziando a rallentare, proprio per i prezzi inaccessibili, ma anche ad un aumento dell’offerta disponibile.
Questo accade dopo anni di forte crescita: ad esempio rispetto a 12 mesi fa, la richiesta a Torino ha fatto segnare un -3%, a Firenze un -6%, a Milano un -13%, a Verona un -20%, a Bologna e Napoli rispettivamente addirittura un -38% e un -47%. Nello studio ci sono alcuni dati sulle città abruzzesi e risulta che a Chieti la domanda è scesa del 14%, a Pescara del 19%. Non ci sono dati per L’Aquila e Teramo.
In altre storiche città universitarie, invece, l’interesse continua a salire: è il caso di Venezia, che anno su anno sperimenta un solido +30%. Nel complesso, tra aumenti e cali, la domanda in Italia mostra una sostanziale stabilità rispetto a 12 mesi fa.
“Il settore delle stanze sta evidenziando segnali di assestamento, in particolare sul fronte della domanda, dopo un prolungato periodo di forte espansione – osserva Luke Brucato, Chief Strategy Officer di Immobiliare.it Insights – Studenti universitari e giovani lavoratori fuori sede mostrano una crescente propensione a spostarsi verso aree periferiche o ben collegate alle grandi città, alla ricerca di soluzioni abitative più accessibili, non solo in termini di canone per posto letto ma anche rispetto al costo complessivo dell’immobiliare”
Se si è parlato di un allentamento della domanda a Roma invece l’interesse continua a crescere, con un importante +20% nel confronto con 12 mesi fa. Un dato identico a quello di Ferrara e Bergamo, ma più contenuto rispetto a quello di altri importanti centri universitari. Oltre alla già menzionata Venezia, anche Genova, per esempio, presenta un interesse in rialzo del 59%, ma nessuno raggiunge Ancona (+77%).
Tornando ai prezzi “mostre”: entrando nel dettaglio dei quartieri, a Milano quello più costoso è Quadronno-Palestro-Guastalla (846 euro al mese), seguito dal Centro (839 euro al mese) e da Genova-Ticinese (830 euro al mese). A Roma, Testaccio-Trastevere, con 695 euro al mese, supera Parioli-Flaminio (676 euro al mese), l’anno scorso in testa. Appaiati sul terzo gradino del podio Casalotti-Casal Selce-Maglianella e il centro Storico, con 672 euro al mese.
La città in cui la disponibilità è aumentata di più negli ultimi 12 mesi, guardando agli annunci pubblicati su Immobiliare.it, è Napoli (+95%), seguita da Padova (+89%) e Novara (+64%).
I cali più marcati sono invece quelli di Bergamo (-55%), Brescia (-66%) e Udine (-83%).
Calo dell’offerta, così come della richiesta, anche a Milano e Torino (-8% per entrambe) e Genova (-14%), mentre la disponibilità si amplia a Bologna (+38%) e Firenze (+22%). Perfettamente stabile il dato di Roma.






