TERAMO – Ha festeggiato i suoi primi dieci anni il corso di laurea in Biotecnologie della riproduzione dell’Università di Teramo, con l’evento “Biotech-Ri incontra” nella Sala delle lauree della facoltà di Scienze politiche.
Presieduto dalla prof Barbara Barboni, questo corso è l’unico in Italia che dà una preparazione teorica e pratica sulle tecnologie per ricreare artificialmente i processi cruciali della riproduzione.
Dal 2002 il corso forma specialisti in grado di gestire i laboratori di riproduzione assistita, sia in campo veterinario che medico.
Ad aprire gli interventi il saluto di Liborio Stuppia, dell’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, ateneo partner del corso teramano, e di Leonardo Santi, past president del Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie, insignito nel 2005 a Teramo della laurea ad honorem in Biotecnologie della riproduzione.
La prof Barboni ha poi ripercorso con una carrellata i dieci anni di Biotecnologie della riproduzione a Teramo; la spagnola Anna Vega, presidente della European Society of Human Reproduction and Embriology, ha affrontato il tema delle cellule staminali nella riproduzione, mentre Luca Gianaroli, docente del corso e direttore scientifico della Società italiana Studi di medicina della riproduzione, ha parlato della necessità di investire nella formazione in questo settore delicato e ad alta tecnologia.
Ma il clou della giornata è stato costituito dagli interventi dei giovani laureati in Biotecnologie della riproduzione, che hanno snocciolato esperienze, ricerche e lavoro attraverso collegamenti dall’estero e testimonianze in sala.
A coordinare le testimonianze Luciano Ragno, giornalista scientifico e docente del corso.
Subito dopo un altro docente, Nicola Bernabò, ha parlato del ruolo dei Social media per il corso di Biotech-Ri.
Al termine della giornata, infine, il presidente del Lions Club di Giulianova, Enrico Chiappini, ha consegnato il premio di laurea intitolato a “Luigi Falini”.



