L’AQUILA – Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, boccia i rettori uscenti e usciti dalle università abruzzesi, con un chiaro riferimento a quello aquilano, Ferdinando Di Orio, e auspica un nuovo corso che elimini “la cura degli orticelli e dei territori” in favore di un unico sistema con “70 mila studenti”.

Tutto questo nel giorno in cui si è registrato un colpo di scena nella corsa al rettorato dell’Università dell’Aquila, che culminerà con la votazione del prossimo 30 maggio.

Durante un incontro, infatti, il professor Francesco Vegliò, candidato del dipartimento di Ingegneria industriale, e soprattutto attuale prorettore vicario, cioè numero 2 dell’Ateneo, ha infatti preso nettamente le distanze dalla gestione del rettore uscente, Ferdinando Di Orio.

Successivamente, però, ha precisato in una nota di voler solo “mettere fine alla guerra tra guelfi e ghibellini che divide l’Ateneo da anni”.

In particolare, l’endorsement c’è stato nella riunione di presentazione della candidatura al dipartimento Discab, l’ala della ex facoltà di Medicina in cui c’è una buona fetta degli oppositori della governance uscente e di Di Orio.

Vegliò ha detto a chiare lettere, di fronte a un uditorio sorpreso, che in un eventuale e probabile ballottaggio tra un candidato di continuità come la professoressa Maria Grazia Cifone e un candidato di rinnovamento, come la professoressa Paola Inverardi, appoggerebbe il rinnovamento, pur non essendo in grado di “pilotare” i voti dei colleghi.

Una mossa con cui Vegliò pare smarcarsi dal fardello dell’investitura ormai diventata ingombrante di “delfino” del rettore uscente, messo sotto accusa per la sua gestione autoritaria dell’università e che il prossimo ottobre dovrà comparire in tre processi penali.

Da quanto si acuisce, Vegliò vuole evitare il rischio di interpretare il ruolo del ‘portatore d’acqua’ in un disegno ben pilotato da parte di Di Orio, smaliziato esperto di strategie elettorali.

Tra l’altro sembra un comune e curioso destino, quello dei prorettori dell’ateneo aquilano: quello di cercare di scaricare il rettore uscente. Infatti esattamente la stessa dinamica era accaduta per uno degli altri candidati, il professor Angelo Luongo. Anche lui era un fedelissimo, anche lui si smarcò dal rettore (e fu defenestrato).

E la platea, altra coincidenza, è sempre la stessa, il dipartimento Discab, di fronte al quale evidentemente i candidati si sentono liberi di gettare la maschera.

Da segnalare che la candidata Cifone, forse non informata della scelta di campo di Vegliò, ha dichiarato che in caso non fosse lei ad andare al ballottaggio, supporterebbe Vegliò nella corsa. Un affetto che non sembra non troppo ricambiato.

Un primo assaggio di campagna elettorale vera, intanto, si avrà nel pomeriggio di giovedì, con i quattro candidati alla guida dell’Università chiamati a confrontarsi nella sede del Consiglio comunale dell’Aquila.

Infine una curiosità che la dice lunga sul clima da 8 settembre che si respira nei corridoi della Reiss Romoli. Il rettore uscente ha aggiornato le fotografie degli ex rettori, che campeggiano nel corridoio del rettorato. Ha aggiunto anche la sua: chissà che voglia dimettersi il giorno dopo l’elezione del suo successore.

Intanto sul “totorettore” già andato in archivio oppure in corso nei vari Atenei ha parlato oggi il presidente della Regione, Gianni Chiodi, durante un incontro all’Università di Teramo.

Chiodi ha accusato i vecchi rettori o gli uscenti di essere “interpreti del passato e di un sistema che non poteva più reggere, essendo basato sulla cura degli orticelli e dei territori. Ora ci sono rettori giovani che si stanno dando da fare per una nuova prospettiva all’Abruzzo”, ha concluso. (b.s.)

LA PRECISAZIONE DI VEGLIO’: “VOGLIO SOLO FAR FINIRE GUERRE”

Gentile Redazione, volevo aggiungere qualche cosa che non è stato indicato correttamente o forse interpretato male circa l’articolo apparso su AbruzzoWeb ed aggiungere le altre cose che sono state discusse per ragioni di completezza.

L’incontro presso il DISCAB si è svolto in modo molto cordiale e civile e ho esposto la mia visione di questo Ateneo riprendendo cio’ che avevo anche detto pubblicamente nell’Assemblea del 9 Maggio: una gestione di questo Ateneo con il rispetto di tutti e con la fine di questa guerra tra “Guelfi e Ghibellini” tra due fazioni che trascinano tutti in questa situazione incresciosa che certo non fa bene a tutto l’Ateneo.

Ho ripreso questo discorso presso il DISCAB rispondendo alla questione che mi era stata sollevata anche in Assemblea: in qualche maniera se un Pro-rettore sceglie di farlo in qualche maniera poi sarebbe “complice” di chi lo ha scelto (questo è il senso generale delle domande che mi sono state rivolte) come anche di alcune mie inadempienze su alcuni punti discussi in SA.

Ho risposto premettendo che ho votato tutte e due le volte per il Rettore uscente e che la mia posizione era quella che ha definito molto meglio di me il Prof. Schippa in un recente articolo su Il Centro: in sintesi se questa Università esiste ancora lo dobbiamo a questo Rettore ed ovviamente a tutte le persone che hanno lavorato con lui per questo. Ho detto anche che ammiro il suo carattere forte e deciso ma questo forse è stato dimenticato nell’articolo.

Ho raccontato della mia scelta “tormentata” se accettare questo incarico di Pro-Rettore che è stata fatta non per la persona ma per la figura che essa rappresenta. Il prof. di Orio è il nostro Rettore eletto da tutti e mi rappresenta e ci rappresenta questo non lo dimentico mai. Quindi ho preso questo incarico con spirito di servizio ed ho elencato le poche cose fatte in questo breve periodo, rammentando, per rafforzare la mia visione di Ateneo, che in alcune iniziative ho giustamente cercato di coinvolgere tutti i Dipartimenti interessati e in particolare sia il MESVA che il DISCAB (che come è noto rappresentano due raggruppamenti diciamo “antagonisti” almeno nella visione nei confronti dell’attuale Rettore).

Ho raccontato forse troppo con il “cuore aperto” come sono arrivato a questa Candidatura, che non avevo nessuna intenzione di candidarmi e che il nostro Candidato (del DIIIE ma per tutto l’Ateneo) era il Prof. Parasiliti , e che solo a valle di questa rinuncia, dietro la spinta di qualche Collega, mi sono fatto avanti e che ci sono volute ben due assemblee del DIIIE per valutare questa possibilità. Dopo di che ho deciso e sono sceso nella competizione.

Come ho detto più volte, non solo presso il DISCAB, ma anche in assemblea il 9 Maggio, se dovessi essere eletto mi piacerebbe essere il fautore di un clima di riappacificazione e comunque di essere una figura di garanzia per tutti (ed il 9 Maggio quando ho detto “tutti” l’ho detto con una certa enfasi e sottolineatura nel senso che avrei garantito anche chi non mi avesse eletto – perché alla fine il Rettore è di tutti – nessuno escluso).

Ho anche detto che se dovessi giudicare la mia persona direi che forse mi manca quella esperienza politica e “malizia” che poi ha portato a travisare infatti quello che è  stato indicato nell’articolo in questione.

Alla domanda di come avrei spostato i voti in caso di alleanze, ho detto semplicemente che ritenevo di essere una persona che “aggrega” le persone e non che sia capace di spostare voti.

Premesso che ho profonda stima per tutti i Candidati e che sono tutti molto competenti e preparati (come ho detto più volte e questo è un valore di questa competizione) in un caso di ballottaggio tra la Prof.ssa Cifone e la Prof. Inverardi volevo intendere che la prima scelta avrebbe di fatto portato l’Ateneo ad altri 6 anni di “conflitti” ma non per la persona che stimo tantissimo che ho detto come fosse una grande lavoratrice (e in Assemblea c’è stato qualche mormorio di disappunto a questa mia affermazione) ma perché considerata come rappresentante della “continuità” e che avremmo continuato ad avere in qualche modo la situazione attuale che ho indicato all’inizio di questa mia nota e che nelle mie intenzioni vorrei cercare di spezzare (oggi penso… forse un po’ troppo ingenuamente): questa assurda contrapposizione di cui le responsabilità sono di tutti in qualche maniera e di cui non giustifico ne l’una e né l’altra parte. Nel caso della Prof. Inverardi ho ribadito che ha la mia stima, ma sono stato interrotto.

Successivamente poi ho detto che non mi sembrava che in questo periodo di gestione di vita dei Dipartimenti il suo Dipartimento avesse dato prova di collaborazione per fornire i Docenti delle materie di base (ed in una trasmissione su TVUNO ho detto in maniera chiara che non a caso rimpiangevo le Facoltà). Ho menzionato il caso di tre nostri Docenti di Matematica che sono stati in qualche modo estromessi dai loro corsi che tenevano da anni e che gravitano nei corsi gestiti dal DISIM. Inoltre dell’assenza di collaborazione ad aiutarci come DIIIE a coprire le materie di base (ma questo non è stato riportato nella nota). Ovvio che ho menzionato anche che questo è anche dovuto alla mancanza di un coordinamento e della mancanza delle Scuole (di cui ho ampiamente parlato ma non risulta traccia di neanche di questo).

Altro punto discusso è stato il rapporto con le ASL (di cui non c’è traccia): mi è stato detto, forse anche scherzosamente, che se avessi fatto in modo di dare gli incarichi ad esempio di Pro-Rettore Delegato ai rapporti con la ASL a qualche componente del DISCAB avrei immediatamente preso i voti di questo Dipartimento: ho riaffermato la mia posizione e visione del Rettore che deve essere una persona di Garanzia per tutti e che non ci sono medici di serie A e di serie B perche si fa parte di un Dipartimento o dell’altro. Ho ipotizzato una possibile proposta di nominare tre persone Colleghi Medici (in base alle percentuali presenti nei due Dipartimenti MESVA e DISCAB ed al Curriculum) che si alternassero come rappresentanti ogni anno in tal senso: ho ribadito di nuovo la mia visione dell’Ateneo e della posizione di Rettore come garante di tutti. Questo punto non è stato riportato nell’articolo.

Sulla Fondazione ho espresso un giudizio positivo e che essendo un ente strumentale dell’Ateneo deve essere ancora più trasparente sui costi di gestione ma come tutte le cose che riguardano le attività dell’Ateneo: di trasparenza anche se c’è è sempre meglio incrementarla. Su questo tema però non si è approfondito molto ed ho notato che c’è stata una assoluta contrarietà a questo ente quando invece risulta presente anche altri prestigiosi Atenei. Comunque questo punto è stato scarsamente dibattuto.

Per quanto riguarda il rinvio a giudizio del Rettore (e veniamo ai dieci punti del Prof. Tiberti), è stato l’ultimo punto discusso alle domande che mi erano state poste, ho detto che alcuni punti sono condivisibili e che non mi sono mai trincerato per il mio carattere dietro a pregiudizi sulle persone e che se le idee e le critiche sono buone queste vanno prese in considerazione discusse e valorizzate: alcune come quelle sulla riduzione del parco auto mi sembrano delle idee giuste ed in generale in linea su quanto riportato nel mio programma di taglio dei costi inutili. Ho menzionato che prima dell’eccellenza vorrei una Università “Normale” dove ci sia il rispetto tra Colleghi (e tra questi metto tutti e non faccio distinzione tra Docenti e personale Tecnico-Amministrativo e Bibliotecario): questo è stato apprezzato dall’assemblea.

Ma sul punto della costituzione parte civile (il secondo punto del decalogo del prof. Tiberti che ho ancora cerchiato nei miei appunti) ho detto che il CdA si è espresso all’unanimità (come è possibile verificare dai verbali) e che il materiale che è stato fornito e le argomentazioni di tutto il CdA sulla scelta effettuata era l’unica possibile soluzione per mantenere in vita la Facoltà di Ingegneria. Vorrei fare presente che lo stesso Rettore aveva richiesto all’Avvocatura dello Stato chi si dovesse esprimere per la costituzione parte civile per la vicenda ex-Optimes e che in maniera del tutto trasparente avevo portato in quel CdA la lettera dell’Avvocato del Prof. Tiberti che, tramite il sottoscritto in qualità di Pro-Rettore Vicario, chiedeva appunto la costituzione come parte civile per la vicenda ex-Optimes. Tutto questo è possibile verificarlo analizzando i verbali di quel CdA presieduto dal sottoscritto. Dopo di che sarà la Magistratura a decidere la verità giudiziaria su questa vicenda e ci saranno tutti i tempi per prendere questa decisione in sede civile.

Aggiungo che vorrei fare notare che solo il prossimo anno torneremo a Roio e la domanda che mi viene spontanea è… che fine avrebbe fatto la Facoltà di Ingegneria in questo periodo? Forse qualcuno se lo dovrebbe chiedere!!!

Per completare il quadro, tra le cose che ho detto in questa riunione del DISCAB, ai tempi del sisma, ero tra quelli che voleva spostare il corso di Laurea di Ingegneria Chimica a Pescara (avevo già trovato i locali e le strutture presso la Facoltà di Economia) ma che quella mia proposta fu bocciata dal SA e dallo stesso Rettore: oggi credo che quella mia scelta fosse sbagliata e che invece fosse giusta la visione del nostro attuale Rettore (dopo di che’ tutti ci siamo messi a lavorare in quella direzione): quindi riaffermo di nuovo che questa Università e la nostra ex Facoltà deve moltissimo alla sua gestione.

Poi il MR è un uomo come tutti gli altri (nessuno credo si possa definire infallibile) e ci possono essere ovviamente scelte che si possono condividere o meno sul presente e sulla gestione passata. Personalmente posso dire che in questo periodo ho avuto modo di esprimere liberamente il mio parere ed il mio pensiero con lui e la cosa mi sembra talmente normale che scriverlo mi sembra una cosa strana. Vi assicuro che non sono stato “mangiato” vivo…

L’unico mio rammarico di questa vicenda è avere dato l’impressione di “scaricare” la Prof.ssa Cifone che colgo l’occasione di confermare il mio apprezzamento per il lavoro che svolge quotidianamente (anche con troppa dedizione direi… ma lo dico affettuosamente per il suo stesso interesse): il mio intervento era legato alla “rottura” di questo clima di cui molti come me sono stanchi e non sulla sue capacità gestionali. Confermo pubblicamente che ho grande stima per tutti i Candidati, nei programmi di ognuno ci sono spunti positivi ed ovviamente anche aspetti che si possono discutere (nel mio caso ho sempre detto che mi manca una certa malizia politica e la necessità di questa replica ne è dimostrazione).

Mi chiedo se sia possibile veramente cambiare il volto di questa Università e questo episodio mi stà facendo riflettere molto su tutta questa vicenda elettorale e ci rifletterò…

Vi prego cortesemente di riportare integralmente questa mia precisazione a supporto del vostro articolo.