L’AQUILA – “La situazione dell’Università degli Studi dell’Aquila desta gravissime preoccupazioni. Mentre l’ateneo celebra i 2.100 immatricolati come un successo, la realtà è ben diversa. La qualità della didattica si colloca nel terzile più basso tra gli atenei del Sud Italia secondo l’ANVUR. L’unico primato è quello della sostenibilità ambientale (UI GreenMetric), legato alle borracce distribuite agli studenti – iniziativa lodevole ma che non compensa le carenze accademiche”.
A scriverlo, in una nota inviata ad AbruzzoWeb, un gruppo di studenti dei Corsi di Studio sanitari: “Scriviamo uniti, al di là di ogni divisione politica, per dimostrare quella maturità che l’attuale dirigenza non ha nel confrontare i problemi”, sottolineano.
“La situazione delle strutture è allarmante – viene evidenziato nella nota – Le aule del blocco 11 sono autentici sotterranei: 60 studenti stipati in 35 metri quadri senza finestre, mentre spazi più dignitosi e luminosi, attrezzati dai docenti nel Delta 6 sono stati ritenuti fuori norma. È paradossale: ci vietano di usare aule dignitose perché “non a norma”, mentre ci costringono a lezioni in locali che violano ogni standard didattico e di sicurezza”.
“Allo stesso modo – continuano – combattiamo con Docenti fantasma che compaiono solo sugli orari e nelle buste paga, ma che delegano sistematicamente ad assegnisti, dottorandi e assistenti (quando ci va bene). Alcuni di noi hanno conosciuto i propri professori solo il giorno dell’esame. Altri neppure quello. È desolante!”.
E ancora: “Nella nostra formazione pratica, la situazione è ancor più drammatica: in Medicina auscultiamo un paziente un minuto al mese, mentre la Clinica Odontoiatrica è chiusa dal 2020, rendendo i nostri tirocini un’esercitazione teorica. L’Ospedale Regionale San Salvatore è sempre più depotenziato. Molti primari, provenienti da altre regioni, curano se stessi ed i propri cari altrove, dimostrando così la loro stessa sfiducia nel sistema che dovrebbero dirigere. Abbiamo presentato mozioni in Senato Accademico, ricevendo solo risposte evasive”.
“Il Consiglio dell’Ordine dei Medici – prosegue la nota -, dopo aver chiesto e ottenuto il nostro sostegno elettorale promettendo battaglie per la sanità locale e l’università, si è limitato ad acquisire una poltrona d’oro in FNOMCeO, mentre sbandierava ai media i tagli ai compensi dei consiglieri”.
“Di fronte a tutto questo, i tre candidati rettori offrono scenari desolanti. Il ‘figlio accademico’ del GSSI, che con i suoi 13 milioni di FFO per soli 200 studenti (contro i nostri 45 milioni per 16.000 iscritti) rappresenta tutto ciò che dovrebbe essere evitato; il membro muto del Consiglio dell’Ordine, che alza la voce con i deboli; il candidato fantasma, assente dal dibattito e invisibile alle emergenze quotidiane. Questa non è più solo incompetenza, ma complicità nel degrado. Come quello che circonda il campus di Coppito”.
“Chiediamo un leader che sappia imporsi sia dentro l’Ateneo che verso le istituzioni e che restituisca dignità alla nostra formazione. Il nostro candidato probabilmente sarà altrove”, conclude la nota.






