L’AQUILA – Il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi dell’Aquila ha approvato nella seduta del 24 giugno il nuovo Regolamento tasse per l’anno accademico 2026/2027, introducendo una revisione del sistema di contribuzione studentesca che prevede un aumento delle tasse universitarie per gran parte della popolazione studentesca.
Tra le principali novità figurano l’introduzione di una nuova fascia Isee universitario compresa tra 45.000 e 60.000 euro e l’aumento della contribuzione a partire dalla terza fascia Iseeu, con un incremento massimo del contributo onnicomprensivo annuo pari a 250 euro per gli studenti entro il primo anno fuori corso e a 290 euro per quelli dal secondo anno fuori corso. Resta invece invariato il tetto della no tax area.
L’Ateneo ha motivato l’intervento richiamando la crescente inflazione e la necessità di adeguare la tassazione universitaria al panorama nazionale, sottolineando come UnivAQ abbia mantenuto sostanzialmente invariata la contribuzione studentesca negli ultimi dieci anni, rappresentando finora l’università con le tasse più basse in Italia.
Ad opporsi le associazioni studentesche dell’Udu ed Eolo.
“Riteniamo che non si tratti solo di un aggiustamento tecnico, ma di una scelta politica precisa che segna un arretramento preoccupante nel modello di università pubblica e inclusiva che l’Ateneo aquilano prova faticosamente a rappresentare – spiega l’Udu -. Respingiamo con forza l’idea che la comunità studentesca debba farsi ulteriormente carico della gestione finanziaria dell’Ateneo, con un aumento della contribuzione fino a 800.000 euro per coprire costi di gestione e sopperire alle incertezze riguardanti la distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario”.
“Tutto questo, peraltro, senza intaccare minimamente la componente studentesca afferente alla scuola della Guardia Di Finanza, per la quale insiste una convenzione a sé stante tra Ateneo e la suddetta scuola. Il contesto sociale ed economico in cui viviamo presenta alle studentesse e agli studenti un conto salatissimo: aumento del costo della vita, inflazione crescente, affitti e trasporti sempre più proibitivi, quasi totale assenza di Residenzialità Pubblica Universitaria, a fronte di stipendi che non crescono di pari passo L’attuale sistema di tassazione dell’Aquila, anche grazie alle vittorie del sindacato studentesco Udu L’Aquila , è stato finora un primato di equità; modificarlo a rialzo significa minare l’identità stessa di Univaq”, prosegue l’Udu.
Dal punto di vista tecnico, “il nuovo sistema di tassazione prevede un aumento dell’importo del COA per tutti gli scaglioni di reddito: ad eccezione della componente studentesca che già prima non pagava tasse, tutti gli altri saranno chiamati a versare un contributo maggiorato, anche di alcune centinaia di euro. Verrebbero innalzate le soglie per l’accesso agli sconti per merito (voto di diploma e CFU acquisiti). In particolare, per ottenere lo sconto sarà necessario conseguire 25 CFU per il secondo anno e 40 per gli anni successivi. Questa misura rende lo sconto per merito un privilegio di pochissimi riducendo sostanzialmente la platea di beneficiari. In base ai dati forniti dall’ateneo, riteniamo che non si tratti di una manovra economica necessaria, quanto una scelta politica che si colloca nella società tossica della performance”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Eolo.
“Siamo stati da subito contrari a tale aumento e abbiamo esposto tutte le nostre perplessità nelle sedi competenti”, spiegano i rappresentanti. Tra le principali criticità evidenziate vi sono l’aumento dei requisiti di merito necessari per accedere alle agevolazioni annuali e il nuovo sistema di calcolo degli anni di iscrizione ai fini contributivi, che prenderebbe come riferimento il primo anno di immatricolazione anziché l’anno di corso effettivo. Provvedimenti che rischiano di avere effetti molto pesanti sugli studenti e sulle loro famiglie, anch’esse alle prese con l’aumento del costo della vita. Abbiamo evidenziato, inoltre, le difficoltà che incontrano gli studenti dei corsi con gli esami a blocchi nel raggiungimento dei requisiti di merito richiesti”.
Particolare preoccupazione “riguarda anche il nuovo conteggio degli anni di carriera, che terrebbe conto anche retroattivamente di eventuali passaggi di corso, anni di ripetenza e trasferimenti. “Con un sistema di questo tipo verrebbero considerati fuori corso molti studenti che, nei fatti, sono in corso, e che sarebbero quindi chiamati a sostenere una contribuzione da fuoricorso pur non essendolo fattivamente. A seguito delle osservazioni avanzate dalla rappresentanza studentesca, l’Ateneo ha manifestato la disponibilità ad approfondire alcune delle questioni sollevate. In particolare, sul tema del calcolo degli anni di iscrizione e dell’aumento dei requisiti di merito è stata avviata un’interlocuzione finalizzata alla revisione delle misure e la questione tornerà all’attenzione dei prossimi Consigli di Amministrazione”.
“Per tutte le ragioni esposte, la nostra rappresentante in Consiglio di Amministrazione ha espresso voto contrario al provvedimento, pur riconoscendo l’apertura dimostrata dall’Ateneo nell’accogliere alcune delle osservazioni presentate. Continueremo a portare nelle sedi istituzionali le istanze degli studenti affinché il sistema contributivo sia sempre più equo, trasparente e sostenibile”.






