L’AQUILA – Oggi potrebbe avere un volto il nuovo rettore dell’Università dell’Aquila, il primo donna nella storia, che succederà dopo 9 anni ininterrotti con due mandati e due proroghe a Ferdinando Di Orio.

Salvo sorprese che sembrano improbabili, alla direttrice del dipartimento di Scienze, Paola Inverardi, appoggiata dagli oppositori dell’ex senatore, basterà infatti replicare il risultato dello scorso turno di votazioni per essere eletta al terzo scrutinio battendo la sua concorrente, la direttrice del dipartimento di Medicina clinica Maria Grazia Cifone, emanazione dei dioriani.

Una sfida tutta al femminile che forse metterà fine alla faida velenosa che da due anni sta spaccando l’Ateneo tra i due blocchi.

Urne aperte alle 10.30 all’aula 6 della ex Scuola Reiss Romoli, alle 19.30 la chiusura, verso le 21 o forse anche prima potrebbe arrivare l’ufficialità.

Anche all’ultimo giorno non sono mancati i colpi di scena. Secondo quanto si è appreso, Di Orio ha provato a convincere la Cifone a fare un passo indietro, trasformando il terzo match elettorale in un plebiscito con un unico candidato.

Una mossa che avrebbe gli avrebbe consentito un’uscita di scena in grande stile, con la nomea del ‘pacificatore’, ma i piani di Di Orio sono stati guastati dal no sorpreso e furioso della Cifone che, invece, ha proseguito il pressing con i suoi collaboratori a caccia di ogni singolo voto e vuole giocarsi il tutto per tutto.

Ecco perché, in una email con un ultimo appello al voto a tutti i grandi elettori, la Cifone ha detto che con lei ci sarà “un Ateneo libero”, singolare visto che si pone in continuità di una governance autoritaria e autoreferenziale.

Inoltre ha contestato alcuni progetti come il Gran Sasso Science Institute, la scuola di alta formazione da 30 milioni di euro (che ha la Inverardi dentro il comitato ordinatore) la cui nascita per la Cifone ha “escluso, offeso, umiliato, mortificato la nostra Università”.

“Il rettore – la replica – non è mai stato favorevole, mai è stato possibile costruire un rapporto istituzionale con questa iniziativa condivisa da governo, Regione e Comune, non è che l’ha fatta Paola Inverardi”.

Un intervento pacato e non troppo graffiante, nello stile del personaggio che per tutta la campagna ha paradossalmente attaccato più i suoi che i dioriani, cercando di aggregare per intercettare il maggior consenso possibile, e riuscendoci.

L’EMAIL DELLA CIFONE

Il testo inviato in posta elettronica dalla Cifone ci va giù duro soprattutto lì dove la ex preside di Medicina denuncia “tentativi invasivi e le ingerenze dal mondo esterno tese a intaccare la nostra autonomia” rivendicando, dal canto suo, “un’idea di Università aperta e, soprattutto, libera” e facendo sottintendere una visione opposta dall’altro lato.

Segue una lista di “vorrei” in cui la Cifone ricorda una serie di punti programmatici: “Voglio lavorare insieme a voi per preservare l’offerta formativa che faticosamente abbiamo costruito nel tempo… Non voglio l’Università ‘elitaria’, né il numero chiuso, voglio sostenere i Ricercatori giovani non a scapito dei meno giovani, vorrei preservare le Scienze di Base così come le Scienze Umane”, scrive.

Nell’ultima parte della lettera, la rivendicazione del forte sostegno dato dagli studenti alla Cifone, l’unica categoria in cui ha superato tutti in entrambi i turni di votazione.

“Si sono fatti guidare nella loro scelta dai fatti e dalla storia reale di questo Ateneo”, conclude la candidata, anche se negli ambienti universitari è nota la vicinanza di una grossa fetta di consenso studentesco, segnatamente l’Unione degli universitari (Udu), alle posizioni dioriane, e gli studenti fin qui hanno votato un candidato ‘reazionario’ piuttosto che uno ‘rivoluzionario’.

LA REPLICA DELLA INVERARDI

 “L’appello al voto è nel diritto della professoressa Cifone. Non mi sembra che rispecchi proprio la realtà dei fatti, ma è inutile ora fare polemiche, non mi sembra il caso”.

Così la Inverardi commenta l’email diffusa dalla sua concorrente come ultimo disperato appello elettorale.

“Sul Gran Sasso Science Institute tutti ricorderanno che il rettore non è mai stato favorevole – ribatte la Inverardi alla critica – né è mai stato possibile costruire un rapporto istituzionale con questa iniziativa che, ricordo, è condivisa dal governo, dalla Regione e dal Coomune, non è che l’ha fatta Paola Inverardi!”.

“Anzi – aggiunge – il fatto che io sia stata nominata dal ministro nel comitato era un elemento di attenzione nei confronti dell’Ateneo dell’Aquila”.

La Cifone ha anche rivendicato la sua vittoria nel voto studentesco, mentre tra docenti e personale la Inverardi ha fatto man bassa.

“Ho già detto che mi rammarico per non essere riuscita a parlare con i ragazzi – prosegue – non ho dubbi che ci riuscirò a parlare dopo. Dice che hanno votato in base ai fatti? Questo lo devono dire gli studenti, né io né lei”.

La Inverardi, infine, non fa nessun altro spot a suo favore. “Il mio appello al voto? Non c’è. Spero solo che tutti vadano a votare e serenamente votino chi pensano rappresenti meglio la loro idea del futuro dell’Università”.

I CANDIDATI


MARIA GRAZIA CIFONE

Nata a Caracas, ha 56 anni. Dopo la maturità Scientifica dal 1974 si è trasferita all’Aquila, dove ha studiato Scienze biologiche. È stata prima ricercatrice, poi professore associato, di prima fascia e quindi preside dal 2004 al 2011. È considerata una “fedelissima” dell’uscente Di Orio del quale ha dichiarato: “Non ha fatto errori”.

IL PROGRAMMA (pdf)

L’INTERVISTA

PAOLA INVERARDI

Nata all’Aquila 55 anni fa, è professore ordinario dal 1994. Dal 2008 è diventata preside della facoltà di Scienze. In campagna elettorale ha lanciato strali tanto al rettore, “voleva fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci”, quanto all’opposizione, “personalistica e caciarona”.

IL PROGRAMMA (pdf)

L’INTERVISTA

TOTORETTORE – secondo TURNO
<span style='NOME E COGNOME <span style='Docenti <span style='Studenti <span style='Personale <span style='Totale
PAOLA INVERARDI
262
<span style='(262)
10,5
<span style='(21)
31,08
<span style='(184)
 303,58
<span style='(467)
MARIA GRAZIA CIFONE

153
<span style='(153)

23
<span style='(46)
19,42
<span style='(115)
195,42
<span style='(314)
FRANCESCO VEGLIO’
66
<span style='(66)
22,5
<span style='(45)
13,51
<span style='(80)
 102,01
<span style='(201)
Quorum: 312,78 – Voti pesati: docenti 1 – studenti 0,5 – personale 0,15
TOTORETTORE – PRIMO TURNO
<span style='NOME E COGNOME <span style='Docenti <span style='Studenti <span style='Personale <span style='Totale
PAOLA INVERARDI
208
<span style='(208)
10
<span style='(20)
21,4
<span style='(127)
 239,4
<span style='(355)
MARIA GRAZIA CIFONE

143
<span style='(143)

26
<span style='(52)
19,6
<span style='(116)
188,6
<span style='(311)
FRANCESCO VEGLIO’
65
<span style='(65)
20,5
<span style='(41)
16,0
<span style='(95)
 101,5
<span style='(201)
ANGELO LUONGO
35
<span style='(35)
0
<span style='(0)
4,5
<span style='(27)
39,5
<span style='(62) 
Quorum: 366,4 – Voti pesati: docenti 1 – studenti 0,5 – personale 0,15