L’AQUILA – “Ferdinando Di Orio resterà presidente della Fondazione dell’Università”.

Il nuovo rettore dell’Ateneo dell’Aquila, Paola Inverardi, non ha dubbi sul ruolo del suo predecessore all’interno dell’organismo legato all’Ateneo aquilano e anzi, apre ai ‘dioriani’ nel suo nuovo mandato fresco di investitura, affermando che il consiglio d’amministrazione, rinnovato da un anno e costituito in maggioranza da sostenitori di Di Orio, “non creerà problemi, perché costituito da colleghi che hanno sempre collaborato dal punto di vista istituzionale”.

La Inverardi cerca così di smorzare le tensioni tra le fazioni pro e contro Di Orio che hanno spaccato l’Università negli ultimi due anni, disattendendo così le aspettative degli oppositori che l’hanno sostenuta nella corsa al governo dell’Ateneo aquilano, che chiedevano netta discontinuità e che molto probabilmente, a questo punto, torneranno a far sentire la loro voce.
 
Nessun commissariamento, quindi, per la Fondazione, come si vociferava fino a qualche settimana fa, ma “una vigilanza” sul suo operato, rimasto nell’ombra negli ultimi anni e poco chiaro nelle sue funzioni, attività e bilanci.
 
“Cercheremo di capire come le azioni della Fondazione possano essere funzionali all’attività dell’università – afferma la Inverardi – Dovrà agire in base agli scopi stabiliti dallo statuto e se farà il suo mestiere, andrà benissimo così. Di Orio resta presidente non c’è motivo di azioni di qualche tipo nei suoi confronti, poi se gli organi dovessero decidere che la Fondazione non sta lavorando per le strategie politiche dell’Ateneo, allora provvederemo”.
 
PROCESSO SUI MAXI AFFITTI DELLA EX OPTIMES
 
Una delle prime spine per la Inverardi, sarà il processo per abuso d’uffico aggravato sui ‘maxi affitti’ del capannone della ex Optimes, nel quale è imputato Di Orio, insieme ad altri due.
 
Nei mesi scorsi, infatti, il cda si era espresso contro la costituzione dell’Università come parte civile, suscitando una marea di polemiche.
 
Al riguardo, la Inverardi ha affermato “stiamo studiando la cosa con l’ Avvocatura dello Stato”, nella quale l’ex rettore, da quanto si apprende, sembrerebbe avere molte conoscenze. 
 
“Il principio è quello della tutela dell’istituzione, decideremo se per tutelarla è necessario questo passo, ma non è assolutamernte detto che lo sarà – prosegue – La nostra preoccupazione è avere la posizione pià corretta possibile nei confronti dell istituzione e del diritto degli imputati di essere considerati innocenti fino a che non sarà dimostrato il contrario”. 
 
I NUOVI PRO RETTORI
 
Un taglio con il passato c’è stato nella scelta dei prorettori, che dai 20 delle gestione Di Orio diventano tre: il professor Carlo Masciocchi che curerà i rapporti tra Università e ospedale, Alfio Signorelli, professore del dipartimento di Scienze umane che sarà prorettore alle attività culturali e Anna Tozzi, in prima linea nell’internazionalizzazione dell’Ateneo. 
 
Tra le prerogative della Inverardi un recupero dei rapporti tra Ateneo e aziende sanitarie, sottovalutato e lasciato all’angolo, secondo alcuni docenti, negli ultimi anni dell’era Di Orio, oltre che uno sguardo più attento alle attività di promozione della cultura, “veicolando sul territorio iniziative nazionali che mettano l’ateneo aquilano al centro della materia”, specifica la Inverardi. 
 
Un’apertura anche al mondo esterno, grazie al lavoro di internazionalizzazione dell’università, tra i punti nevralgici del programma elettorale della Inverardi che sottolinea: “Bisogna aprirsi più possibile agli altri atenei in un lavoro sistematico di accoglienza e reciprocità”.
 
DIDATTICA, ”ALCUNI CORSI NON PIU’ SOSTENIBILI”
 
Dall’anno prossimo, con molta probabilità, alcuni corsi di laurea non saranno più sostenibili, secondo la Inverardi, che annuncia una riformulazione dell’offerta didattica che sarà “più sostenibile e competitiva”.
 
“La normativa nazionale impone un ripensamento dei corsi che passa per la una riqualificazione e pone dei vincoli in base ai quali non riusciamo più a sostenere l’offerta così come l’abbiamo avuta finora – specifica  – Questa sarà un’occasione di sforzo e di ripensamento in vista di una riprogrammazione che dovrà avvenire entro tre anni. Un passaggio obbligato in relazione a offerta e acquisizione delle risorse”.
 
RESIDENZIALITA’, ”AUMENTARE QUELLA PRIVATA CON IL COMUNE”
 
Tra le priorità la residenzialità studentesca, nonostante, “non siamo gli attori primari, per questo c’è l’Adsu – rimarca il rettore – ma senza dubbio è tra le nostre priorità. Sarà necessario un discorso che punti alla residenzialità privata, perché è impensabile un’offerta pubblica di posti letto nell’ordine delle migliaia. Si potranno fare progetti con le associazioni dei proprietari delle case, in accordo con il Comune”.
 
RICOSTRUZIONE: ”PER ROIO E IL CENTRO C’E’ DA ATTENDERE”
 
C’è ancora da aspettare, invece, per le nuove sedi di Roio e dell’edificio storico dell’ Ospedale San Salvatore in piazza San Basilio, da poco acquisito dall’università. 
 
“C’è la volontà di tornare in centro storico, ma per l’ex ospedale le decisioni dovranno essere concordate con altri attori territoriali e istituzionali, mentre per la sede di Ingegneria non sappiamo ancora se riusciremo a trasferire tutto entro il 2015, data nella quale saremo costretti a lasciare i locali della ex Optimes” chiarisce.
 
Nella sede di Roio, attualmente è rientrato un primo nucleo di 2 mila studenti, ma si dovrà ancora attendere per il reinserimento dei dipartimenti.
 
“Per il momento abbiamo trasferito l’attività didattica, speriamo di poter fare la stessa cosa con i dipartimenti e l’attività di ricerca in tempi brevi”, ipotizza il rettore.
 
Nell’ambito della didattica, la Inverardi annuncia l’intenzione di agganciare l’offerta formativa ai processi produttivi imprenditoriali e alla ricostruzione, “non solo materiale, ma commerciale, sociale e culturale”, con accordi con le istituzioni, gli ordini professionali,  Confindustria e attività commerciali cittadine.  
 
“Vogliamo metter in campo studenti laureati che abbiano già alle spalle esperienze sul campo – sottolinea – Un’università più pratica che sperimenti un modello diverso coniugando formazione  e processi di ricostruzione. Sono in previsione accordi con gli ordini professionali,  attività commerciali.
 
RICERCA, ”DOBBIAMO COMPETERE IN EUROPA”
 
Un attenzione particolare anche alla ricerca, per la quale l’ateneo lavorerà per ottenere fondi europei. 
 
“Bisognerà attrezzarsi per competere sul mercato europeo nel reprimento di risorse – spiega –  Bisognerà estendere il più possibile le competenze e spingere di più per poter accedere a questo mercato con progetti seri”.  
 
In relazione, poi, al ruolo politico dell’istituzione, la Inverardi parla di una “rivisitazione dei rapporti con il Comune. Stiamo partendo da un tempo zero per creare una collaborazione fiduciaria sulla base di una progettualità concreta – conclude – Ci siederemo attorno a un tavolo e si lavorerà insieme in un discorso di strategia di localizzazione urbanistica”.