CHIETI – La revoca del contratto da 1.320.000 euro all’anno che legava l’università “d’Annunzio” al Cus Chieti non preoccupa il presidente del centro sportivo, Mario Di Marco, secondo cui con la rescissione dell’accordo torna in vigore la vecchia intesa tra i due enti, molto più onerosa per l’ateneo e più favorevole per il Centro universitario sportivo.

“C’è un articolo che dice che la vecchia intesa veniva superata dalla nuova – spiega Di Marco – ma al momento del venir meno di quest’ultima, non avendo mai nessuno provveduto ufficialmente a disdire la vecchia convenzione, questa torna di nuovo in essere. E dunque, la dirigenza universitaria, pur non volendo, ci ha fatto certamente un favore”.

La vecchia convenzione prevedeva un importo di oltre 1,6 milioni di euro che l’università avrebbe assicurato al Cus ogni anno. L’accordo fu siglato nel 2004 con un meccanismo per cui l’intesa veniva rinnovato automaticamente dopo nove anni per un periodo uguale.

Se questa tesi corrispondesse a verità, la “d’Annunzio” si troverebbe a dover dare al Cus 1,6 milioni all’anno fino al 2022.

Un bel problema per il rettore, Carmine Di Ilio, e per il direttore generale, Filippo Del Vecchio, che per quest’anno avevamo stanziato appena 30 mila euro per lo sport universitario.

Ma non è finita qui, perché Di Marco si appresta a indirizzare alla “d’Annunzio” nuovi decreti ingiuntivi. “Visto che tra l’accordo del 2011 e la vecchia convenzione c’è una differenza economica a favore del Cus – dice il presidente – siamo pronti a richiedere indietro le svariate centinaia di migliaia di euro di differenza”.

Gli avvocati del Cus, infine, sono già al lavoro per presentare un nuovo ricorso al Tar, dopo quello proposto contro la delibera del consiglio di amministrazione dell’ateneo che a fine ottobre scorso ha sospeso il contratto del 2011. Il nuovo ricorso sarà contro l’annullamento dello stesso contratto.