L’AQUILA – Dalla conoscenza dei rischi alla capacità di decidere, agire e apprendere: un nuovo approccio per affrontare la complessità e proteggere la continuità della vita quotidiana. Andare oltre la città intelligente per costruire territori capaci non soltanto di raccogliere dati, ma di comprenderli, trasformarli in conoscenza e utilizzarli per prendere decisioni, affrontare gli eventi critici e migliorare nel tempo le proprie capacità di risposta.
È questo il tema del convegno “Oltre la città intelligente. Il territorio che apprende – Conoscenza, monitoraggio e resilienza per governare la complessità”, in programma domani, mercoledì 28 ottobre, dalle ore 9, presso l’Auditorium OMCeO dell’Aquila.
L’iniziativa, organizzata da SPEE, con il patrocinio di Regione Abruzzo, INGV e OMCeO L’Aquila, in partnership con TIEMS International, riunirà rappresentanti delle istituzioni, della ricerca scientifica, della protezione civile e delle imprese per confrontarsi sulle nuove sfide della resilienza territoriale.
Di seguito la nota completa con i dettagli
Dalla città intelligente al territorio che apprende
Negli ultimi trent’anni, la digitalizzazione ha reso disponibili tecnologie sempre più evolute per osservare e gestire città, infrastrutture e servizi. Un patrimonio straordinario di strumenti e informazioni che, tuttavia, non sempre si traduce in una conoscenza condivisa e in una maggiore capacità di affrontare i rischi.
Oggi i territori sono sistemi complessi e interdipendenti, nei quali un evento naturale, un incidente tecnologico o l’interruzione di un servizio essenziale possono produrre conseguenze ben oltre il luogo in cui si verificano. La sfida non consiste soltanto nel disporre di tecnologie più intelligenti, ma nel collegare dati, conoscenze scientifiche, competenze e capacità operative, mettendo istituzioni e organizzazioni nelle condizioni di comprendere ciò che accade e intervenire con maggiore consapevolezza.
Da questa visione nasce il concetto di Territorio che Apprende: un territorio capace di osservare continuamente i cambiamenti, comprenderne le possibili conseguenze, assumere decisioni, agire e imparare dall’esperienza. Un percorso sintetizzato in cinque passaggi: Osservare, Comprendere, Decidere, Agire, Apprendere.
La resilienza non nasce dunque nel momento dell’emergenza. Si costruisce nel tempo, attraverso una capacità permanente di conoscenza, preparazione, risposta e adattamento. Un confronto tra scienza, istituzioni e capacità operative.
I lavori, moderati dal giornalista RAI Andrea Fusco, prenderanno avvio con i saluti istituzionali del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, presidente ANCI Abruzzo e vicepresidente ANCI Nazionale, e del presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, presidente UPI Abruzzo.
Seguirà l’intervento del generale Franco Federici, consigliere militare del Presidente del Consiglio dei Ministri, dedicato all’attuazione in Italia della Direttiva europea CER sulla resilienza dei soggetti critici. Eugenio Coccia, della Commissione Grandi Rischi, approfondirà il passaggio dalla conoscenza scientifica alla responsabilità della decisione, mentre Luciano Ardingo, di SPEE, illustrerà la visione del Territorio che Apprende. Le conclusioni saranno affidate al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
Il confronto si articolerà in due panel tematici. Il primo, “Osservare e comprendere: dati, modelli e conoscenze del territorio”, Il secondo panel, “Decidere e agire: il territorio apprende, si prepara, reagisce e si evolve”, Il confronto sarà dedicato al ruolo delle istituzioni, dei Comuni e delle organizzazioni operative nel trasformare la conoscenza in capacità di preparazione, decisione e intervento.
Il convegno si inserisce nel percorso di innovazione tecnologica e di sviluppo dei servizi per la mitigazione dei rischi e il rafforzamento della resilienza, che SPEE porta avanti da molti anni.
“Per molti anni abbiamo pensato che rendere più intelligenti le tecnologie significasse rendere più sicure le città. Oggi sappiamo che non basta. I dati devono diventare conoscenza, la conoscenza deve sostenere le decisioni e le esperienze devono trasformarsi in capacità di apprendimento. È questo il passaggio dalla città intelligente al territorio che apprende. Ed è su questa capacità che dobbiamo imparare a progettare la resilienza”, Luciano Ardingo, CEO SPEE.





