CHIETI – “Perché il rettore dell’Università ‘D’Annunzio’, Carmine Di Ilio, ha detto che il Cus non ha presentato i rendiconti, e su questa base ha interrotto il contratto con il centro sportivo, quando da presidente del Comitato dello sport ha sempre firmato quei rendiconti indirizzati al ministero?”.
È questa una delle tante domande che 13 dipendenti ed ex dipendenti del Cus Chieti hanno indirizzato direttamente al rettore in una dura lettera aperta inviata, per conoscenza, anche al presidente del Cusi, al procuratore della Repubblica, al sindaco di Chieti, al comandante della Guardia di finanza e alla direzione dell’istituto di credito Bper, con cui il Cus ha acceso un mutuo milionario siglato con fidejussione e cessione di credito dell’ateneo.
La missiva cerca di inchiodare Di Ilio alle sue responsabilità, ricordando i ruoli rivestiti nella passata amministrazione, ruoli che lo portavano direttamente a contatto con tutte le operazioni che il Cus avrebbe fatto su mandato dell’università, operazioni che ora vengono messe in dubbio, perché la “D’Annunzio” e il suo consiglio d’amministrazione ritengono di non avere a disposizione documenti tali che provino e certifichino dettagliatamente quanto fatto.
“Tutti si pavoneggiavano dei risultati raggiunti dal Cus, sia sportivi che organizzativi. Tutti a complimentarsi, compreso lei, signor rettore – si legge in un passo della lettera – Ora scopriamo che il lavoro fatto negli anni non è mai avvenuto. Le ristrutturazioni dei palazzetti mai fatte, le riconversioni creditizie disconosciute, Scienze motorie non avrebbe mai fatto attività al Pala Santa Filomena e a Colle dell’Ara…”.
I lavoratori sottolineano, infine, che la guerra che si sta combattendo tra il Cus e l’università rischia di annientare entrambe le istituzioni. “In questa guerra – conclude infatti la missiva – tutti sanno che non ci saranno vincitori. Ma ci sarà chi si farà più male e chi si farà meno male. Chi perderà è la città di Chieti, che vede sempre di più la sua università al centro di contenziosi, e anche gli studenti sempre più abbandonati a se stessi”. Arianna Iannotti
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