PESCARA – L'”unabomber” d’Abruzzo Roberto Di Santo ha colpito ancora.
Questa sera l’uomo ha appiccato il fuoco (non si sa ancora come) a un edificio a Chieti che ospitava una casa famiglia.
Lo stabile, dove sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e carabinieri, si trova all’incrocio di via Madonna degli Angeli, all’inizio di via Maiella.
L’uomo ha lasciato un terzo videomessaggio ora nelle mani degli inquirenti.
NEL POMERIGGIO DUE VIDEO A EMITTENTE LOCALE
In precedenza Di Santo, originario di Roccamontepiano (Chieti) aveva fatto pervenire alcuni videomessaggi in dvd, quattro, all’emittente locale Rete8.
La stessa tv, in un’edizione speciale andata in onda questo pomeriggio, ha riferito che a consegnare una parte di materiale è stata la sorella mentre un secondo documento è stato fatto trovare vicino a un cassonetto.
Le immagini sono state sequestrate dai carabinieri.
Secondo una prima ricostruzione sembra che il secondo video sia stato recapitato dallo stesso Di Santo che potrebbe essere stato immortalato dalle telecamere di un circuito esterno mentre si allontanava in bicicletta.
Rispetto alle foto segnaletiche risulta travisato in quanto rasato a zero.
Il contenuto dei dvd non è stato reso noto in quanto al vaglio degli inquirenti.
I file sono sei, quattro nel dvd consegnato dalla sorella e due in quello posizionato sopra il coperchio di un contenitore della raccolta differenziata vicino al cancello di ingresso della sede di Rete8 a Chieti Scalo.
Dalle poche indiscrezioni trapelate, sembra che Di Santo non abbia espresso intenzioni di rispettare il suo ultimatum, lasciato in un video acquisito nei giorni scorsi dagli investigatori, secondo il quale si sarebbe consegnato dopo dieci giorni, quindi tra domani e venerdì.
L’uomo martedì 8 gennaio, dopo aver dato fuoco a un’auto a Villanova di Cepagatti (Pescara) e realizzato una “trappola” esplosiva, utilizzando due bombole di Gpl, per far saltare in aria una villetta trifamiliare, ha incendiato il giovedì successivo, 10 gennaio, un’auto, che si è poi scoperto essere intestata alla sorella, nell’atrio del tribunale di Chieti.
Su Di Santo pende l’accusa di tentata strage. Le ricerche sono condotte dei carabinieri del comando provinciale di Pescara, diretti dal colonnello Marcello Galanzi e coordinati dal pm Silvia Santoro.





