L’AQUILA – C’è un pezzo dell’Aquila nell'”ondata” di nuovi cardinali che Papa Francesco ha annunciato la scorsa domenica.
Tra loro, infatti, c’è anche l’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, ex prete di strada, pronipote del cardinale Carlo Confalonieri, arcivescovo dell’Aquila dal 27 marzo 1941 al 22 febbraio 1950, uno degli alti prelati più longevi e più amati.
“Il prossimo 5 ottobre – ha annunciato il Santo Padre – terrò un Concistoro per la nomina di dieci nuovi Cardinali. La loro provenienza esprime la vocazione missionaria della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della terra”.
L’annuncio della berretta rossa per dieci nuovi cardinali elettori in un eventuale conclave, ovvero con meno di ottanta anni di età, è arrivato a sorpresa all’Angelus, iniziato in ritardo perché il Papa era rimasto chiuso nell’ascensore per 25 minuti. A essi il Papa aggiungerà anche tre porporati ultraottantenni, ovvero senza diritto di voto nella Cappella Sistina.
Il futuro cardinale Zuppi è l’unico italiano elettore presente nella lista del sesto concistoro di Francesco. Il suo profilo di prete di strada, cresciuto nella Comunità di Sant’Egidio, è ritenuto in sintonia con quello di Bergoglio.
Romano di Roma, 64 anni, è arcivescovo di Bologna dal 2015, figlio di Enrico, storico direttore del settimanale vaticano L’Osservatore della Domenica, è, da parte di madre, pronipote del cardinale Carlo Confalonieri. Con lui il Pontefice per la prima volta concede la porpora ad una delle sedi considerate tradizionalmente cardinalizie della Penisola (non lo ha fatto – almeno finora – con Torino, Milano, Venezia e Palermo).
“Ringrazio il Papa per la fiducia e la stima – le parole di Zuppi nel comunicato ufficiale della diocesi di Bologna – È un riconoscimento per tutta la Chiesa di Bologna, per la Comunità di cui faccio parte da tantissimi anni, ed è anche una grande responsabilità. Il cardinale veste di rosso perché deve testimoniare fino al sangue. Ecco, speriamo di essere buoni testimoni del Vangelo. Anche quello della domenica di oggi è chiarissimo: essere nell’amore al servizio degli altri, degli ultimi. Questa nomina, quindi, è ancora di più una chiamata al servizio che ora, proprio qui a Lourdes, affido alla Madonna”.
Il 5 agosto scorso, insieme alla madre, Zuppi ha partecipato alla cerimonia di intitolazione di un picco del Gran Sasso alla memoria di Confalonieri – nominato cardinale da Giovanni XXIII nel 1958, decano del Sacro Collegio dal 1977 e scomparso nel 1986 –, nello stesso giorno in cui, 78 anni fa fu accompagnato sul Gran Sasso in un’ascensione che raggiunse proprio il piccolo a lui intitolato.
A celebrare la funzione religiosa nella chiesetta della Madonna della Neve è stato Don Claudio Tracanna, su delega dell’arcivescovo dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi.
Questo l’elenco dei nuovi cardinali: oltre a Zuppi, il vescovo comboniano spagnolo Angel Ayuso Guixot, 67 anni, da maggio presidente del pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso; l’arcivescovo portoghese José Tolentino Mendonca, 54 anni a dicembre, dal 2018 archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa; l’indonesiano Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, 69 anni, dal 2010 arcivescovo di Jakarta; il cubano Juan de la Caridad Garcia Rodriguez, 71 anni, dal 2016 arcivescovo di San Cristobal de La Habana; il cappuccino africano Fridolin Ambongo Besungu, 59 anni, dal 2018 arcivescovo di Kinshasa nella Repubblica democratica del Congo; il gesuita Jean-Claude Hollerich, 61 anni, dal 2011 arcivescovo di Lussemburgo e dal 2018 presidente della Comece; il guatemalteco Alvaro L. Ramazzini Imeri, 72 anni, dal 2012 vescovo di Huehuetenamgo; il salesiano spagnolo Cristobal Lopez Romero, 67 anni, dal 2017 arcivescovo di Rabat in Marocco dopo aver lavorato in Paraguay dal 1986 al 2011; e il gesuita slovacco-canadese Michael Czerny, 73 anni, dal 2016 sottosegretario della Sezione Migranti del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.
I tre nuovi cardinali non elettori, invece, sono: Michael Louis Fitzgerald, arcivescovo titolare di Nepte; Sigitas Tamkevicius, arcivescovo emerito di Kaunas; e il veronese Eugenio Dal Corso, vescovo emerito di Benguela.



