L’AQUILA – Tempi lunghi e molti dubbi, con contestazioni già ricevute di possibile illegittimità, per il bando promosso dall’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), guidato da Raniero Fabrizi, per la nomina di “un esperto di particolare e comprovata specializzazione in diritto pubblico e amministrativo” da 30 mila euro lordi all’anno.

Viene contestato, in particolare, uno dei “requisiti culturali e professionali richiesti”, ovvero “la laurea magistrale (o biennale specialistica) in giurisprudenza con votazione non inferiore a 105/110”.

Il voto di laurea si affianca ad altri requisiti obbligatori, come l’iscrizione all’Albo degli avvocati da 5 anni, non aver avuto incompatibilità o licenziamenti in passato, e a quelli preferenziali, come l’aver già lavorato con gli uffici speciali, che costituisce premialità.

Ma gli insorti, alcuni dei quali con un voto superiore a 105 in curriculum, quindi al di sopra di ogni sospetto, hanno fatto notare che il bando è a loro dire illegittimo perché il voto di laurea è stato eliminato dalla platea di possibili requisiti dalla legge 124/2015, la cosiddetta riforma della Pa del governo Renzi.

E, sempre secondo coloro che bollano il bando come illegittimo, ci sono già casi di contenziosi che in passato sono stati accolti in casi simili: nel 2015 il Tar del Lazio ha disposto che a una selezione della Banca d’Italia potessero partecipare anche candidati sulla carta non ammissibili perché avevano voto inferiore a 105.

Finora non ci sono stati veri e propri ricorsi ma solo delle lettere di protesta che speravano in una revoca in autotutela da parte dell’Usra, mai avvenuta.

Oltre a queste contestazioni, il bando per l’esperto giuridico Usra ha accusato alcuni passaggi a vuoto ed è a tutt’oggi senza un vincitore.

In primis, è stato prorogato, facendo slittare la scadenza, inizialmente prevista al 21 dicembre 2015, fino al 20 gennaio scorso, raccogliendo, alla fine, un totale di 10 domande.

Né con la riapertura dei termini si è pensato di valutare le osservazioni: anzi, nell’avviso Fabrizi precisa che “resta confermato nei contenuti approvati e indetti” e naturalmente restano “acquisite le domande di partecipazione pervenute”.

Ma il dato che più fa pensare è che, a oltre un mese dalla seconda scadenza, ancora non si abbiano notizie sull’aggiudicatario.

In tutto questo tempo è stata solo nominata la Commissione di valutazione, presieduta da Monica Cristina Triponi, responsabile dell’area Amministrativo-contabile dell’Usra, e con membri esperti l’avvocato Francesco Angelini e l’ingegnere Salvatore Provenzano, quest’ultimo nominato il 9 febbraio scorso in sostituzione dell’avvocato Antonio Marrazzo “per sopraggiunti e concomitanti impegni professionali”.

L’esperto avrà una serie di compiti anche di responsabilità: consulenza giuridica in materia di diritto pubblico e amministrativo, procedimento amministrativo, diritto urbanistico, appalti pubblici, ordinamento degli uffici locali.

Dovrà inoltre affrontare le varie problematiche giuridico/interpretative collegate all’espletamento delle istruttorie di riconoscimento dei contributi di ricostruzione e riparazione post-sisma, nonché collaborare per la propria competenza alla redazione di atti, regolamenti, contratti e documenti, infine curarsi di approfondimenti legislativi.

Il requisito ora messo in discussione del voto di laurea minimo a 105 era già presente sia nel bando del 2014 che quello del 2015, in quei casi legittimamente perché la legge che lo vieta ancora non c’era.

Il compenso, tra l’altro, negli anni è sceso da 40 mila a 39.600 ai 30 mila euro attuali.

Nella sezione collaboratori del sito Usra figurano due soli mandati in questo ruolo: Carlo Pirozzolo, segretario generale del Comune dell’Aquila, rimasto in carica dal 7 luglio al 1° ottobre 2015 con cessazione anticipata, e Valentina Petri, dal 12 ottobre al 31 dicembre.