FOSSA – Dopo i sindaci e il presidente della Provincia dell’Aquila, anche il personale a tempo indeterminato degli Uffici speciali per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc) e dell’Aquila (Usra) si schiera per il rinnovo triennale, e non di soli 12 mesi come paventato, dei 50 precari assunti con il cosiddetto “concorsino”.

Personale che “ha avuto un ruolo vitale nella definizione di tutte le procedure alla base della complessa macchina organizzativa rappresentata dagli Usr – scrivono in una nota i colleghi – una macchina, oggi pienamente a regime, che beneficia finalmente di continuità di risorse finanziarie da parte del Governo centrale e del pieno riconoscimento da parte delle amministrazioni centrali del territorio colpito dal sisma”.

Con la paventata proroga annuale, “a fronte della proroga triennale prevista dalla recente legge di Stabilità”, aggiungono nella nota i dipendenti del Ministero delle Infrastrutture, assunti invece a tempo indeterminato con il ‘concorsone’, “i processi di ricostruzione dei 57 Comuni del cratere sismico e degli oltre100 fuori cratere rischiano un rallentamento”.

“Il personale Mit degli uffici speciali esprime all’unanimità il proprio dissenso nei confronti di questa decisione di proroga annuale per dei colleghi a tempo determinato, essendo tra l’altro ben consapevoli delle difficoltà connesse al dover fronteggiare periodi di discontinuità tra una proroga e l’altra, così come già accaduto in passato, considerata la mole di lavoro che l’ufficio svolge già attualmente”.

LA NOTA COMPLETA DEL PERSONALE DEL MINISTERO IMPIEGATO NEGLI USR

I processi di ricostruzione dei 57 Comuni del cratere sismico e degli oltre100 fuori cratere rischiano un rallentamento a causa della paventata proroga solo annuale del personale a tempo determinato degli Uffici speciali per la ricostruzione del Comune dell’Aquila e dei Comuni del cratere (Usra/Usrc), a fronte della proroga triennale prevista dalla recente legge di Stabilità.

Tale personale ha avuto un ruolo vitale nella definizione di tutte le procedure alla base della complessa macchina organizzativa rappresentata dagli Usr, una macchina, oggi pienamente a regime, che beneficia finalmente di continuità di risorse finanziarie da parte del Governo centrale e del pieno riconoscimento da parte delle amministrazioni centrali del territorio colpito dal sisma.

Gli Uffici speciali per la ricostruzione sono composti,come previsto dalla sua legge istitutiva, per metà dallo scrivente personale a tempo indeterminato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in avvalimento fino al completamento delle esigenze connesse alla ricostruzione, e per metà dal suddetto personale a tempo determinato (assunto dal Comune dell’Aquila e dal Comune di Fossa), colleghi dotati di specifiche competenze in materia di ricostruzione e assunti proprio per consentire un avvio rapido della fase di ricostruzione che nel 2013 iniziava alla cessazione della fase emergenziale.

Le competenze specifiche dei nostri colleghi sono state senza dubbio preziose e determinanti sia nella fase di avvio e sviluppo della nuova Governance, sia allorché il governo centrale ha deciso di affidare agli Uffici speciali la gestione delle risorse finanziarie – per competenza e per cassa – a beneficio degli oltre 150 Comuni impegnati nella ricostruzione, senza l’integrazione di personale aggiuntivo.

Tale nuova attività – che si è aggiunta alla già consolidata attività istruttoria in ambito di pratiche di ricostruzione privata, piani di ricostruzione, opere pubbliche, edilizia scolastica e spese obbligatorie – consente di garantire continuità al processo di ricostruzione, assicurando efficienza e trasparenza nell’impiego delle suddette risorse, processo che avrà nei prossimi tre anni la sua fase più delicata, allorché la corretta applicazione delle procedure definite consentirà ai Comuni interessati di intraprendere un percorso di pieno rientro alla normalità.

L’organizzazione lavorativa di competenza degli Uffici speciali ha visto in questi anni la perfetta integrazione di personale a tempo determinato e indeterminato, cosicché un’eventuale proroga di durata solamente annuale delle prime comporterebbe non solo il rallentamento di tutte le attività ma un’inevitabile perdita in termini di professionalità e competenza, sinonimi di qualità e celerità del processo di ricostruzione, e sarebbe nocivo per una corretta e coerente attività di programmazione di medio periodo su processi e risorse dedicate.

Le capacità dimostrate dai nostri colleghi, la loro abnegazione nel lavoro e nelle difficoltà quotidiane che hanno contraddistinto il loro operato in questi anni, costituiscono il valore aggiunto imprescindibile di questa ricostruzione, che avrebbe al contrario in una proroga annuale l’unico punto debole di un sistema la cui efficienza è stata pienamente e riconosciuta dal territorio e dalle istituzioni centrali.
Peraltro ci si chiede come sia possibile che a valle di una loro proroga triennale prevista dalla legge proprio per garantire la continuità del processo di ricostruzione, segua la decisione di contrattualizzarli soltanto per un anno. A quali logiche devono rispondere tali contraddizioni?

Il personale Mit degli Uffici speciali esprime all’unanimità il proprio dissenso nei confronti di questa decisione di proroga annuale per dei colleghi a tempo determinato, essendo tra l’altro ben consapevoli delle difficoltà connesse al dover fronteggiare periodi di discontinuità tra una proroga e l’altra, così come già accaduto in passato, considerata la mole di lavoro che l’ufficio svolge già attualmente.