L’AQUILA – È stata una domenica di sole primaverile, non la prima di questo inverno, che ha portato l’altro ieri migliaia di persone sopra e sotto il Gran Sasso aquilano.
Ma c’è qualcuno che non ha potuto godere della enorme folla di turisti, molti dei quali avrebbero voluto, senza riuscirci se non allungando con il passaggio via Castel del Monte (L’Aquila), arrivare dalla parte aquilana con un mezzo proprio a Campo Imperatore, magari per starsene un po’ a Fonte Vetica, a quota 1532 metri, e dintorni.
Perché, come spiega Rodolfo Mucciante, del ristoro che porta il suo cognome, uno dei fissi di Fonte Vetica, “le strade provinciali di accesso da Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), e a pochi chilometri dalla base della funivia di Fonte Cerreto sono sbarrate anche quando la neve è pochissima o addirittura non c’è, come in questo caso. Una situazione che va avanti da tempo immemore. E non sembra che si riesca a trovare un modo per risolverla”.
“Io e mio fratello – racconta Mucciante – ieri abbiamo lavorato praticamente come punto informazioni. Ci ha chiamato moltissima gente, come sempre, che chiedeva se fosse possibile ‘salire’ a Fonte Vetica. Un vero peccato. Alcuni alpinisti di ritorno dal Mote Camicia hanno parlato chiaramente di neve ormai sciolta, in una giornata da 15 gradi”.
“Tanti aquilani – svela poi Mucciante – sono rimasti di sasso quando hanno saputo che le strade erano chiuse anche con quelle temperature e con il cielo limpidissimo. È comprensibile evitare problemi quando ci sono due o più metri di neve, ma quando il clima lo permette, è giusto che lavorino tutte le strutture del territorio”.
Ma in un periodo in cui lo sviluppo turistico del Gran Sasso è tornato prepotentemente sui media, “all’appello, almeno per noi e gli altri punti fissi di Fonte Vetica, mancano però delle problematiche ormai incancrenite, come la corrente elettrica che non c’è, l’assenza di segnale per i telefoni cellulari, la viabilità e la mancanza di un’area attrezzata anche con parcheggi”.
“Col mio telefono – conclude – riesco a parlare solo se resto fermo in un punto preciso del ristoro, nel 2016 è un’assurdità, considerando che a telefonare non è solo chi vuole sapere se siamo aperti, ma anche chi magari cerca aiuto, cosa che è capitava parecchie volte. Per non parlare della corrente elettrica, che, se non fosse affidata solo ai nostri generatori, permetterebbe di ampliare la vendita di prodotti freschi ai turisti. Che, per fortuna, appena riaprono le strade da aprile vengono da noi in massa”.






