CHIETI – In Abruzzo ogni 100 mila abitanti si registrano 14,1 casi di melanoma, tumore maligno che ha origine dai melanociti della cute e delle mucose.
È quanto risulta dai dati di una ricerca epidemiologica, basata sui registri degli istituti di anatomia patologica, secondo la quale l’età media dei pazienti al momento della diagnosi è di 45 anni.
Più colpite sono le donne (58,8 per cento). Generalmente il tronco è la regione corporea interessata più di frequente (30.7 per cento), seguita dagli arti inferiori (25.94 per cento) e da viso e collo (16.42 per cento).
Il dato abruzzese è in linea con altre regioni del Centro, come la Toscana (15,8 casi ogni 100mila abitanti per gli uomini, 16,5 per le donne) e le Marche (12,4 per gli uomini e 16,8 per le donne), ma è superiore rispetto ad analoghe indagini effettuate in alcune province dell’Italia Meridionale, come Salerno (6,9 per gli uomini, 6,8 per le donne) e Napoli (rispettivamente 4,2 e 4,0).
Di melanoma e dermochirurgia estetica si parlerà domani, 17 luglio, dalle 9, nell’aula Magna delle palazzine Sebi in via dei Vestini, a Chieti, in occasione del primo Incontro abruzzese di Dermatologia, promosso dalla clinica Dermatologica dell’ospedale teatino.
Parteciperanno dermatologi, radiologi, medici di medicina generale, anatomopatologi che illustreranno l’epidemiologia del melanoma in Italia e in Abruzzo e le terapie più aggiornate in materia.
La Clinica dermatologica di Chieti, diretta dal professor Antonello Tulli, dal 2004 a oggi ha effettuato 116 interventi per il linfonodo sentinella in pazienti affetti da melanoma.
Si tratta di una tecnica fondamentale per la stadiazione del melanoma maligno, avente uno spessore inferiore a un millimetro.
L’eventuale positività del linfonodo sentinella, ovvero del primo linfonodo drenante dalla lesione tumorale cutanea, permette di effettuare l’asportazione precoce della catena linfonodale locoregionale con un netto miglioramento della prognosi a 5 anni.





