L’AQUILA, 24 MAGGIO – Si è chiusa ufficialmente questa mattina la stagione 2009/2010 del Teatro stabile d’Abruzzo. Un’annata portata avanti positivamente (7 mila spettatori e 70 mila euro incassati) pur tra mille difficoltà post-terremoto, nell’Auditorium messo a disposizione dalla Guardia di Finanza. Per il futuro, però, l’ente teatrale abruzzese non si accontenta e rilancia: il prossimo anno avrà una nuova sede a Monticchio (L’Aquila),  nella multisala Garden, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento regionale.

Nel corso della conferenza stampa di fine stagione, ospitata dall’Accademia di Belle Arti, il presidente del Tsa e assessore regionale alla cultura, Mauro Di Dalmazio, ha voluto sottolineare come l’ente teatrale abruzzese sia rimasto sempre attivo nonostante i disagi del post-sisma. “Il fatto che gli spettatori, quest’anno, siano stati più di 7 mila – ha affermato – dimostra che la comunità aquilana ha voglia di cultura. A loro va un riconoscimento particolare. Un segnale, quello della città dell’Aquila, che ci deve spingere a non fermarci e a proporre una nuova stagione teatrale ancora più bella e a ricostruire i luoghi della cultura”.

Oltre 70 mila euro il totale degli incassi di questa stagione per il Tsa, che ha proposto un cartellone di qualità, con interpreti di fama nazionale come Licia Maglietta, Marco Paolini, Giulio Scarpati, Gian Marco Tognazzi, Giobbe Covatta. “L’obiettivo del Teatro Stabile – ha continuato Di Dalmazio – è quello di diventare il punto di riferimento della prosa in Abruzzo e di sostenere tutte le attività minori legate alla cultura”.
Il prossimo anno l’ente teatrale abruzzese potrà disporre di una nuova sede, la Multisala Garden di Monticchio dove, come ha spiegato il direttore dell’Atam (Associazione teatrale abruzzese molisana), Enzo Gentile, verrà predisposta una sala di oltre 500 posti. Gentile ha poi ricordato l’importanza del sostegno dell’amministrazione regionale: “Questo incontro vuole rilanciare la speranza. La cultura è una componente ineludibile della vita sociale della città. Occorre l’aiuto dell’intera comunità regionale. In particolare bisogna coinvolgere i giovani non solo come spettatori ma anche dal punto di vista formativo”.